Quando Vittorio Sgarbi era indeciso se candidare sindaco di Milano Cicciolina o Emanuelli…

Sono molto dispiaciuto nell’apprendere che Vittorio Sgarbi è in terapia intensiva. Lo conosco personalmente dal 1992, caro Vittorio ti auguro una pronta e serena guarigione. Non solo io ma tante altre persone non vediamo l’ora di rivederti in piena forma!

Quella fra me e Vittorio Sgarbi è una lunga storia che intendo sintetizzare. A parte alcune interviste che a breve riproporrò, vi è lo Sgarbi politico.

Conobbi personalmente il critico d’arte nel 1992 ad un’iniziativa con il senatore socialdemocratico Enrico Rizzi, i suoi figli Alan e Richard e Giorgio Grasso, già responsabile dei giovani socialdemocratici. Nel 1993 aderii alla lista on Sgarbi con Segrate (esperimento che anticipò Forza Italia) segretario fu proprio Giorgio Grasso, ma non mi candidai poiché non era il mio Comune di residenza. Ritrovai Sgarbi nel 2001 quando in quel di Monza candidò Ilona Staller meglio conosciuta come Cicciolina, anche in quell’occasione non intendevo candidarmi non abitando a Monza, però, se non ricordo male, Giorgio Grasso mi candidò come riempilista, a sorpresa arrivai secondo dopo lo stesso Sgarbi, ma la lista non elesse nessuno poiché Cicciolina come candidato sindaco non ebbe il quorum. Quella lista però fece perdere il centrodestra al quale mancavano i pochi voti presi dalla lista Sgarbi e fece vincere il centrosinistra…. Analogamente, se non ricordo male, in un altro Ente, forse la Provincia di Milano o qualche Comune dell’hinterland, la lista Sgarbi non ottenne il quorum fa fece perdere il centrodestra. Nel 2003 Sgarbi fece un accordo con i repubblicani per le elezioni della Provincia di Milano, io ero candidato (in conto Sgarbi) nel collegio Milano-Magenta, poi successe il finimondo. I repubblicani rivendicavano quel collegio per il loro candidato, intervennero anche Antonio Del Pennino (coordinatore del Pri milanese) e persino Giorgio La Malfa, io dissi: “ma ci mancherebbe lasciate pure il repubblicano, io faccio due passi indietro” (anche se Sgarbi mi difese a spada tratta). Non capivo il candidato locale repubblicano, io, Sgarbi, Del Pennino e La Malfa sapevamo benissimo che la lista non avrebbe raggiunto il quorum e, nel caso di un miracolo, sarebbe stato eletto il solo Sgarbi (o Del Pennino). Insomma eravamo due gatti e dovevamo dividerci un osso? Gatti, mici, non cani, i cani erano altri ahahha

Nel 2006 Sgarbi intendeva candidarsi sindaco di Milano, mi offrì una candidatura nella sua lista, ma poi sciolse la lista, usata per ottenere un assessorato da Letizia Moratti, che poi vincendo al primo turno fu di parola. Conoscendo Sgarbi (e Letizia Moratti) profetizzai alla milanese, che Sgarbi non avrebbe mangiato il panettone a Natale, e infatti fu licenziato credo dopo un anno. Ne nacque un libro ironico su “Suor Letizia”. Così Sgarbi definì Letizia Moratti, poi molti anni dopo elezioni per la Regione Lombardia 2023 qualcun altro disse: Letizia Maria Vittoria Arnaboldi Brichetto Moratti, colei che ha più nomi e cognomi che voti… E infatti vinse Attilio Fontana, secondo Pierfrancesco Majorino, terza Letizia Moratti a distanza abissale…

Nel 2011 Sgarbi volle ripresentare una lista contro Moratti e contro Pisapia, era indeciso se candidare sindaco me, Giorgio Grasso o Cicciolina, l’ex onorevole Renato Massari commentò in dialetto milanese: “duman matin avrà già mo cambià idea” ahahah L’ex sindaco di Milano Paolo Pillitteri scoppiò a ridere: “ci sono differenze abissali fra Emanuelli e Cicciolina, iniziando dalla differenza anatomica”…. Alla fine Sgarbi cambiò idea, ritiro la lista per ragioni che mi sfuggono.

Nel 2016 mi candidai io sindaco per Sosteniamo Milano lista civica contro tutti, e quando dico tutti è tutti, compreso Sgarbi che non so dove era candidato….

https://www.isimbolidelladiscordia.it/2016/04/sosteniamo-milano-con-emanuelli-e-una.html

Candidature a Milano, la carica degli outsider: «Io punto a perdere» – Corriere.it

Roberto Bernardelli l’imprenditore paladino dell’autonomia – fondatore del Grande Nord

Alcuni politici sostengono che Vittorio Sgarbi, Massimo Emanuelli e Roberto Bernardelli sono noti per annunciare liste che poi non si fanno o, se si fanno, non hanno mai il quorum e servono solo a far perdere qualcuno e, di converso, far vincere qualcun altro. Il simpaticissimo Roberto Bernardelli nel corso di un’intervista replicò: “questa cosa la sostengono quelli che perdono…”

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