Cinque anni fa ci lasciava Gianni Boncompagni. Il Boncompagni radiofonico

Il 16 aprile 2017, all’età di 85 anni, ci lasciava Gianni Boncompagni. Il Boncompagni radiofonico. Nato ad Arezzo il 13 maggio 1932 sua zia, Maria Luisa Boncompagni era stata annunciatrice dell’Araldo Radiofonico, poi dell’Uri, quindi dell’Eiar ed infine della Rai, “zia Radio”. All’età di tredici anni Gianni si trasferisce in Svezia dove di diploma in arte e fotografia ed inizia la sua attività di conduttore radiofonico su una stazione svedese. Sposatosi con un’aristocratica svedese dalla quale ebbe tre figlie, tornò in Italia nel 1964 e vinse un concorso, è assunto alla radio come “maestro programmatore di musica leggera”, conosce Renzo Arbore, anch’egli vincitore del concorso, che poi vorrà al suo fianco. Ma all’inizio Boncompagni conduce con Franco Moccagatta e Maria Pia Fusco il varietà E’ primavera incentrato sui problemi delle nuove generazioni. Segue La discoteca di, programma a cura di Franco Belardini, Franco Moroni e dello stesso Boncompagni, nel quale ogni settimana un noto attore, cantante o personaggio dello spettacolo propone brani musicali (Roldano Lupi, Mina, Umberto De Palma ecc.). Poi è la volta de La discoteca di…, un cantante, un regista, uno sportivo o un giornalista molto conosciuti, mettono a disposizione degli ascoltatori i loro dischi, spiegando confidenzialmente i criteri che li hanno guidati nella scelta. Boncompagni ha il ruolo dell’intervistatore nella trasmissione di Dino Verde e Bruno Broccoli La grande festa presentata da Renato Rascel. Segue Invito a pranzo per la regia di Pino Giglioli. La svolta ha una data precisa, non solo nella carriera di Boncompagni, ma nella storia della radio italiana: sabato 16 ottobre 1965 alle 17,40 inizia Bandiera gialla, dischi per giovanissimi presentati da Gianni Boncompagni per la regia di Massimo Ventriglia. Originariamente il titolo della trasmissione doveva essere Sound (suono in inglese) in riferimento alla musica anglosassone allora all’avanguardia. Fu Luciano Rispoli a scegliere il titolo di Bandiera gialla, collegando tali generi musicali, all’epoca banditi dalla radio italiana, al simbolo della quarantena per epidemia, appunto la bandiera gialla. Boncompagni aveva presentato il suo progetto a Giulio Razzi, quando questi era andato in pensione, la proposta venne esaminata da Leone Piccioni e Luciano Rispoli che per superare le diffidenze propone appunto di intitolare il programma Bandiera gialla. La trasmissione, la cui sigla è T-Bird eseguita da Rocky Roberts accompagnato dal suo gruppo gli Airedales, presenta canzoni pubblicate di recente o ancora inedite sul mercato italiano, “A tutti i maggiori degli anni 18, a tutti i maggiori degli anni 18, questo programma è rigorosamente riservato ai giovanissimi” questo lo slogan della trasmissione che contribuisce all’ascolto della radio da parte dei giovani che fino a quel momento non l’ascoltavano, tutti i sabati i giovani infatti sono incollati alla radio. In studio giovani e giovanissimi, nonché giovanissime: Gianni Boncompagni fa ascoltare le novità discografiche internazionali. C’è la corsa al 45 giri ascoltato per radio e i giovani, i giovanissimi, nonché le giovanissime si danno appuntamento nei negozi di dischi. I più affollati, quelli con le cabine e le cuffie: si può chiedere ai commessi di ascoltare gratis “il disco mandato ieri alla radio da Boncompagni… quello che fa la-la-la.lalala!”. I commessi, pazienti, riconoscono la musica e indirizzano giovani, giovanissimi nonché giovanissime nelle cabine. Qui – indossate le cuffie – si ascolta chiudendo gli occhi, mimando con le labbra le parole inglesi storpiate e sognando di essere in radio, a Bandiera gialla assieme a Gianni Boncompagni che “non è alto, ma è simpatico e porta gli occhiali”, descritto così dal compagno della classe accanto, più fortunato perchè è riuscito a entrare in via Asiago, la sede storica della radio italiana (“Beato lui! Il padre ha un amico tecnico”). Bandiera gialla viene registrato negli studi di via Asiago a Roma al cospetto di un pubblico giovanile che votava per le canzoni con una bandierina gialla, quaranta adolescenti selezionati fra i frequentatori della discoteca romana Piper Club, dai figli dei dipendenti Rai e dagli aspiranti che si presentavano negli studi radiofonici. “L’idea delle bandierine per votare fu di un docente della Pro Deo, mentre il colore giallo, segnale di contaminazione, venne ovviato dai funzionari della Rai per prendere le distanze da un luogo “franco” dove si trasmettevano per 50 minuti ritmi normalmente proibiti. E furono proprio queste intuizioni – il pubblico in studio, lo spazio per teen agers, lo scoppiettante repertorio musicale, la bandierina gialla, primo oggetto feticcio giovanile, gli ingredienti che trasformarono Bandiera gialla da spazio radiofonico in punto di riferimento e mito della cultura giovanile”. Le novità beat internazionali (dodici per puntata e divise in quattro gruppi) erano fatte ascoltare e votate dal pubblico per alzata di bandierina, il brano più votato restava in carica la settimana successiva, fino a quando non veniva spodestato da qualcun altro. Il pubblico giovanile cantava, applaudiva, gridava, fra quei giovani c’erano Roberto D’Agostino, Giancarlo Magalli, Barbara Palombelli, Valeria Ciangottini, Mita Medici, Renato Zero, Clemente Mimun, Giuliana Valci ed altri. Bandiera gialla diventa un fenomeno di costume e introduce novità discografiche americane ed inglesi ma anche i brani dei gruppi beat italiani. La trasmissione ispirerà Gianni Pettenati che realizzerà la cover di The Pied Piper di Artie Kornfeld e Steve Duboff, intitolata appunto Bandiera gialla, brano che sarà presentato nella stessa trasmissione nel 1966; anche il regista Mariano Laurenti girerà il musicarello I ragazzi di Bandiera gialla nel 1967. La trasmissione testimonia il boom del rock e dei 45 giri, cementa il sodalizio fra la radio e l’industria discografica, le case discografiche introducono delle fascette gialle per evidenziare, nei negozi, i dischi vincitori della gara radiofonica, Bandiera gialla andrà in onda fino al 9 maggio 1970.

Mentre conduce Bandiera gialla Boncompagni presenta anche altre trasmissioni: M’invita a pranzo?, Gli amici della settimana, trattenimento musicale con Renzo Arbore, Adriano Mazzoletti, Gianni Boncompagni e Renzo Nissim, autore Maurizio Costanzo, con la collaborazione di Claudio Tallino per la regia di Dino De Palma, la trasmissione condotta dai quattro dj non prevede copioni è tutta improvvisata, altra novità della radio italiana di fine anni ’60. Poi è la volta di Boomerang, Hallo Virna (con Virna Lisi) e Passo e chiudo (un programma condotto a bordo di un volo Alitalia condotto da Adriano Mazzoletti, Gianni Boncompagni, Edoardo Vianello, Wilma Goich, Raffaella Carrà e Little Tony). Boncompagni collabora anche con la trasmissione Raffaella con il microfono a tracolla che segna l’esordio in radio di Raffaella Carrà la quale gira per l’Italia con un Nagra raccogliendo interviste.

Gianni Boncompagni conduce anche Chiamate Roma 3131 con Franco Moccagatta e Federica Taddei. Boncompagni si inventa alcuni quiz chiamando a casa utenti telefonici, in premio vi sono giradischi e apparecchi per la filodiffusione. Ma la trasmissione non è nelle sue corde e pertanto la abbandona nel 1970, un altro anno di svolta: il 7 luglio parte infatti Alto gradimento, trasmissione di satira irriverente (nei limiti del possibile) condotta con Renzo Arbore, altro programma destinato a passare alla storia della radio italiana, In onda sul secondo programma alle 12,30 alle 13,30 dal lunedì al venerdì Alto gradimento rompe gli schemi del modo di fare radio ed è da subito considerata una “follia radiofonica allo stato puro”. La trasmissione doveva inizialmente chiamarsi Musica e puttanate, al fianco di Arbore e Boncompagni ci sono Franco Bracardi, Giorgio Bracardi, Mario Marenco e Marcello Casco. E’ il trionfo vero del sottosopra, si parla sui dischi (prima assolutamente vietato), entrano ed escono (prima assolutamente vietato), entrano ed escono personaggi surreali, finiti a buon diritto nel proverbiale oltre che nel mito e via improvvisando. Si, perchè la formula è proprio quella del canovaccio, del non prevedibile, dell’abolizione del copione recitato. Sottosopra appunto. Funzionari della trasmissione sono Ugo Porcelli e Maurizio Riganti, regista Massimiliano Fasan. Alto gradimento andrà in onda fino al 1976, poi la coppia Arbore-Boncompagni realizzerà, sempre per la radio, Radiotrionfo, No non è la Bbc, Radio anghe noi (parodia di Radio anch’io), nel 1977 Gianni Boncompagni passerà in televisione.

Queste ed altre notizie sono contenute nel libro La meravigliosa storia della radio italiana. Dall’Araldo telefonica a Radio Rai, da Maria Luisa Boncompagni a Luca Barbarossa in uscita per i tipi della Gammarò. Potere prenotarlo fin d’ora.

Notizie storiche, cronologia delle trasmissioni ed oltre 200 interviste

I due volumi vengono racchiusi in cofanetto.

https://www.librioltre.it/biblioteca/store/comersus_viewItem.asp?IdProduct=3591

https://www.ibs.it/avventurosa-storia-della-radio-pubblica-libro-massimo-emanuelli/e/9791280649102

https://www.mondadoristore.it/avventurosa-storia-Radio-Massimo-Emanuelli/eai979128064910/

https://www.hoepli.it/libro/l-avventurosa-storia-della-radio-pubblica-italiana-vol-1/9791280649102.html

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