Lucio Garbo

CANALE ITALIA LUCIO GARBO

di Massimo Emanuelli

Lucio Garbo è nato a Padova nel 1957. “Nella vita per avere successo le cose più importanti sono conoscere le persone (e proprio per questo sono felice di avervi in questa sala) ed essere perseveranti. Ho 51 anni e da 35 anni faccio questo lavoro. Come è iniziato questo lavoro? Dopo pochi giorni dalla nascite delle radio locali in Italia un annuncio di una di queste, un’emittente padovana, Radio Base 101, diceva “cerchiamo collaboratori” mia mamma Elda Mazzuccato che aveva sempre paura che trovassi cattive compagnie mi ha detto subito: vai. Mi presentai, non come presentatore o l’autore, mi dissero: “ci sono i dischi da pulite e da mettere in ordine alfabetico. Io iniziai mettendo in ordine i dischi, cercavo la B Baglioni, la D di Dalla ecc.. Dopo qualche mese dissi: “è possibile guadagnare qualcosa, anche mille lire?” certo basta vendere la pubblicità, la mattina andavo a scuola, ho girato tutti in negozi di Padova e provincia, sono andato a Venezia, Treviso, Vicenza, Verona, a vendere la pubblicità. Dopo un mese sono riuscito a fare un contratto pubblicitario di 30.000 lire, siccome prendevo il 10% ma siccome avevo speso 2700 lire per il motorino avevo guadagnato in un mese di lavoro (sabato e domenica compresi) solo 300 lire. Poi dissi: mamma, papà, non è il lavoro che fa per me, ma mia madre mi disse: ci riuscii diventai un grande venditore, aprii una mia radio, Nuova Radio. Un giorno un cliente (una concessionaria della General Motors della Opel) mi fece vedere una cassetta con uno spot; capii che in Italia sarebbe arrivata la televisione privata. Serenissima Tv partì su una sola frequenza, era il 1977.”
Da piccola emittente locale Serenissima Tv negli anni ’80 diventa emittente regionale e, con gli anni ’90, emittente interregionale (Veneto e Friuli Venezia Giulia, con CANALE ITALIA TGsbordamenti in Trentino). Nel nuovo millennio la svolta: abbandono del vecchio logo, e sostituzione dapprima con un mappamondo, poi con la scritta Canale Italia bianca e nera (preferito a quello al quale si era pensato all’inizio, Canale 8, troppo inflazionato), tramite l’acquisto di molte frequenze Canale Italia si estende a quasi tutta la penisola. Nel 2003 l’editore Garbo acquisisce i canali 53 e 57 di France2 (su cui aveva messo gli occhi anche la Rai) ed allarga il suo raggio d’azione dal Triveneto al Piemonte, alla Lombardia, alla Liguria, Emilia Romagna e buona parte della Toscana. Nel 2004 l’emittente sbarca anche nella capitale e in buona parte del Lazio: acquista le frequenze di Video Italia e pochi mesi dopo trasmette con il logo di Canale Italia, un marchio che non nasconde le proprie ambizioni.
“Oggi – mi dice Garbo in occasione della conferenza stampa per il lancio della nuova Canale Italia tenutosi l’8 aprile 2009 al Circolo della Stampa di Milano – abbiamo 360 canali analogici e siamo sulle piattaforme satellitari. Abbiamo tre sedi una a Padova, una a Roma ed una a Milano, vicino alla sede di Mediaset. Il tg di Canale Italia era presente l’11 settembre a New York, quando incontro Fedele Confalonieri mi dice: “Lucio ieri sera ho visto il tuo tg” Garbo cita Montanelli sostenendo che la differenza fra l’analogico e il ditigale è come la macchina a scrivere e il computer. Non ci sarà più il telecomando, non ci sarà più la tv, i palinsesti, i programmi saranno fatti dagli utenti con un battito ‘occhi. Il nostro compito è quello di contribuire allo sviluppo economico del paese, offriremo pubblicità a costi convenienti. Il nostro obiettivo è quello di sottrarre il pubblico giovanile a Italia1, quello delle donne a Rete4, e quello delle famiglie a Canale5. Tre target in una sola rete: Canale Italia. “Giovanni Rana mi ha detto: ero piccolo produttore e facevo i tortellini, la mia fortuna iniziò quando venne un venditore accompagnato da Silvio Berlusconi. Grazie alla tv oggi Rana è un grande imprenditore, oggi ha scelto Canale Italia.
Garbo metterà a disposizione pubblicità gratuita per le aziende abruzzesi per rilanciare l’economia di quella regione. Canale Italia inoltre rilancerà il marchio storico del Cantagiro.
L’obiettivo è quello di fare concorrenza a La7. La sala del Circolo della Stampa è affollata, sembra di stare in una riunione di reduci di una Mediaset (allora Finvest) d’annata: Susanna Messaggio, Marco Bellavia, Paolo Brosio, Enrico Beruschi, Pino Campagna, Marco Predolin, Franco Oppini e tanti altri. Ci sono anche Charlie Gnocchi, Marta Flavi, Jo Squillo (che condurrà un programma di musica e di moda), Memo Remigi, Ciccio Graziani, e, in videoconferenza, Vittorio Sgarbi e Luciano Rispoli.

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