Luciana Bianciardi intervistata da Massimo Emanuelli domenica 18 dicembre alle 12,00 su Stazione Universo

Domenica 18 dicembre ore 12 su Stazione Universo

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Non ho mai conosciuto (anagraficamente) personalmente Luciano Bianciardi ma le sue opere mi hanno entusiasmato, pur con le debite differenze, lo trovo affine ad altri due “irregolari” che ho avuto il privilegio di conoscere: Giorgio Gaber e Gianfranco Funari. La vita agra fu un successo di critica e di pubblico, ma Bianciardi, anarchico irregolare, non se ne capacitò: “avevo scritto un libro incazzato e speravo che si incazzassero anche gli altri. E invece è stato un corteo di consensi, pubblici e privati, specialmente a Milano. Dice Giancarlo Fusco che se questa città tu la aggredisci da buon pugile, la città è leale, accetta il combattimento, e dopo ti stringe la mano. Io non ci credo. Questa città è vile, perché prende a calci in bocca chi sta male, e si fa generosa con chi ha fortuna. Ora staremo a vedere. Per adesso non so proprio che altro libro scrivere. Non sono capace di buttarne fuori l’uno l’anno, come Cassola, temo fortemente che il prossimo lavoro non varrà quanto LA VITA AGRA. Ne venderò magari centomila copie, ma non riuscirò a metterci dentro la violenza del serpentone… L’aggettivo agro sta diventando di moda, lo usano giornalisti ed architetti di fama internazionale. Finirà che mi daranno lo stipendio mensile solo per far la parte dell’arrabbiato italiano. Il mondo va così, cioè male, ma io non ci posso fare nulla. Quel che potevo l’ho fatto, e non è servito a niente. Anziché mandarmi via da Milano a calci nel culo, come meritavo, mi invitano a casa loro…” Dopo anni duri e difficili arrivò il successo di pubblico e il riconoscimento della critica, ben presto avvelenati da numerosi processi: due personaggi del libro che si erano riconosciuti nel romanzo e verso i quali lo scrittore non aveva operato alcuna “trasfigurazione” in negativo, citarono Bianciardi per danni: poco dopo l’editore Bompiani intentò causa perché La battaglia soda era stata pubblicata da Rizzoli.
Bianciardi visse in perpetua solitudine, emarginato negli anni bigotti dell’Italietta di Scelba, isolato in quella rivoluzione dei costumi, fine anni Sessanta. Fu contemporaneamente in anticipo sui tempi e in imperdonabile ritardo. Non credeva in nulla che avesse a che fare con le ideologie. Odiava le congreghe degli intellettuali, sbeffeggiava i funzionari di partito e gli iguana delle case editrici, amava solo Garibaldi, ma perché non c’era più… Cercò di essere un uomo libero, ma dentro rimase prigioniero delle sue radici, maremmano, geloso, possessivo, ossessionato dal sesso, oppresso dai sensi di colpa. Restò per sempre un uomo incapace di affrontare il proprio tempo, se non in una condizione solitaria, fu un inguaribile perdente.
La vita di Bianciardi oltre che agra fu breve, la sua fu la storia di una guerra privata contro Milano, una “solenne incazzatura”, fu il suo modo di tirare le somme di una vita passata a Milano con la Maremma nel cuore e la voglia lasciarsi andare…. Nel 1971 venne ricoverato d’urgenza all’ospedale San Carlo di Milano dove morì il 26 ottobre, diagnosi: cirrosi epatica. Luciano Bianciardi non compare nelle antologie scolastiche, anche dopo la morte (e nel centenario della nascita, era nato nel 1922) è poco ricordato, non mi stupisce, era una persona non allineata, scomoda sia alla destra che alla sinistra.”

Massimo Emanuelli

Sarà Luciana Bianciardi, figlia dello scrittore Luciano, editore e traduttrice anch’essa, l’ospite della puntata della trasmissione  L’angolo della scuola, che andrà in onda a partire da lunedì 12 dicembre alle 17,30 su Radio Free Live
Replica nei giorni successivi sulle altre emittenti del circuito.

Luciano Bianciardi, giornalista, intellettuale, personaggio scomodo a destra e a sinistra, poco apprezzato in vita, a parte Indro Montanelli e pochi altri, e ingiustamente non annoverato nelle antologie scolastiche. Nel suo romanzo più famoso, LA VITA AGRA, dal quale è tratto uno stupendo film con Ugo Tognazzi, parlava di Luciano Bianchi che voleva dare fuoco al Pirellone. LA VITA AGRA uscì nel 1962, il film nel 1964, nel 2002 Gino Fasulo si schiantò veramente sul Pirellone, che prese fuoco, morirono alcuni dipendenti della Regione Lombardia, innocenti. Non si è mai capito se fu il gesto di un disperato, di un folle o di qualcuno che aveva contenziosi con la Regione Lombardia… Anche qualche pazzo vorrebbe dare fuoco non tanto al Pirellone (si spera di no) ma a chi ha lavorato male al Pirellone…

Nel centenario della nascita di Luciano Bianciardi la figlia Luciana, editrice, ha dato alle stampe un cofanetto e sta svolgendo altre iniziative per mantenere viva la memoria del padre. Luciana Bianciardi sarà ospite della trasmissione radiofonica L’angolo della scuola, con lei parleremo di scuola (Luciana studentessa), della nonna maestra a Grosseto, del padre docente anch’egli. Quindi parleremo de LA VITA AGRA e di altre opere di Luciano Bianciardi.

CHI ERA LUCIANO BIANCIARDI

LE INIZIATIVE PER RICORDARE LUCIANO BIANCIARDI

Le emittenti che mandano in onda L’angolo della scuola, la prima (ed unica, siamo in onda dal 1990) trasmissione radiofonica interamente dedicata al mondo della scuola.


Lunedì ore 17,30 su Radio Free Live http://www.radiofreelive.com

Mercoledì ore 13 su Radio Blu Italia http://www.radiobluitalia.net

Giovedì ore 21 su Stazione Universo   https://www.mixcloud.com/live/stazioneuniverso/?fbclid=IwAR3lGqm6O7opKZ_OJXH0rjUEJ-OdUgkUZZGjw81cINdMh2F6tNZxCpTRW58

Sabato ore 22,00 su Radio Hemingway http://www.radiohemingway.net

Domenica ore 12 su Stazione Universo   https://www.mixcloud.com/live/stazioneuniverso/?fbclid=IwAR3lGqm6O7opKZ_OJXH0rjUEJ-OdUgkUZZGjw81cINdMh2F6tNZxCpTRW58

Come per tutti i romanzi e i film, anche per la trasmissione radiofonica ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Giovedì 15 dicembre ore 21 su Stazione Universo   https://www.mixcloud.com/live/stazioneuniverso/?fbclid=IwAR3lGqm6O7opKZ_OJXH0rjUEJ-OdUgkUZZGjw81cINdMh2F6tNZxCpTRW58

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