Vittorio Sgarbi è stato ricoverato 30 minuti fa in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. Secondo il sito ‘ilgraffio.net’ sarebbe in gravi condizioni. Discordanti le voci sul suo male: alcuni parlano di un tumore alla prostata che lo affligge da anni, altri della depressione, altri ancora da un’altra patologia.
Il noto critico d’arte, polemista e politico è stato colpito da crisi depressiva nel 2024 che lo ha portato a periodi di isolamento, a una marcata perdita di peso e al rifiuto di alimentarsi. Nel marzo 2025 venne ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma a causa dell’aggravarsi della depressione e del rifiuto di alimentarsi, rischiando seriamente la vita. Lo hanno salvato oltre ai medici l’assistenza e la vicinanza della sorella Maria Elisabetta e della compagna Sabrina. Dimesso dopo un mese Sgarbi era sparito dalle scene, comparendo in pubblico il 3 luglio 2026 l’occasione è stata un’iniziativa della Milanesiana organizzata dalla sorella Elisabetta. In quel di Bergamo nell’ambito della Milanesiana è stata allestita una mostra dell’artista modenese Franco Vaccari. Sgarbi, provato nel fisico, ha ricordato Abramo Orlandini, l’attore caratterista che fu suo maggiordomo nella trasmissione Sgarbi quotidiani, scomparso il 2 luglio all’età di 65 anni.
A fine agosto la figlia aveva annunciato le sue già difficili condizioni fisiche.
“Dalle cartelle emergono patologie croniche neurologiche e cardiache: l’ho detto pubblicamente il 15 agosto e lo ripeto qui. I periti a cui mi sono rivolta mi hanno detto che serve subito un approfondimento specialistico, cardiologico, emodinamico e neurologico. Non uno psicologo”
Evelina Sgarbi torna a parlare delle condizioni del padre Vittorio Sgarbi e racconta di essere preoccupata per quanto sarebbe emerso dai documenti clinici del critico d’arte. Nell’intervista a Gabriele Parpiglia, la figlia cita la presenza di malattie croniche di tipo neurologico e cardiaco.
La donna dice di non considerare sufficienti le rassicurazioni circolate finora: “Non mi basta la versione che sento ripetere, cioè che mio padre sta bene e che può gestirsi serenamente. Io vorrei solo che qualcuno lo dimostrasse con degli esami. Tutto qui“.
La sua apprensione riguarda soprattutto le possibili conseguenze di queste condizioni: “Che muoia (…). E invece lui continua a lavorare, in giro, con quaranta gradi. Ho paura per lui, punto“.
Il rapporto tra i due resta segnato dalla distanza. Evelina riferisce che l’ultimo incontro risale all’udienza del 28 ottobre e descrive il padre molto cambiato: “Non era più lui: è come un nonno molto anziano che non sa più fare quello che una volta faceva benissimo. Nei pochi video che circolano non porta più i suoi occhiali, non ha con sé il suo telefono. Partecipa agli eventi, ma è come se non ci fosse“.