Angelo Saltarin / La storia del gruppo Saltarin

Correva l’anno 1974 quando Angelo Saltarin, modenese, nato il 28 maggio 1932, imprenditore nel campo delle telecomunicazioni, appassionato dell’etere, da vita a due canali televisivi: Studio ’74 e Qui Tele Modena.

Le due emittenti sono le prime a Modena città: Studio ’74 ha avuto un indubbio ruolo nella diffusione dei programmi della televisione della Svizzera Italiana, e resterà in vita fino al 1999;  Qui Tele Modena.  è invece l’antenata di Tele Studio Modena. 

Di Qui TeleModena e di Studio ’74 si occupa fin dal primo numero la rivista MILLECANALI, nata nel 1974, lo stesso gruppo Saltarin finanzierà MILLECANALI con pubblicità.

millecanali 0Fare una tv locale a Milano o a Roma, è una cosa facile, ma farla in una città di provincia non lo è, soprattutto se questa città è Modena. Ancora oggi la città che ha dato i natali a Ciro Menotti è la provincia italiana che ha più emittenti televisive locali (cinque): Antenna1Vmt Telestar, TeleRadioCittàTele Modena, e, appunto, Tele Studio Modena, per non citare altre emittenti “minori”.  L’iniziativa di dare vita alla prima emittente cittadina le ebbe i Rossano Belelli, un politico, un uomo di Andreotti, che lui chiamava, amichevolmente, Giulio. Belelli affidò a Saltarin l’alta frequenza, a Carlo Savigni (poi fondatore di Radio Modena e Modena Radio City), la parte artistica al cartoonist Secondo Bignardi e la pubblicità a Vico Vandelli. Qui Telemodena nacque in Via Venturi, dove preesisteva uno studio di registrazione che realizzava e duplicava nastri per il Vaticano. L’ambiente, al piano terra di un condominio, aveva un ingresso indipendente che dava sul cortile e consisteva in un grande salone aperto più una piccola stanza separata dal salone attraverso vetri: era la re<p>Il palinsesto della neonata emittente, che apriva le trasmissioni alle 20 circa, consisteva nella messa in onda di un telegiornale, prima e dopo il quale venivano proiettate diapositive pubblicitarie, come si fa al cinema, commentate da una voce fuori campo. Alla fine della pubblicità andava in onda, per via del costo dei diritti e della Siae, un film di quelli che non si proiettavano più neppure nelle parrocchie di campagna.  Ricorda Carlo Savigni: “Si respirava un’aria di pionierismo e di grande entusiasmo ma le cose non venivano svolte con gran facilità. Anzi, per andare in onda alle 20 bisognava lavorare sodo e senza sosta dal mattino alla sera.  Il film, che doveva essere “proiettato”, veniva noleggiato presso un distributore di Bologna e all’alba, la pellicola, veniva portata a Roma, in aereo, nell’unico studio dotato di una macchina – il “Telecinema” – che trasferiva immagini e audio su due o tre “cassettone”: il primo standard Pihilps per la videoregistrazione amatoriale, di cui era dotata la Tele Modena di allora. La sera, un uomo di Belelli, cui era stato affidato l’incarico, atterrava all’aeroporto di Bologna e, atteso da un’auto blu della DC, arrivava a Modena, giusto in tempo. Abito scuro e valigetta gli conferivano un’aria più da operazione spionistica che altro. Non saprò mai perché a Roma non venissero spediti più film per volta, visto che l’operazione si sarebbe svolta il giorno dopo, quello dopo ancora e così via. Per la pubblicità le immagini venivano proiettate su di un telo appeso al muro e riprese da una telecamerina, anch’essa di tipo dilettantistico, che registrava il tutto su di un’altra cassettona. La voce fuori campo, spesso, a causa dell’oscurità, o leggeva male o non era sincronizzata con le immagini. Fatto sta che, per ottenere un risultato decente, servivano ore e ore di prove. Per il notiziario, stessa cosa. Le registrazioni, non esisteva la diretta, iniziavano nella seconda parte del pomeriggio, il più tardi possibile, per avere notizie fresche. Inutile dire, che non era mai “… Buona la prima.  Non era possibile la diretta. Nulla poteva essere mandato in onda dagli “studi” di Modena perché mancava il link, cioè il collegamento Modena-Serramazzoni. Ecco allora che entrava in ballo il “transponder” umano: Angelo Saltarin che, a bordo di una vecchia millecento, cassette rigorosamente ordinate e numerate in ordine di messa in onda, partiva per la Serra dove, all’interno del gabbiotto ubicato sotto le antenne, c’era un videoregistratore come quello di Modena, collegato al trasmettitore. Bastava inserire la prima cassetta, premere il pulsante play, e… eravamo in onda. Il prodotto finito, bianco e nero, anzi, grigio e nero sgranato, era un disastro ma era commovente. Le facce dei lettori del notiziario si intravedevano appena, la pubblicità era retorica e controproducente, il film, spesso di cappa e spada, non poteva piacere a nessuno. Il massimo del colpo di scena si aveva al cambio di cassetta. Quando finiva la prima, Saltarin premeva il tasto stop (lo schermo a casa diventava tutto sgranato come quando l’antenna è staccata dal tv) estraeva la cassetta, inseriva la successiva e ripremeva il tasto play. Dopo circa cinque minuti le immagini riprendevano ad arrivare. Accadeva a ogni cambio di cassetta, cioè cinque sei volte in un’ora. Ci stupimmo moltissimo quando sapemmo che la gente aspettava la sera per vedere la TV della propria città e ne parlava per le strade, nei bar, sul lavoro. Fu un vero successo. Avevamo inventato la televisione locale. Anni dopo, negli ’80, Rossano Belelli sarebbe diventato un grande Boss della televisione privata regionale.”

Fra il 1974 e il 1977 a Modena città erano presenti addirittura otto emittenti, è stato Angelo Saltarin che ha aiutato i fondatori delle emittenti modenesi “concorrenti”  dando loro consigli e vendendo loro  ripetitori, ponti radio ed altro materiale tecnico.

Il cavalier Angelo Saltarin è coaudiuvato dal figlio Marco che ricorda ancora che “Qui TeleModena iniziò le sue trasmissioni ufficiali il 19 novembre 1974, giorno del mio diciottesimo compleanno. Partimmo con un tg locale, seguito dal film I BASILISCHI di Lina Wertmuller”.  L’altra figlia del cavalier  Saltarin, Silvia, oggi responsabile di Tele Studio Modena, era ancora una bambina quando nacquero Studio 74 e Qui Telemodena, ma ricorda con piacere quei giorni: “la televisione per me e la mia famiglia è parte integrante della nostra vita. Io ho 35 anni e sono cresciuta fra i ripetitori televisivi, i centralini e i ponti radio. E’ stato un percorso molto lungo e non privo di sacrifici per tutti noi”.

Nel 1989 nasce Tele Studio Modena, attuale emittente del gruppo Saltarin che nel nuovo millennio ha iniziato la sperimentazione digitale e satellitare. Tele Studio Modena è visibile anche sul canale 835 di Sky, inoltre esiste anche Studio Europa, la versione satellitare di Tele Studio Modena.

angelo saltarin

Angelo Saltarin (a destra) premiato dal Presidente di Federimpersa (dicembre 2003)

Angelo Saltarin è morto il 23 dicembre 2016.

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