E’ morto il maestro Bruno Canfora.

E’ morto il maestro Bruno Canfora.

Ci ha lasciato uno dei protagonisti della tv degli anni ’60 e ’70. Bruno Canfora era nato a Milano il 6 novembre 1924, figlio di un dirigente della Banca Commerciale, si avvicinò alla musica come chitarrista autodidatta, poi studiò oboe con il Maestro Leandro Serafin, primo Oboe al Teatro alla Scala di Milano, successivamente studiò pianoforte e teoria musicale. Durante la seconda guerra mondiale fu militare in marina e si avvicinò al jazz, iniziò a lavorare per un’orchestra di un’emittente che trasmetteva da un’emittente radio padovana, qui conobbe Elsa Rovere (in arte Elsa Peirone) già voce solista del Maestro Ceragioli, con la quale diede vita ad un trio (unitamente a Tullio Gallo) e con la quale poi si sposò. A partire dal 1945 lavorò all’Eiar, quindi si trasferì a Trieste, dove accompagnò varie forma varie formazioni di rivista inglesi e statunitensi. Nell’immediato dopoguerra, trasformatasi l’Eiar in Rai, lavorò per l’Ente radiofonico statale come direttore d’orchestra di alcune trasmissioni radiofoniche. Nel 1948 vinse il concorso Bacchetta d’oro, lavorò anche in Germania, compose brani come RoseteraOggi, domani e sempreViolette.

Con l’avvento della televisione Canfora approdò gradualmente sul piccolo schermo, il via delle trasmissioni ufficiali fu nel 1954, ma per tutti gli anni ’50 l’attenzione era ancora rivolta alla radio, a parte Lascia o raddoppia e pochissime altre trasmissioni.  E’ con gli anni ’60, grazie al boom economico e alla maggiore diffusione degli apparecchi televisivi nelle case degli italiani e alla copertura nazionale del video, che l’interesse si sposta sul piccolo schermo. Canfora approdò in tv negli anni ’60 come direttore d’orchestra della Rai dei più grandi successi della televisione italiana. Studio Uno, Canzonissima (dall’edizione 1959 con Nino Manfredi, Delia Scala e Paolo Panelli, quella del “fusse che fusse la volta bona”, fino all’edizione 1969/70 con Mna, Walter Chiari e Paolo Panelli, che lo rese nazional popolare con il refrain “Canfora, Canfora”), Studio Uno, ìSenza Rete, Sabato Sera.    Canfora è stato anche direttore artistico del Festival di Sanremo e presidente della commissione concorsi per l’orchestra di musica leggera e di ritmi moderni della Rai. Canfora ha partecipato a numerose manifestazioni canore storiche: Festival di Sanremo (edizione 1961 come direttore d’orchestra, edizione 1963 con  Fermate il mondo, interpretata da Joe Sentieri e Jonny Dorelli; edizione 1968 con La vita, interpretata da Elio Gandolfi e Shirley Bassey, edizioni 1988 e 1993 come direttore d’orchestra), Un Disco per l’Estate (edizione 1965 con Come si fa a non volerti bene, cantata da Domenico Modugno),  Gondola d’Oro/Mostra Internazionale di musica leggera di Venezia (1965 con L’ultima occasione interpretata da Mina), Eurovision Song Contest (edizione 1991) e ha spesso diretto il Premio Italia trasmesso in Eurovisione.

Canfora lavorò con il regista Antonello Falqui, Pietro Garinei, Sandro Giovannini (per cui scrisse le musiche di molte commedie musicali), e in campo teatrale con Enrico Maria Salerno, Johnny Dorelli, Catherine Spaak, Iaia Fiastri, Ornella Vanoni e Gianrico Tedeschi. Ha inoltre partecipato ad alcuni musicarelli nella parte di sè stesso.

Canfora ha firmato alcuni brani che restano nella storia della canzone italiana:  Vorrei che fosse amoreDue noteConversazioneSono come tu mi vuoi e Brava (Mina)Il ballo del mattoneFortissimoIl geghegè  (Rita Pavone), la famosissima sigla Da-da-um-pa (Gemelle Kessler), Stasera mi butto, portata al successo da Rocky Roberts.

Ritiratosi in un dignitoso silenzio con l’avvento della tv berlusconiana e del trash, era rientrato in Rai nel 1995 per volere di Gigi Vesigna, fra gli autori della trasmissione Papaveri e papere, per la regia di Michele Guardì.
Bruno Canfora è morto il 4 agosto 2017 a Tavernelle (Panicale) dove si era ritirato.

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