Fausto Leali intervistato da Massimo Emanuelli il podcast

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Fausto Leali (Nuvolento, Brescia, 29/4/1944): nato da una famiglia poverissima, con padre mutilato completamente invalido al lavoro, finite le scuole elementare fa il garzone da un fornaio per mantenere la famiglia. Il fornaio ha nel retrobottega una vecchia chitarra che Fausto dopo il lavoro inizio a strimpellare, delle sue capacità si accorge un capo orchestra che lo ingaggia per serate e feste di piazza. Il suo primo maestro di chitarra è Tullio Romano, componente dei Marcellos Ferial, sul finire degli anni ’50 si esibisce con note orchestre con lo pseudonimo di Fausto Denis nel 1960 da vita al complesso dei Novelty, primo complesso beat italiano, con cui incide per la Jolly Please please me She lucio flauto poster beatles storiaradiotvloves you dei Beatles mantenendole in lingua originale.  Nel 1963 riprende il suo vero cognome e si esibisce come Fausto Leali & The Novelty al City Club di Milano, ex tempio del rock and roll convertito al beat. Nel 1964 viene scritturato con i Novelty da Sergio Bernardini e si esibisce alla Bussola di Focette, incide il suo primo album con i Novelty. Nel 1965 al Vigorelli, insieme ai New Dada e a Peppino Di Capri, apre il concerto dei Beatles. Dopo tale consacrazione Leali divorzia dai Novelty e si orienta verso uno stile soul e rythm and blues: La campagna in città, Portami tanto rose (un classico da lui rivisto), Follie d’estate, Laura Storm (queste ultime sigle di fausto leali a chitrasmissioni televisive). Il 1967 è l’anno del trionfo A chi (versione italiana di Hurt, brano del 1954) lo impone al grande pubblico, nel 1968 fa il bis con Deborah (scritta da Pallavicini e da Paolo Conte) che presenta al Festival di Sanremo, il brano spopolò al punto che molte bambine nate fra il 1968 e il 1969 avranno come nome di battesimo Deborah.  Dopo essersi sposato con l’ex ragazza del Clan Milena Cantù, Leali porta in testa alla classifica una commovente ed intensa versione di Angeli neri (1968), che gli vale la definizione di “negro bianco per la sua voce ruvida e potente”, dello stesso anno escono gli album Il negro bianco e Un attimo di blu. Nel 1969 partecipa al Festival di Sanremo con Un’ora fa, nella prima metà degli anni ’70 Leali ha un calo di popolarità a causa della conversione del pubblico giovanile ai cantautori. Dopo alcuni insuccessi: Hippy (1971), l’album America (sempre del 1971), i 45 giri La bandiera di sole (1973), e il long playing Amore dolce, amore amaro, amore mio inizia a riprendersi nella seconda metà degli anni ’70 e con gli anni ’80.  Con Io camminerò (nota per essere stata lanciata da Umberto Tozzi, 1976), con Vierno (classico della canzone napoletana) e  Malafemmena (la celebre canzone di Totò, sigla di un ciclo di appuntamenti televisivi dedicati al comico napoletano).  Nel 1977 esce Lealopoli album contenente alcuni classici della canzone napoletana, riletti in chiave soul, poi altri insuccessi, solo nel 1986, aiutato da Mina, riesce ad esplodere: duetta con Mina in Via di qui, un disco della cantante cremonese, tale prova è la resurrezione di Leali che spopola a Sanremo: Io amo (con la quale torna a Sanremo nel 1987), Mi manchi (Sanremo 1988 con la quale torna ai primi posti della hit-parade), Ti lascerò (vittoria con Anna Oxa). Nel 1992 é ancora a Sanremo nel 1992 (Perché), nel 1997 (Non ami che te),  Fra gli album di Leali di questi ultimi anni ricordiamo: Non c’è neanche il coro (1988), Leali (1989), Saremo promossi (1992), Saremo promossi 2(1994), Non solo blues (1996), Non solo blues 2 (Non ami che me) (1997), LealiLive (1999), Universo secondo me… io ti amo (2000). In occasione della serata speciale per Ray Charles registrata alla leali libroBussola Domani condotta da Gianni Minà, Fausto Leali ha duettato con Ray Charles in Cry time.Nel 2002 ha presentato a Sanremo in coppia con Luisa Corna, Ho bisogno di te. Nel 2003 a Sanremo con Eri tu, il suo cd allegato a Tv Sorrisi e Canzoni con i suoi vecchi successi a prezzo contenuto. Nel 2006 partecipa al reality show Music Farm e pubblica l’album Profumo e kerosene, dopo avere partecipato ad alcune edizioni di Napoli prima e dopo, nel 2009 torna al Festival di Sanremo con il brano Una piccola parte di te.  Nel 2012 è fra i concorrenti di Tale e quale show, nel 2014 pubblica il libro autobiografico Notti piene di stelle, scritto con il giornalista musicale Massimo Poggini. Si sposa con la vocalist Germana Schena quindi è ospite al concerto-evento di Francesco De Gregori Rimmel 2015  e a Una serata.. Bella per te. Mogol.  Con Toto Cutugno e Albano interpreta Le nostre mani, dopo avere partecipato alla finalissima del Festvalshow, nel 2016 esce il singolo A chi mi dice, cover del brano Blue interpretato con Mina, singolo che anticipa l’album Non solo Leali nel quale duetta con Renzo Arbore, Claudio Baglioni, Alex Britti, Clementino, Francesco De Gregori, Tony Hadley, Massimo Ranieri, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi.

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