Aurelio Fierro

Aurelio Fierro nacque a Montella (Avellino) il 13 settembre 1923, sesto della schiera di ben undici figli di Don Raffaele, onesto e agiato commerciante, noto come migliore stornellatore della zona avellinese, lo zio nel 1937 aprì a Montella un cinema-teatro, Aurelio convince il padre ad iscriverlo alla facoltà di Ingegneria a Napoli, ma finisce per ingrossare le fila dei fuori corso. Nel 1950, spinto dai colleghi che hanno avuto modo di sentirlo cantare, si iscrive ad un concorso di voci nuove indetto dalle edizioni Curci e lo vince. Interpreta classici napoletani come I te vurria vasà, Voce ‘e notte, ed ha i suoi primi successi. Nel 1952 con il brano Rose poveri rrosse! il Festival di Castellammara di Stabia.  Nel 1954 partecipa al primo festival di Napoli, si afferma all’edizione del 1954 con ScapricciatielloFierro si impone negli anni’50 riproponendo un certo tipo di cantante napoletano tradizionale, appena un po’ rimodernato: buona impostazione vocale, sorriso irresistibile, e un’arte sopraffina nel variare dal timbro sentimentale a quello allusivo e provocante. Fra gli altri suoi successi: Guapparia, Cha cha cha napulitano, Serenatella sciuè sciuè. Nel 1956 vince il festival di Napoli con Guaglione, l’anno successivo si classifica secondo con Lazzarella, ancora vincitore nell’edizione 1958 con Vurria e nel 1961 con Tu si ‘a malincunia. Fierro ha avuto centinaia di successi, ha partecipato sei volte al Festival di Sanremo (1958 e 1959, e dal 1961 al 1964) e a diverse edizioni del Festival di Napoli che ha vinto ben cinque volte.

Nel 1958, sull’onda del successo del film Lazzarella (da lui interpretato e tratto dall’omonima canzone scritta con Domenico Modugno), interpreta ben sette film: E’ permesso maresciallo? (Tuppe tuppe marescià) di Carlo Ludovico Bragaglia, Serenatella sciuè sciuè di Carlo Campogalliani, Sorrisi e Canzoni di Luigi Capuano, Ricordati di Napoli di Pino Mercanti, Quando gli angeli piangono di Marino Girolami, L’ultima canzone di Pino Mercanti, Caporale di giornata di Carlo Ludovico Bragaglia). Ancora cinema nel 1959 in Le donne ci tengono assai di Mario Amendola, Quel tesoro di papà di Mario Girolami, Destinazione Sanremo di Domenico Paolella.

Fierro ha partecipato a numerosissime altre manifestazioni televisive. Fra gli altri successi di Fierro ricordiamo: Suspiranno una canzone, Pota po’, U vico, Fragole e cappellini, Li per li, Cerasella, Lui andava a cavallo, Suspiranno ‘na canzone, A sonnanbula,‘A pallummella, Mambo toscano, ‘A sonnambula, Storta va deritta viene, ‘A pizza (terza al Festival di Napoli nel 1967 in coppia con Giorgio Gaber).

Interprete dei classici della canzone paternopea e della “canzone all’italiana”, nonché trasformarsi in una sorta di ambasciatore canoro nel mondo, specie nei paesi dove numerosi sono i nostri connazionali. Per gli americani è Mr.Scapricciatiello prima, e Mr.Guaglione poi, dal titolo delle sue canzoni di maggiore successo, così come Modugno era stato Mr.Volare. A San Paolo del Brasile 60.000 persone cantarono con Fierro ‘O sole mio, Fierro vinse in Argentina una sfida con Cluadio Villa, sostenendo di essere un discendente dell’eroe nazionale argentino Martin Fierro. 

aurelio fierro dcFra gli altri successi di Fierro ricordiamo: Suspiranno una canzone, Pota po’, ‘A pallummella, ‘A sonnambula, Storta va deritta viene. Interprete dei classici della canzone paternopea e della “canzone all’italiana”, nonché trasformarsi in una sorta di ambasciatore canoro nel mondo, specie nei paesi dove numerosi sono i nostri connazionali. Sarà Mr.Scapricciatiello prima, e Mr.Guaglione poi, dal titolo delle sue canzoni di maggiore successo, così come Modugno era stato Mr.Volare. All’inizio degli anni ’60 fonda e dirige la casa discografica King che lancerà Peppino Gagliardi. Negli anni ’70, quando la canzone napoletana entra in crisi, Fierro si occupa dei problemi della cultura popolare paternopea impegnandosi come consigliere del Comune di Napoli per la Democrazia Cristiana e fondando l’Accademia delle Arti, dello Spettacolo, del Turismo e dell’Ecologia. Nel 1977 torna a cantare in una serata in provincia fatta quasi per sfida, poi in una trionfale tournèe in Giappone, dove riceve un applauso di quindici minuti per la sua interpretazione di Core ‘ngrato. Negli anni ’80 torna a cantare con grande successo in tutto il mondo, nel 1988 apre con la moglie il ristorante A canzuncella nel centro storico di Napoli. Il locale è specializzato nella cucina tradizionale parternopea ed ha un pianoforte da dove Fierro, quando non è in tournèe, suona volentieri per gli amici. Nel 1989 Aurelio Fierro pubblica per l’editore Rusconi la Grammatica della lingua napoletana, un dettagliato studio filologico sulla lingua paternopea. Negli anni ’90 ha l’idea di fondare un museo della canzone con annesso un piccolo teatro, ma il progetto non va in porto.  Pubblica Fiabe e leggende napoletane, quindi si concentra su un’enciclopedia storica della canzone che però non riuscirà a dare alle stampe. Torna al cinema in Luna e laltra per la regia di Maurizio Nichetti (1996) e in Aitanic per la regia di Nino D’Angelo (2000). Nell’estate 2003 si esibisce come ospite al Festival di Castrocaro riproponendo ‘A pizza;  fa la sua ultima apparizione in pubblico in occasione dei suoi ottant’anni che festeggia a Santa Maria Nova di Napoli. Aurelio Fierro muore all’ospedale Cardarelli di Napoli l’11 marzo 2005, lascia due figli entrambi musicisti (Fabrizio, il maggiore, e Flavio) e il nipote Aurelio junior, batterista di talento. 

 

 

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