Luciano Salce

luciano salceLuciano Salce nacque a Roma il 19 settembre 1922, trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Mondragone dove frequenta il collegio dei Gesuiti, proprio in collegio inizia ad appassionarsi al teatro e a soli tredici anni esordisce sul palco in un paio di spettacoli. Si iscrive quindi alla facoltà di giurisprudenza che però lascerà nel 1942 per passare all’Accademia d’Arte Drammatica dove incontra fra gli altri Luigi Squarzina, Vittorio Gassmann, Nino Manfredi, Carlo Mazzarella, Tino Buazzelli, Vittorio Caprioli ed altri futuri protagonisti dello spettacolo italiano. Nel corso della seconda guerra mondiale viene deportato dai tedeschi in un campo di lavoro per prigionieri di guerra.  Nel 1945 inizia a collaborare con la neonata Rai scrivendo copioni per programmi di varietà ai quali partecipa anche come attore. Esordisce nel cinema nel 1946 con Un americano in vacanza per la regia di Luigi Zampa, scrive il romanzo-diario L’educazione teatrale.  Nel 1947 consegue il diploma di regista e propone lo spettacolo Ballo dei ladri. Lavora quindi in teatro nella compagnia Gassman-Maltagliati esibendosi in varie città d’Italia ed anche all’estero, recita anche con Paolo Panelli, Tino Buazzelli, è diretto da Luchino Visconti, Giorgio Strehler, Orazio Costa Giovangigli in un repertorio classico.  Nel 1949 fonda a Parigi con Alberto Bonucci e Vittorio Caprioli, i tre Gobbi, una compagnia di cabaret.  Fra il 1950 e il 1951 lavora con Adolfo Celi in Brasile.  Nel 1953 esordisce come regista cinematografico, il primo film da lui diretto è Uma pulga na balança. 
Torna quindi a recitare come attore sul grande schermo in Piccola posta di Steno e a recitare in radio in Chi li ha visti?, senza abbandonare il teatro. Nel 1957 recita in radio con Franca Valeri e Vittorio Caprioli in La zuccheriera. 
In televisione esordisce nel 1959 come autore del programma Le canzoni di tutti per la regia di Mario Landi (fra gli altri autori Ettore Scola e Ruggero Maccari). Si dedica anche alla musica lirica mandando in scena l’opera Le trame deluse di Domenico Cimarosa.
lacuccagna luciano salceLuciano Salce torna al cinema all’inizio degli anni ’60 dirigendo Le pillole di Ercole, cui seguiranno Il Federale (1961), La voglia matta, luciano salce luigi tencoLe ore dell’amore, La cuccagna (con Luigi Tenco). Nel 1964 compare in televisione a Studio Uno presentato da Mina. Continua ad esibirsi in teatro (Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg che sarà poi proposto anche in versione radiofonica sul terzo canale Rai), quindi torna al cinema. La pecora nera, Colpo di Stato,Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue. Quindi è ancora attore in film diretti da alcuni colleghi.
Nel 1970 presenta in tv Senza rete, cui seguiranno in radio Schif parade, Formula Uno e I malalingua, con Umberto Simonetta per la regia di Guido Sacerdote.  Nel 1972 presenta in tv Ieri e oggi programma a cura di Luciano Mancini per la regia di Romolo Siena. Ancora in radio fra il 1975 e il 1976 con Kitsch. 
Di nuovo al cinema come regista con  Basta guardarla (1970) e Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno (1974), Fantozzi (1975), L’anatra all’arancia, Il secondo tragico Fantozzi (1976),  Il… Belpaese e Professor Kranz tedesco di Germania, un episodio del filmDove vai in vacanza?.

 

 

TELEALTOMILANESELuciano Salce è mattatore a Playboy di mezzanotte, programma cult di Telealtomilanese e conduce sempre per Tam Nell’obiettivo di Salce e Il diavolo, poi è ancora in Rai con il programma Buonasera con... ed altre due edizioni di Ieri e oggi. Torna al cinema con Mi faccio la barca (1980), Vieni avanti cretino (1982), passa quindi alla mondadoriana Rete4. Furono Vittorio Giovanelli e Carlo Gregoretti a coinvolgere Salce nella prima grande produzione di Rete 4, Gran varietà, conducono Luciano Salce, Paolo Panelli e  Loretta Goggi, la parte musicale era affidata a Lelio Luttazzi,  al programma intervennero anche Vittorio Gassman e Diego Abatantuono. 
Dopo avere avuto un ictus che lo costringe ad abbandonare  il progetto teatrale intitolato I ragazzi irresistibili, tratto da un’opera di Neil Simon, nel 1984 Luciano Salce si ristabilisce e torna alla regia cinematografica con il film Vediamoci chiaro; poi dirige il film tv  Gli innocenti vanno all’estero, tratto dall’omonimo racconto di Mark Twain.  E’ di nuovo in teatro e quindi al cinema (Quelli del casco, 1987). Luciano Salce muore a Roma il 17 dicembre 1989 per arresto cardiaco. Attore, regista, autore, cabarettista, traduttore, commediografo, umorista, scrittore, Salce ha spaziato dal cinema al teatro, passando per la radio e la televisione, è stato anche un commentatore salottiero e disincantato che con ironia ha evidenziato i vizi degli italiani.

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