Europa 7

europa7Dalla ceneri della vecchia Italia 7 fra il 1998 e il 1999 nasce Europa 7 per volontà dell’imprenditore Francesco Di Stefano (classe 1954, di origini abruzzesi), editore di Tvr Voxson di Roma, mentre un gruppo di emittenti di Italia7 (quelle facenti capo a Giorgio Tacchino, Giorgio Galante e Luigi Ferretti, poi seguite da altre emittenti) continuano a trasmettere con la denominazione di Italia7 (poi Italia7 Gold e quindi semplicemente 7Gold) altre emittenti della ex Italia 7 si uniscono a Di Stefano nella syndacation Europa7. Questa syndacation comprende Tvr VoxsonTeleRegione Toscana, e altre emittenti dell’Italia centrale. Il palinsesto di Europa7 consiste nel mandare in onda più volte nella stessa giornata vari programmi, alcuni del precedente consorzio, e gli stessi film varie volte al mese a ciclo continuo. Una delle poche cose autoprodotte è il SEVEN SHOW, la cui ultima edizione è stata condotta da Teo Mammuccari fino al 1999, e replicato fino a poco tempo fa.   Grandi sono le ambizioni di Europa 7 che intende trasformarsi in network nazionale, l’editore Di Stefano dichiara di avere investito circa 120 milioni di euro, e di essere pronto ad assumere 700 persone, vengono inaugurati studi e uffici su un’area di 22.000 metri quadrati.   Nel luglio 1999 Di Stefano decide di partecipare ad una gara pubblica per l’assegnazione delle frequenze televisive nazionali, con richiesta di due frequenze televisive: Europa 7 e 7Plus. Di Stefano riesce a vincere una concessione per Europa7, al posto di Rete4, che perde il diritto di trasmettere. La commissione ministeriale della gara per 7Plus, ma Di Stefano fa ricorso al Consiglio di Stato, il quale ordina il Ministero a dare anche una seconda concessione. Nel frattempo, Europa7 si prepara per iniziare le nuove trasmissioni entro il 31 dicembre 1999, come prevede la licenza. Si assumono circa 700 dipendenti e si acquista una sede a Roma di 20.000 metri quadrati, con otto studi, vengono acquisiti i diritti di varie trasmissioni.  In europa 7ogni caso, fino ad oggi, Europa 7 non riuscirà mai a trasmettere, grazie ad un’autorizzazione ministeriale del 1999 (non prevista da nessuna legge) concessa a Rete4, che occupa le frequenze assegnate ad Europa7.  Ha inizio allora da parte della società una serie di ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio, al Consiglio di Stato, e alla Corte Costituzionale. Nel novembre 2002 interviene la Corte Costituzionale, la quale con la sentenza 466/2002 decide (come nel 1994) che nessun privato può possedere più di due frequenze televisive e le reti eccedenti, in questo caso Rete4, devono cessare a trasmettere in via analogica terrestre. La Corte, inoltre, fissa un limite improrogabile entro il 31 dicembre 2003, e così dal 2004 le frequenze occupate da Rete 4 (che deve emigrare sul satellite) devono ritornare ad Europa7.  Nell’estate del 2003 il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri presenta un disegno di legge per il riordino del sistema radio-televisivo italiano e l’introduzione delle trasmissioni in digitale terrestre. La legge (nota come legge Gasparri) viene approvata dal Parlamento nel dicembre 2003 e permette a Rete4 di continuare a trasmettere in via analogica terrestre.  Successivamente il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi rifiuta di firmare la legge e la rinvia alle Camere. Così, per poter garantire a Rete4 di poter continuare a trasmettere via etere, dopo il 31 dicembre 2003 il governo Berlusconi vara un decreto legge (noto come decreto “salva Rete4”). La legge Gasparri viene approvata definitivamente nell’aprile 2004, senza prendere anch’essa in considerazione la sentenza 466/2002 della Corte Costituzionale.

Nel luglio 2005 il Consiglio di Stato, dopo un ricorso di Europa 7, ha chiesto alla Corte di Giustizia Europeo di rispondere a dieci quesiti, dove si mettono in discussione le leggi italiane in materia di televisione ed è in ballo di una richiesta da parte di Europa7 di risarcimento danni da parte dello Stato. Nel corso degli anni il network Europa7 si è via via ridimensionata, arrivando a contare solo 6 emittenti che coprono 7 regione.  Dal gennaio 2006 inoltre non vengono più trasmessi cartoni animati, vi sono soltanto film e qualche altro programma.  Fanno parte del circuito Europa7: Tvr Voxson (la capofila romana), Lady Tv Veneto, Tv Centro Marche, Teleregione Toscana, Tv Centro MarcheTvq Abruzzo, Canale 8 (Campania), Rtc (Calabria), Tele Jonica, Telemed 1, Antenna SiciliaTele Etna,

Europa 7 è stata definita “la tv che non si vede”, poichè ha le concessioni ma non le frequenze. Per Beppe Grillo è “la tv scomparsa”.

Nel 2010, dopo l’ottenimento delle frequenze, la syndication è passata sotto il controllo di Media 2001 S.r.l., società che fa capo a Giuseppe Di Stefano, fratello di Francesco. Il circuito si è via via ridimensionato con l’uscita di tutte le reti affiliate e ha contato, fino alla cessazione delle trasmissioni, solo le tre emittenti di proprietà (Tvr Voxson, Teleregione Toscana, Atv7) che coprirono, rispettivamente, Lazio, Toscana e Abruzzo. Dopo l’avvio delle trasmissioni nazionali di Europa7 HD, il circuito Europa 7 ha abbandonato questo nome senza adottarne uno nuovo fino alla chiusura; anche le trasmissioni in interconnessione, dunque, hanno presentato il solo logo dell’emittente locale.   Europa7 HD inizia a penetrare nel mercato televisivo grazie a un accordo con la Serie B, che portò alla nascita di Serie B TV con il fine di trasmettere in diretta e a pagamento le partite del campionato Serie B del 2010. A seguito del fallimento del gruppo Dahlia TV nel 2011, Europa 7 risultava essere l’unico concorrente disponibile all’acquisto dei diritti della Serie B per le restanti giornate del campionato 2010-2011 e per il successivo anno calcistico ma due giorni dopo la Lega di Serie A e quella di Serie B entrambe rifiutarono l’offerta di Europa 7.  Successivamente Di Stefano si è accordato con la Lega Serie B per la trasmissione del canale Serie B TV sul digitale terrestre dopo che Mediaset si era aggiudicata anticipi e posticipi. Il nuovo canale, inserito sulla piattaforma di Europa 7 in DVB-T2, trasmise per tre stagioni tutte le partite delle stagione regolare.  Dopo un periodo nel quale aveva trasmesso pochi contenuti – una stagione della Serie B del campionato di calcio italiano, non ha avuto altri contenuti rilevanti e non aveva mai avuto un palinsesto definito – ad agosto 2014 sono cessate le trasmissioni della rete come era comunque successo altre volte nel corso dell’anno ma, diversamente dalle altre volte, sono stati spenti anche i ripetitori.

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