Prove tecniche di accordo Lega e 5 Stelle. Ai pentastellati la presidenza della Camera, ai leghisti quella del Senato?

Nelle prossime ore si arriverà all’elezione del Presidente della Camera e del Presidente del Senato, è probabile l’elezione di un pentastellato e di un leghista, del resto sono loro i vincitori delle elezioni ed hanno i numeri per potere eleggere le due massime cariche del Parlamento (li hanno anche per fare un governo…).

Certo Matteo Salvini e Luigi Di Maio dovranno poi fare digerire questo accordo al proprio elettorato. Il problema però riguarda più Matteo Salvini che Luigi Di Maio.  Gli elettori pentastellati infatti sono inquadrati, persino fanatici, convinti che Grillo e i grillini siano infallibili, depositari della verità assoluta, pronti anche a giustificare ogni loro azione, paradossalmente anche se un pentastellato dovesse usare loro violenza lo giustificherebbero comunque. Di Maio in campagna elettorale ha dichiarato: “non faremo incuici”. Per i grillini gli accordi non sono inciuci (se fatti da loro, se fatti dagli altri lo diventano), ma i grillini rispecchiano i loro elettori: violenza verbale, hanno sempre ragione loro, sempre pronti ad accusare gli altri e mai a vedere a sè stessi, calunnie e denigrazione dell’avversario politico,

Silvio Berlusconi ha dichiarato, non ricordo se riferito agli eletti o agli elettori (ma le cose sono univoche, la classe politica rispecchia l’elettorato, come diceva Gaetano Salvemini): “non hanno combinato nulla nella loro vita, non hanno mai lavorato e non hanno voglia di lavorare, sfogano le proprie frustrazioni con il Movimento e se gli va bene si garantiscono un posto in politica”.

Quindi si arriverà ad un accordo Lega/5 Stelle? Ipotesi, illazioni, vedremo, eppure quando qualcuno scrive ipotesi (anche se poi si verificano) viene aggredito violentemente in rete, tipico dei grillini.

Ma è un’ipotesi l’accordo Lega/5 Stelle, inizialmente per le due Camere, ma potrebbe anche essere il via per altri accordi.  Il condizionale è sempre d’obbligo fino al verificarsi dei fatti, anche perchè, fermo restando l’assegnazione del massimo scranno di una delle due Camere ai 5 Stelle, la Lega potrebbe rinunciarvi. Altre prove tecniche di accordi sarebbero in atto fra Lega e Movimento 5 Stelle. 

Ma allora a chi andrà la seconda Camera? Forza Italia ha candidato per la Presidenza del Senato Paolo Romani, ma sul quale Di Maio ha posto un veto. Berlusconi potrebbe coinvolgere il Pd per le presidenza di una delle due Camera, qualora Salvini continuasse a giocare con i 5 Stelle, per poi fallire.  L’ex ministro Dario Franceschini sogna ancora di poter diventare presidente della Camera, ma i voti dem, al massimo, potrebbero andare al candidato azzurro (Romani?) per scompaginare i giochi tra M5S e Lega.

Un “mercato delle vacche” come disse Beppe Grillo, peccato però che sono proprio i 5 Stelle a giocare su più tavoli. M5 Stelle cerca infatti anche il Pd. Se Luigi Di Maio dialoga con Matteo Salvini, Roberto Fico (più orientato a sinistra)  dialoga con il Pd. Non si tratta solo di trattare per la Presidenza delle due Camere, ma anche per altre sette incarichi per i prestigiosi uffici  di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama.

Luigi Di Maio ha parlato con Salvini, Meloni, Brunetta e Grasso: “A Martina è stato detto in modo chiaro: se il Pd entra in gioco, partecipa anche all’assegnazione di tutti gli altri incarichi dell’ufficio di presidenza”  Nel 2013 i 5 Stelle, che scelsero l’Aventino “contro i modi della vecchia politica”, si beccarono comunque, e grazie alla generosità di Bersani, una vicepresidenza (Di Maio, appunto) e un questore. Al Pd potrebbero andare molte più cariche. Stavolta – un altro segno dei tempi che cambiano – è lo stesso Di Maio ad invitare al tavolo della trattativa. “Ho riscontrato – ha scritto nel post – una disponibilità a proseguire il confronto, attraverso i capigruppo del MoVimento 5 Stelle Giulia Grillo e Danilo Toninelli, utile ad individuare profili all’altezza del ruolo non solo per le Presidenze di Camera e Senato, ma anche per le altre figure che andranno a comporre gli Uffici di Presidenza”.

Toto nomine? Le accoppiate più forti sono quelle di Riccardo Fraccaro (fedelissimo di Di Maio) alla Camera e dell’l’avvocato Giulia Bongiorno (eletta con la Lega), oppure Danilo Toninelli (Senato), Giancarlo Giorgetti (Camera);  altri nomi di papabili candidati, ma con meno probabilità, Roberto Fico, Giulia Grillo, Emilio Carelli, Paolo Romani.

Emilio Carelli, ex giornalista Mediaset e poi di Skytg24,  potrebbe corrispondere a quella di “figura plurale e di equilibrio” preteso dal Pd e da Forza Italia, graditissimo dagli azzurri. Ma se cercare “il consenso più largo possibile” per Salvini è la garanzia per non rompere con Berlusconi, per i 5 Stelle lo è soprattutto “per non rompere con il Pd” spiega il parlamentare 5 Stelle. Ed ecco, allora, che in queste ore è tornata sul tavolo la carta di Roberto Fico, presidente uscente della Vigilanza, tra i più affini alla sinistra,

Unica maggioranza di governo possibile (numericamente) è quella fra Movimento 5 Stelle e Lega, poi come già scritto da tantissimi accreditati opinionisti, vi sono sinergie programmatiche (ma anche divergenze) quali l’Europa e l’abolizione della legge Fornero (e/o l’abolizione della Fornero, come scriveva oggi un grillino in rete…).  Chi vivrà vedrà.

Mercoledì 21 marzo alle ore 13  su Radio Blu Italia in onda una replica de L’angolo della scuola. Per seguirci cliccate

http://www.radiobluitalia.net

 

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