Giacomo Properzy

giacomo properzyGiacomo Stefano Properzy Beccaria Incisa di Santo Stefano, così si chiama all’anagrafe, nasce a Milano il 13 marzo 1939, frequenta il liceo Beccaria, poi si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’Università Statale di Milano.  La sua prima passione è per la politica, milita nei gruppi universitari repubblicani, suo collega è Claudio Martelli, che poi passerà coi socialisti presentato a Bettino Craxi da Antonio Del Pennino.  Properzy in università conosce anche Gianni De Michelis, futuro leader nazionale del Psi degli anni ’80.  La passione per la politica Properzy la conserverà sempre, ancora oggi è attivo nelle partito repubblicano italianofila del P.R.I. che, pur ridotto percentuali irrisorie, continua a vivere a Milano e provincia grazie al suo lavoro indomito.  Il partito dell’edera, delle persone perbene, si Properzy è rimasto una persona perbene, anche oggi. Conseguita la laurea Giacomo si trasferisce in Francia e lavora come agente di borsa, a Parigi conosce un dirigente di una banca francese che sta per aprire una filiale a Milano, Giacomo torna nel capoluogo lombardo e lavora presso questa banca, per poi passare alla Banca Indosuez, nata dalla fusione della Banca di Indovina e di quella di Suez, in qualità di vice-direttore. Properzy intanto continua la militanza politica nel P.R.I,;  nella vecchia sede della federazione milanese del Pri di Via Silvio Pellico Giacomo conosce Alceo Moretti, pubblicitario, repubblicano, proveniente dal Partito d’Azione.

Ma, vi domanderete, cosa c’entra un esponente del P.R.I, un bancario, con la storia della televisione privata?  La svolta per Properzy (e per la televisione privata italiana) arriva all’inizio degli anni ’70 chiacchierando una sera, dopo una riunione di partito, con Alceo Moretti.  Moretti aveva sentito parlare di Peppo Sacchi e della tv via cavo Telebiella, propone allora a Properzy di costituire una società, Ugo La Malfa – ha ricordato ad anni di distanza Moretti – ci aveva dato carta bianca, ma nemmeno una lira, pertanto proposi a Giacomo di costituire una piccola società per dare vita ad una televisioncina a Milano 2, dove entrambi abitavamo.  Milano 2 (Segrate) era allora considerata zona periferica, non erano molti (a differenza di oggi) i milanesi che ci abitavano, chi aveva costruito case era un giovane e intraprendente imprenditore, tale Silvio Berlusconi, che tre anni dopo sarà nominato Cavaliere del Lavoro, il più giovane d’Italia, e da allora viene chiamato  “il Cavaliere”.  Berlusconi era quindi il “padrone di casa” di Moretti e Properzy, ma era ancora un imprenditore del settore edile, un “palazzinaro”, come dicevano dispregiativamente gli invidiosi, che, con il passare degli anni e dei successi, aumenteranno.
telemilano cavoProperzy e Moretti vogliono dare vita ad una televisione a scopo politico, al fine di fare aumentare i consensi del partito dell’edere in quel di Milano 2, e, arrivando a collegare anche la zona di Lambrate, in Milano città.         Il 15 marzo 1974 viene costituita la società Telemilanocavo, soci Giacomo Properzy e Alceo Moretti, tre mesi, tolte le vacanze estive, di intenso lavoro:  si effettuarono circa 500 collegamenti nelle case di altrettanti residenti in Milano2, si cercò l’aiuto (gratuito e volontario) di amici tecnici per gli studi televisivi (molto spartani) e il materiale: due microfoni, una sola telecamera, scenografia inesistente, si parte comunque l’1 settembre 1974 hanno inizio le trasmissioni di Telemilanocavo che trasmette da un negozio sotto i portici di Milano 2.  Una piccola vetrina, un piccolo locale, 50 metri quadrati compresa la cantina, questa la prima sede di quello che diventerà il primo network privato italiano.

Giacomo Properzy, intervenuto alla presentazione del mio libro ACCADDE A MILANO: NOTIZIE, PERSONAGGI E SINDACI DAL DOPOGUERRA AD OGGI, ha ricordato che la sua più che la prima televisione milanese (a dire il vero Milano 2 non fa parte del Comune di Milano) fu una “tv di condominio”.  Infatti venivano invitati alle trasmissioni (rigorosamente in onda soltanto alla sera) i condomini di Segrate centro. Properzy ha anche ricordato come l’apparire in tv era un’occasione per conoscersi, per parlare, ci si incontrava nella sede di Telemilano, più che vedersi in tv, e ci si conosceva meglio.  Il primo palinsesto? (se così si può chiamare).  Oltre a questo programma stile assemblea condominiale in diretta televisiva, venivano mandati in onda alcuni film (tre alla settimana, a quell’epoca la Rai ne mandava in onda ancora solo uno alla settimana), qualche cartone animato, tutti in bobina, pellicole e videonastri, non esistevano naturalmente dvd e videocassette.  Ma la novità più sconvolgente di Telemilanocavo, che fu anche l’origine della sua nascita, furono le tribune politiche.  L’idea fu di Moretti, che era stato parecchio in America e aveva visto i politici in radio e in tv tutto l’anno, non solo durante il periodo elettorale.  Conduceva questi programmi un giornalista che anticipò di quarant’anni Bruno Vespa, purtroppo né Moretti, né Properzy ricordano il nome di questo giornalista, a volte conducevano gli stessi titolari. Ospiti? Beh inizialmente gli esponenti del Pri, poi, soprattutto in occasione delle elezioni amministrative del 1975 e delle successive politiche del 1976 anche esponenti di altri partiti, coloro che credevano nell’efficacia del mezzo televisivo (pochissimi), allora non vi era ancora la legge della par condicio, furono i partiti ad acquistare poi degli spazi (ecco i primi guadagni per Properzy e Moretti dopo tante spese) che erano autogestiti. Altri programmi dell’antenata di Canale5? Qualche documentario regalato dalla Mondadori (ad esempio LA STORIA DELLA FERRARI in onda in 6 puntate, monoscopio e musica dopo le 23, questo il primo palinsesto. Ma i primi guadagni ottenuti con la campagna elettorale del giugno 1976 non servono a coprire gli alti costi sostenuti fino a quel momento, Telemilanocavo aveva anche due dipendenti, uno di essi fa ancora oggi il cameraman in una tv locale lombardo, ma spese di affitto, tecniche, di cablatura ecc. erano insormontabili, nonostante l’aiuto volontario di amici come Mario Nicotra, regista e titolare di un’azienda di audiovisivi.   Dopo le elezioni non arrivano altri introiti, nessuna impresa credeva allora nella pubblicità televisiva, a un certo punto si pensò di dare vita ad una cooperativa fra gli utenti, i condomini dei palazzi di Milano2, che avevano voglia di fare e di avere la televisione, ma i debiti accumulati sono troppi, sfiorano i 200 milioni cifra molto elevata per quei tempi (1976).  Per di più Moretti viene chiamato a lavorare in America e Properzy si trova solo a gestire la tv, un hobby (Properzy continua a lavorare in banca) si sta trasformando in fonte di preoccupazione. Giacomo pensa di chiedere aiuto alla banca presso la quale lavora, ma i dirigenti negano un fido a Properzy poiché, a parer loro, era poco deontologico concedere un prestito ad un proprio dipendente.  Il socio Alceo Moretti è negli Usa, ha l’intenzione di vendere, lascia qualche mese di tempo per rflettere a Properzy il quale sta pensando di dimettersi dalla Banca per dedicarsi interamente alla tv, ma alla fine, non prevedendo l’esplosione della tv, Properzy dice a Moretti di vendere pure la tv.  Da qualche mese un suo conoscente, Vittorio Moccagatta (da qualcuno erroneamente confuso con Franco, il conduttore di CHIAMARE ROMA 3131 ma soltanto un omonimo), comunica a Moretti e a Properzy di avere trovato un acquirente, Silvio Berlusconi.  Già Berlusconi ha un altro obiettivo: comprare la televisioncina di quartiere per dare un servizio aggiuntivo (oltre al supermercato e al cinema) al fine di vendere più facilmente gli appartamenti da lui costruiti, mai Berlusconi (la cosa non è mai stata smentita dall’interessato) partì con l’idea di fare l’imprenditore televisivo, solo strada facendo fiutò l’affare e a televisione già acquistata. Silvio Berlusconi acquista Telemilanocavo per la cifra simbolica di 50.000 lire, si sarebbe accollato tutti i debiti (circa 200.000.000).  Properzy lo riceve in banca, arriva Silvio sorridente (la caratteristica gli rimarrà costante negli anni) firma un assegno e il contratto, Berlusconi sta per dire qualcosa a Properzy, ma in quello stesso momento suona il telefono, è un cliente della banca.   Properzy taglia corto, saluta Berlusconi e parla al telefono con il cliente.

Telemilanocavo è ora di Silvio Berlusconi, l’operazione per il passaggio dal cavo all’etere era già stata fatta da Properzy e Moretti, prima della vendita dell’emittente era stata infatti inoltrata una richiesta di conversione al terrestre dopo che la famosa sentenza della Corte Costituzionale aveva liberalizzato anche le tv terrestri. E così Silvio Berlusconi si trovò la strada già preparata da Moretti e Properzy.   Properzy a questo punto si concentra sul lavoro e sulla politica, darà ottima prova come amministratore pubblico sia come sindaco di Segrate che come Presidente dell’Atm, prma, e dell’Aem, poi.  Nel 1985 sarà eletto consigliere della Provincia di Milano nel collegio Milano Duomo, Telemilanocavo intanto si è trasformata in Telemilano58, prima, e in Canale5, poi, Silvio Berlusconi è diventato l’editore di Italia1, Rete4 oltre che di Canale5.  Le sue trasmissioni non sono più condominiali, stile street radio, come durante la gestione Properzy-Moretti e i primi mesi della gestione Berlusconi, ma è passata molta acqua sotto i ponti, Berlusconi ha trovato l’uomo giusto in Mike Bongiorno.  E Properzy? Rieletto consigliere provinciale nel 1990, stavolta nel collegio Milano Vercellina, farà il Presidente della Provincia di Milano con delega agli affari istituzionali, in tale veste riceverà Silvio Berlusconi, ormai affermatissimo imprenditore televisivo, “sua Emittenza”. Chissà se Properzy gli ha domandato cosa voleva dirgli circa vent’anni prima, mentre era al telefono con un cliente della sua banca, forse avrebbe voluto Properzy dirigente della sua Telemilano, oppure Berlusconi ci aveva ripensato e non voleva più comprare la televisione?

Il 20 maggio 1992 Properzy viene arrestato nell’ambito dell’inchiesta Mani pulite, coinvolto nel giro di tangenti legate all’Aem, all’ATM e alla Metropolitana milanese MM. Al processo Aem ammette di aver preso 500 milioni di lire per il PRI, che in seguito restituirà con soldi suoi all’azienda. In primo grado al processo sulle tangenti MM patteggia una pena di 11 mesi. Al processo per le forniture autobus ATM, in appello il reato viene dichiarato estinto per prescrizione. 

Passa qualche anno ancora e Berlusconi “scende in campo”, si da alla politica.

E Properzy?  Non ha più fatto televisione, ma è sempre stato in politica, anche in occasione dell’ultima campagna elettorale si è impegnato col suo Partito Repubblicano di cui è segretario provinciale milanese. Quindi ha collaborato con il quotidiano Il Riformista ed ha pubblicato libri.

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