Tonino Carino

TONINO CARINO

TONINO CARINO

Tonino Carino nasce ad Offida, piccolo e caratteristico Comune in provincia di Ascoli Piceno, il 31 luglio 1944. Nel 1969, a soli venticinque anni, iniziò a collaborare con la redazione marchigiana de Il Resto del Carlino, nel 1971 passò a Il Corriere Adriatico.  Carino è un cronista di per tantissimi anni si occupa della cronaca della provincia marchigiana, durante gli anni di piombo racconta per primo la scoperta del covo delle Brigate Rosse in quel di Porto San Giorgio. Nel 1975 approda in Rai, lavora per la sede regionale di Ancona e dalla stagione 1975/1976 è corrispondente da Ascoli Piceno per la popolarissima trasmissione 90º minuto.

paolo valenti tonino carinoSono gli anni d’oro dell’Ascoli Calcio del Presidentissimo Costantino Rozzi, di cui Carino segue le gesta, diventando ben presto un’icona, ancora oggi, a tantissimi anni di distanza, quando si pensa ai bianconeri piceni in serie A tornano alla memoria il Presidentissimo, Carlo Mazzone e Tonino Carino.  Per tantissime stagioni Carino commenta le partite dell’Ascoli diventando proverbiale per il suo incipit “qui Tonino Carino da Ascoli”, è uno dei volti più popolari della trasmissione condotta da Paolo Valenti. Oltre che per l’incipit diventò famoso per le sue difficoltà nel pronunciare i nomi dei calciatori stranieri. Si racconta che quando l’Ascoli acquistò il calciatore jugoslavo Aleksandar Trifunović, il Presidente Costantino Rozzi, grande amico di Carino, gli disse: “Tonì, t’ho fatto un dispetto, t’ho comprato 3-4 giocatori che voio vedere come li pronunci: cazzi tua!”.  Toninocarinodaascoli fu l’ispirazione anche di alcuni tormentoni comici. Come quello di Ezio Greggio a Drive In: “È lui, o non è lui? Cerrrrrrrto che è lui!” Tonino Carino da Ascoli”.

Tullio Solenghi del Trio lo imitava all’interno di Domenica In e, alla fine dello sketch, gli faceva pronunciare sempre una filastrocca: “Sono Carino, sono piccino, sono la gioia di mammà. Se mi sporco il vestitino, il papà mi fa cià cià!”.

Carino fu saltuariamente corrispondente anche da altri stadi (Milano e Firenze), nel 1985 esordì sul grande schermo interpretando sé stesso nel film Mezzo destro mezzo sinistro – 2 calciatori senza pallone per la regia di Sergio Martino.

A livello nazionale è sempre stato associato al calcio, Toninocarinodaascoli appunto. Eppure è stato un giornalista capace di occuparsi anche di cose meno frivole, cronista di razza, come ha ricordato Remo Croci che lavorò con lui negli anni ’90 quando venne nominato  caporedattore della sede marchigiana della Rai in quel di Ancona, ricoprendo tale incarico dal 1991 al 2002.

Fra le fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio Carino fu partecipò ad alcune trasmissioni fra le quali ricordiamo diverse edizioni di Quelli che il calcio, fu inviato al Giro d’Italia edizione 2002, inviato della trasmissione Casa Raiuno condotta da Massimo Giletti con Cristiano Malgioglio e Antonella Mosetti, con Nino Benvenuti partecipò anche alla trasmissione Italia che vai, condotta da Ilaria D’Amico. Carino lavorò per la Rai fino al pensionamento, avvenuto il 31 dicembre 2007, la sua ultima apparizione televisiva risale al 2008, nel programma di FX “80º minuto”.  Nell’estate 2009 gli fu diagnosticato un tumore al colon, Tonino Carino è morto nella sua casa di Ancona l’8 marzo 2010, i suoi funerali si sono svolti nel Duomo di Ascoli.

Il Comune di Offida, sua città natale,  in memoria del giornalista televisivo e cronista sportivo ha istituito il premio Tonino Carino, patrocinato da ANSO, dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dall’Ordine Regione Marche, premio rivolto a giornalisti professionisti, giornalisti pubblicisti, studenti frequentanti l’ultimo anno delle scuole secondarie superiori, giornalisti praticanti e praticanti giornalisti iscritti alle scuole di giornalismo. Fra i vincitori delle edizioni finora svolta: Donatella Scarnati, Paolo Borrometi, Michele Santoro, Antonello Caporale, Maurizio Compagnoni, Ezio Greggio, Toni Capuozzo, Nuccio Fava, Pino Scaccia, Fiore De Rienzo, Sandro Ruotolo, Remo Croci e tante altre prestigiose firme del giornalismo nazionale.

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