Le correnti del Pd e le correnti dei 5 Stelle, i pentastellati dovevano cambiare tutto, invece non cambia niente…

Dopo due mesi durante i quali oltre a tradire tutte le promesse elettorali (non faremo mai alleanze…), dopo avere rincorso la Lega di Matteo Salvini (anche questo era già stato anticipato molto prima del voto non solo da me ma anche dall’autorevolissimo Mario Calabresi, direttore de La Repubblica), ora, sempre come previsto, tramite il Presidente della Camera Roberto Fico, i 5 Stelle aprono al Pd, senza però rompere con la Lega, per loro Pd e Lega sono la stessa cosa… Roberto Fico ha più preparazione culturale e politica di Di Maio (ma ci vuole poco…), non è il ragazzino viziato e paracadutato manovrabile, inoltre ha un’anima di sinistra e movimentista. Certo resta l’imbarazzo poichè vertici e attivisti pentastellati hanno detto di tutto contro il Pd, lo stesso Pd, del resto, non ha risparmiato bordate ai 5 Stelle.  Ma si sa che la politica è tutto e il contrario di tutto…  Resta da capire se Roberto Fico riuscirà nell’intento di conciliare 5 Stelle e Pd, agli antipodi in tutto fino a poche settimane fa.  L’impresa è ardua, se non impossibile. Analizziamo il perchè.  Nel Pd ci sono diverse correnti (ma non è una novità): l’ala della sinistra dem di Andrea Orlando è disposta a dialogare con i 5 Stelle, a ciò si aggiunge la corrente facente capo a Dario Franceschini, aperturista pare anche il segretario reggente Martina. Resta però da superare lo scoglio della corrente renziana, ancora maggioritaria (salvo rinnegamenti e conversioni sulla via di Damasco verso la minoranza, delle ultime ore). Matteo Renzi, l’uomo del male, lo sdoganatore di Berlusconi (secondo i pentastellati) ha da tempo annunciato il suo secco “no” ai 5 Stelle, ma in queste ultime ore vi sono stati dialoghi con Davide Casaleggio, lo stesso ex segretario dem ha invitato Luca Lotti (quel Luca Lotti di cui i pentastellati volevano la testa) a trattare con Di Maio e Fico. Quindi due trattative: una con Lotti, l’altra con Franceschini. Ma fin qui niente di nuovo in merito alle correnti del Pd.  Piuttosto bisogna denotare (solo chi conosce personalmente l’universo pentastellato dal di dentro e non vota a casaccio personaggi virtuali ne era al corrente) l’esistenza di correnti anche nei pentastellati, altro principio originario movimentista che viene meno: mai correnti…  Una parte dei vertici e della base non vuole assolutamente il Pd e preferisce la Lega di Salvini.  In quasi due mesi i pentastellati non sono stati capaci di dare vita ad un esecutivo, mai era successo in tutta la storia repubblicana… Se Roberto Fico fallirà nel suo tentativo probabilmente il Presidente Mattarella incaricherà Matteo Salvini, il quale aprirà ai 5 Stelle (restano però sempre gli ostacoli di Forza Italia e la condizio sine qua non di Di Maio che vuole essere lui il premier…) oppure cercherà di dare vita ad un governo di centro-destra, ma dove troverà i parlamentari visto che manca la maggioranza?  Se dovesse fallire anche Salvini a questo punto Mattarella potrebbe incaricare Di Maio, quel che la base grillina e lo stesso Di Maio vogliono, ma anche in questo caso come avrebbero la maggioranza?  Forse dalla Lega, se Salvini accettasse di fare il numero due di Di Maio, ma anche in questo caso si parla già di fuoriuscite leghiste (Bossi, Maroni ecc.) in caso di accordo con i grillini.

E se invece Roberto Fico riuscisse a conciliare pentastellati e piddini? L’Italia finalmente avrà un governo sia pur con una maggioranza risicata (forse allargata a Liberi e Uguali e qualche “responsabile” di veridiniana memoria), ma quali saranno i ministri piddini nominati da Di Maio o da Fico (anche la rivalità fra i due pentastellati è evidente, seppur nascosta…).   Se nascerà un governo 5 Stelle/Pd i pentastellati poi, alla prima difficoltà, daranno la colpa al Pd, Inoltre alcuni attivisti pentastellati filo leghisti e anti Pd lascerebbe il Movimento o non lo rivoterebbe, altra cosa invece saranno gli elettori che votano senza conoscere i retroscena, continueranno invece a votare Movimento, inquadrati come lo erano i vecchi comunisti che non si schiodavano….  E come reagirà l’elettorato dem sempre in perdita, il Pd è un partito in via di estinzione, aumenteranno i consensi o diminuiranno di fronte ad un’ipotetica collaborazione con i 5 Stelle?  Insomma un pasticcio all’italiana, ma mai come questa volta vi è confusione. Chi ha creato questo pasticcio? Chi ha fatto la legge elettorale proporzionale, chi ha votato 5 Stelle credendo di cambiare tutto, e invece non si è cambiato nulla, semmai le cose sono peggiorate… Resta in carica il governo Gentiloni, prima attaccato duramente dai pentastellati ora rivalutato visto che bisogna collaborare con il dem.  Cosa ne pensano gli elettori pentastellati? Inutile domandarselo, continueranno a votare 5 Stelle…

 

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