Leone di Lernia

Leone Di Lernia

UN LEONE NELLO ZOO
SI RINGRAZIA LA REGIONE PUGLIA PER AVERCI FORNITO I MILANESI

di Massimo Emanuelli

Ascolta l’intervista rilasciata da Leone Di Lernia nel 2015 nel corso della trasmissione Stile italiano la storia della canzone italiana raccontata dai suoi protagonisti . In fondo alla pagina. 

Leone è un personaggio radiofonico ma celeberrimi sono anche i suoi passaggi televisivi, lo ricordiamo, quando muoveva i primi passi artistici, a TeleMontepenice ospite del programma Controtestata, a Chewing gum e a Pop Corn su Telemilano 58, al Tombolone di VideoBergamo e, in tempi più recenti, a TeleLombardia, quando riuscì nell’ambito di uno special natalizio condotto da Roberto Poletti, a far cantare e ballare tutti i politici e lo stesso Poletti stesso al ritmo di Melanzan. E poi ancora comparsate a Quelli che il calcio, nel 2006 ecco Leone, in versione trash, che più trash non si può, approdare su L’ISOLA DEI FAMOSI.


Un giovane Leone Di Lernia in una delle sue prime apparizioni televisive.


Leone Di Lernia nasce a Trani, in provincia di Bari, il 18 aprile 1938, inizia ad esibirsi durante il servizio di leva in quel di Cervignano del Friuli: “alla mensa degli ufficiali cantavo pezzi blues alla Dixieland”, ultimato il servizio di leva: 
ho cominciato ad esibirmi nelle balere: nel repertorio avevo Fred Bongusto, Bruno Martino, Celentano, Mina e Rita Pavone...”.  Sono gli anni del boom economico, dei meridionali che arrivano a Milano, immortalati nella famosissima scena del film Totò Peppino e la malafemmena. Leone lavora per molti anni come cantante e comico dialettale, esibendosi in concerti. Nel 1961 inizia la carriera come urlatore, con lo pseudonimo di Cucciolo Di Lernia, partecipando al Festival dell’Urlo organizzato da Ghigo Agosti; di lui si occupa il popolare settimanale Tv Sorrisi e Canzoni nell’articolo Il conclave dell’urlo.

Nel 1965 Leone debutta in radio sull’allora Rai, si mette subito in luce per il proprio genere demenziale, è, come ha scritto Aldo Grasso, figlio di Arbore e Boncompagni e di Alto gradimento, nel 1968 incide il suo primo 45 giri: Trenta chili/Andiamo nei cieli“Arbore ebbe poi l’idea geniale di mandare le telecamere nelle balere durante l’ “Altra Domenica” dove mi aveva arruolato come inviato. Ho macinato tanta radio e il sodalizio più bello è quello che ho avuto con Fausto Terenzi e Paolo Dini a Radio Monte Carlo: con loro abbiamo anticipato quello che sarebbe stato lo Zoo di 105 con i siparietti, gli scherzi telefonici e le imitazioni.”

Ma forse Leone è troppo troppo avanti coi tempi, l’esperienza dura poco e torna quindi ai suoi dischi e agli spettacoli live. E’ del 1975 il suo primo 45 giri Gaccia ad’avè, cover in dialetto pugliese della celebre I gotcha di Joe Tex, con questa canzone Leone anticipa quello che sarà il modus operandi del cantante pugliese negli anni novanta: prendere una canzone in inglese di successo e sostituirne il testo con testi demenziali in italiano o in barese, il lato B è Spusatil Geuvè. Sempre nel 1975 come Leone Di Lernia e la sua New Rock Band esce il primo 33 giri: Leone di Lernia e la sua new rock band – Canzoni rock tranesi, cui segue, nel 1976, Leone Di Lernia e la sua new rock band. Leone inaugura così il filone trash, riscrivendo in dialetto le hit del momento.  “Del resto se avessi cantato in un italiano pulito chi avrebbe riso? Creai il filone trash. Usavo i successi delle hit e li riscrivevo in dialetto tranese. Una novità assoluta. Feci il botto proprio con “Ca gacciù vu havè” (Che ti venisse un colpo) cioè una cover in vernacolo di “I gotcha” di Joe Tex mescolata con “Una zebra a pois” cantata da Mina. Il testo raccontava di una donna che sentiva qualcosa di duro dietro la schiena e diceva al marito di smettere di premerle contro quello che credeva fosse il suo ginocchio, ma in realtà era altro. Le vendite furono milionarie ma non vidi una lira perché erano tutte copie pirata… Sono stato il primo, colui che ha inventato il genere trash che poi tutti hanno copiato, l’ultimo è Checco Zalone che mi sta imitando alla perfezione”.

Nel 1977 esce il 45 giri Gaccia a te Marì/U fesse ‘nnamerate per la Carosello. Nella seconda metà degli anni ’70 è spesso ospite in varie radio  private, qualche comparsata per promuovere i suoi dischi. Quindi alcune apparizioni a trasmissioni nelle tv private, fra le sue prime apparizioni in video ve ne sono alcune a Chewing gum e a Pop Corn, programmi di Telemilano 58 presentati da Claudio Cecchetto e Sammy Barbot.
“Se Milano avesse lu meri sarebbe una piccola Beri” così recitava un vecchio adagio, che si addice alla perfezione per Leone che ritrova tanti pugliesi nello studio di Telemilano 58. Si presenta (siamo nel 1978) a Chewing gum attorniato da due belle ragazze, canta una canzone e parla anglo-pugliese. Cecchetto lo presenta con il suo solito entusiasmo: “sapete dove è stato di recente il nostro Leone di Lernia? In Australia… Ha sentito parlare di questi Bee Gees…”
Leone: “E il caldo che faceva in Austrelia, 58-60, qui dentro è uguale, a 55-60”
Cecchetto: “E in Australia… voi dovete sapere che Leone di Lernia oltre a cantare in inglese…”
Leone: “Ma questo è pugliese…
Cecchetto: “no è un slang americano, in certe zone in America si parla benissimo…
Leone: “Il pugliese. Io ho detto a Claudio, come farò in questo studio, non capirà nessuno, invece qui sono tutti pugliesi…”
Cecchetto: “Che cosa c’entra Leone di Lernia in Chewing gum?”
Leone: “E purtroppo c’entro perché devo presentare il mio nuovo lp che si intitolerà La pugliata ed uscirà fra 15 giorni.
Cecchetto: “Leone di Lernia è veramente uno showman, sa cantare, sa imitare, in Australia ha fatto imitazioni in Australia”
Leone: “In Australia non ho fatto l’imitazione di Corrado, ho detto ma Corrado è uno che in Italia fa 3000 trasmissioni in Italia, ma non lo conoscevano allora ho fatto Mike Bongiorno”. Quindi Leone Di Lernia propone anche ai telespettatori di Telemilano 58 e al pubblico presente in studio un’imitazione di Mike, poi è la volta del brano annunciato da Cecchetto, Viene fuori a far l’amore tratto dal 33 giri La pugliata, al pianoforte Franco Dirella. “Lui – dice Leone – è conosciuto come Andreotti”

Leone partecipa anche al Piccolo Slam di Stefania Rotolo e Sammy Barbot sull’allora Rete Uno dove presenta il Rap di Cim d’Rap, quindi finisce nella top ten della Schif Parade, rubrica radiofonica degli anni ’70 condotta su Radiouno da Luciano Salce e Bice Valori dedicata alla musica più brutta. “Io ero sempre in classifica con Le figlie del Vento e Orietta Berti. Ma avevo una marcia in più…”
Nel 1979 pubblica sempre con la Carosello il 45 gii Sfregamece/Vieni fuori, quindi cambia casa discografica e passa alla piccola etichetta di Trezzano sul Naviglio Duck Record. Negli anni ottanta guadagna una certa popolarità televisiva piazzandosi dietro l’inviato durante i collegamenti da San Siro di 90º Minuto. 
Le canzoni di Leone sono già note al pubblico radiofonico, sono un mix di musica dance, cattiva presenza, voce sgradevole, ironia peccoreccia e orgoglio pugliese. Leone sarà un’icona del trash e degli anni ’80, 40 milioni di dischi venduti,oltre trenta album, “ma io non ho preso una lira – mi dice – ogni cinquantamila copie nei negozi se ne vendono tre milioni contraffatte”. Il buon Leone è entrato a pieno diritto a far parte del firmamento delle stelle trash dello spettacolo italiano, e non solo… “Ho un’indiscutibile mancanza di classe, ho uno straordinario sexy-appeal, del resto io sono nato a Trani in provincia di Los Angeles, ho pubblicato capolavori di trash-music, apprezzati da numerosi critici”. Leone mi mostra orgoglioso la critica di un certo Belmonti che ha definito i suoi lavori “rari esempi di letteratura dissacrante applicata alla disco-music”, una delle sue hit è, ad esempio, Chi mi lava, cover in italo-barese di “Gimme love”. Leone mi mostra un’altra critica: “la strada tracciata da artisti come Elvis Presley e Jerry Lee Lewis è stata perfettamente portata avanti, e, anzi, ha raggiunto splendido compimento nella musica di Leone Di Lernia”.
Si ringrazia la regione Puglia per averci fornito i milanesi era il titolo di un film del 1982 per la regia di Mariano Laurenti con Giorgio PorcaroMassimo BoldiTeo Teocoli, Eleonora Vallone. Il film raccontava la vicenda di un cameriere del Sud vuole introdursi nella buona società milanese e cerca di farsi amica gente che conta, ma l’esuberante sorella gli procura un sacco di guai. Alla fine, a differenza del nostro Leone, il cameriere se ne torna al paesello. Nel 1977 esce Gaccia a te Marino. 
Negli anni ’80 Leone continua ad essere ospitato al fine di promuovere i suoi dischi, l’anno di svolta è il 1987, è Fausto Terenzi, allora conduttore di One O One, Radio Milano International: “fino ad allora in radio mi ero presentato per gioco, erano i primi tempi in cui si facevano il rap e la musica house, io avevo inciso un disco alla mia solita maniera Ce culo ca tieni. Lo feci sentire a Leonardo Leopardo che me lo passò in onda, Fausto lo sentì e mi disse: Leone quel disco che passa Leonardo è tu? Io gli rispondo alla mia maniera, poi assieme iniziammo a fare delle imitazioni e gag, eravamo in diretta. Fu un successo. Fausto mi convinse a lavorare con lui. Leone fa quindi il suo ingresso ufficiale in radio come conduttore: “inventammo alcuni personaggi, porcherie come la famiglia ortofrutticola di Mimì Schazzamtait, cose che avevano un consenso della Madonna. La gente mi dimostrava il suo affetto e la cosa mi lasciò di stucco, perchè ero abituato a vedermi chiudere tutte le porte in faccia. Allora non credevo molto nella radio, dicevo: tanto non serve a un cazzo! Volevo restarci solo quattro o cinque mesi, ma ci presi gusto”.

Nel 1983 incide Padron pensaci tu/Spremi spremi, gli album degli anni ’80 sono: Motorlover. Il rock delle Puglie (1980), Patron pensaci tu (1983), American Puglia (1984), Disco (1984), e la compilation I successi di Leone di Lernia, nel 1989 esce il 45 giri Ce cule ca tiene (Rap italiano)/Ce cule ca tiene (Rap pugliese).

One O One Leone lavora dal 1987 al 1992, poi passa a Radio Montecarlo seguendo Fausto Terenzi. Ormai è un divo radiofonico, grazie ai suoi programmi, continua anche a realizzare dischi dove le sue battute, mischiate con la parodia della musica dance, fanno sbellicare dalle risate. Brani da hit parade vengono ribattezzati con titoli irresistibili: Killing me softly dei Fugees diventa Chille che soffre. In seguito The rhythm of the night, la hit dell’estate 1993 di Corona, cantante e ballerina brasiliana, diventa Te sì magnate la banana, e Gimme love (1998), successo mondiale di Alexia, viene tradotta da Leone in Chi mi lava.
Radio Montecarlo Leone lavora con Paolo Dini e Fausto Terenzi, spopolano con il 
Terenzi Show, nel nuovo millennio il passaggio a 105, consorella di Montecarlo, insieme al dee-jay Marco Mazzoli e ad altri animatori radiofonici, conduce Lo Zoo di 105, erede delle prime trasmissioni satiriche anni Settanta. Il colorito linguaggio dello Zoo ha dato il via ad un’astuta campagna pubblicitaria da parte di 105: nelle città italiane compaiono diversi manifesti con le facce di “quelli dello Zoo” e la scritta: “ci scusiamo per quello che hanno detto”, lo Zoo è diventato un punto di ritrovo per una fascia di pubblico giovanile. Rivisitazione di film, dischi e favole: “peccato che, da Biancaneve a La lampada di Aladino, tutte finiscano male…”
Le inevitabili battute radiofoniche di Leone di cattivo gusto hanno contribuito ad alimentare la leggenda: può davvero un uomo toccare simili vette di volgarità? E, soprattutto, la volgarità è davvero voluta, ricercata, o è frutto di un’abile operazione commerciale mirata a soddisfare il fabbisogno italiano di cattivo gusto? Quel che è certo è che Leone di Lernia si mostra come artista genuino, da sempre attento ai bisogni del pubblico e, anche per questo, degno della massima stima. Può un uomo essere così volgare, nemmeno 
Gianfranco Funari è arrivato a tanto…
Leone è abile e scafato presentatore di Radio 105 in Lo zoo di 105, erede delle trasmissioni satiriche anni ’70, programma nel quale Leone fa sfoggio di tutta la sua ignoranza e maleducazione (ma ci marcia, perché in realtà è una persona colta ed intelligente), all’interno di una cornice finemente demenziale che ha l’indubbio merito di mettere a nudo l’aspetto più nudo di artista cinico ma allo stesso tempo divertente, frizzante, solare, volgare. Tutte le mattine Leone Di Lernia “ruggisce” da 
Radio 105, è il personaggio più trash della radiofonia italiana.   Come ha scritto Aldo Grasso: “forse non tutti sanno che Leone Di Lernia è una creazione di 
Alto Gradimento perché per la prima volta Arbore e Boncompagni fecero sentire i suoi dischi. Se questo sia un guadagno o no sarà la storia a dirlo”    Lo zoo di 105 ha avuto anche una versione televisiva nel 2003 All Music, Music Zoo, da tale lavoro è stato tratto un album, Music Zoo compilation, un mischione di rock/trash/demenziale sapientemente amalgamato dal mitico Digei Angelo di Radio DeeJay! Il cd riporta quasi tutte le band che si sono esibite nel 2003 al programma televisivo in onda su All Music Music Zoo, uno show in cui trovano finalmente spazio i migliori gruppi ironici e demenziali, dimostrando così che il filone in Italia non è assolutamente morto e che sta per ritornare di moda il divertimento fatto musica. In merito a questo programma un nostro lettore però ha precisato:”era un plagio della trasmissione poichè utilizzavano il marchio Zoo senza autorizzazione, il programma non è andato in onda. la direzione di 105, fece causa a  All Music“.

Leone che fa anche altre comparsate televisive a Quelli che il calcio. In occasione della vigilia di Natale 2000, nell’ambito di uno special natalizio condotto da Roberto Poletti su Telelombardia, Leone Di Lernia riesce a far cantare e ballare tutti i politici e Poletti stesso al ritmo di Melanzan.
Per decifrare al meglio la complessa personalità di Leone è indispensabile l’ascolto dei suoi brani, che svelano prepotentemente una figura contorta ma sempre affascinante. Prendiamo uno degli ultimi Sfigato cd che contiene Tu nun me friec, Sfigato remix, Giù dalla montagna, L’elettrauto, La mia storia, Nena Rosa, La vita è bella, Cagha con migo, Pepata di cozze, La macchina graziata, Bill lader, Canale2, Pulisci, L’africano, Mucca pazz, Natale Natale. Temi legati all’attualità che vanno apprezzati, prima che come semplici canzoni, per il loro valore culturale furbescamente nascosti con una marea di volgarità che non ha precedenti nel campo della musica: Bill lader è Bin Laden, mucca pazza si riferisce ad un altro caso di attualità. E poi sia nelle canzoni che in radio Leone fa molte parodie dei programmi televisivi: Porka a Porka, C’è un pirla per te, Scassaparola condotto da Gerry Scottex, I Porkemon, Il Grande Porcello: in una casa di Gratosoglio dieci ragazzi sono costretti a convivere con Leone… Chi resisterà?
Ma chi è Nenna Rosa? La povera signora Di Lernia, dalla quale Leone ha avuto quattro figli. Anche Marco Mazzoli, suo collega, scherza: “La donna dell’estate sarà Nenna Rosa, la moglie di Leone di Lernia: la donna ideale di tutti, perché se ne sta a casa buona mentre il suo uomo ci prova con tutte”.  Dal 1999 al 2008 Leone ha fatto parte del cast de 
Lo zoo di 105, nel 2006 ecco Leone approdare, in versione trash, che più trash non si può, su L’ISOLA DEI FAMOSI.  Dopo avere rischiato di rimanere disoccupato per la paventata chiusura dello ZOO, nel 2007 a Leone e ai suoi colleghi viene assegnata una Radiogrolla per la miglior trasmissione radiofonica del pomeriggio. Nel 2008 è andata in onda su Comedy Central Sky una versione televisiva dello Zoo di 105. Il 3 aprile 2008 Leone viene sospeso a tempo indeterminato dal programma per “condotta indisciplinata”.  Altri successi del buon Leone? Turn around (Melanzan) tratta da Giubileone, Bar house di casa (1990), Il peggio di Leone di Lernia (1992), Disco hanz (1993), Il meglio “peggio” di Leone di Lernia (1993), Leomania (1994), Salut’m a sord (1994), Leonlatino (1996), Superleone ciò… los tres (1997), Fesso… e tutto il resto (1997), Bar house. Il meglio (1997), Re Leone di Lernia (1998), Leonestate (1998), Leone superstar. I grandi successi di Leone di Lernia (1999), Giiubileone (2000), Gran Porcell (2001). Zizzaniaman (2002), Porcello 2, il ritorno (2003), Zizzmania 2 il meglio dello Zoo di 105 (2003), The best of the bestia. Trash compilation (2004), Un leone su Marte (2004), Sfigato (2004), Leone d’oro. Il peggio di Leone di Lernia (2005), Casa Di Lernia (2006), Ma che figo sono con auz triccabannac (2006), L’isola dei leoni(2006), Squich (2007),  Sinù baccala’ (2007), Leone best 2008 (2008), Leone di Lernia contro tutti (2009), Fuori o dentro lo Zoo? (2010).
Fra le sue canzoni più famose: Gaccia davè, Gipsy woman, Radio bru bru, Lambada, Tic tic trac, Fesso ca nisciuno è fesso, Voglio fare tanti soldi, Salutam’e sort, Ti si manigate la banana, Tu non trombi più, Melanzan, Sex machine che roba, Billie Jean, Tu si scemo, I will survive l’incidente, Yoy make me feel, Bailando, Quando quando quando, Magnando, Tic tic tac, Lecca Lecca, Puttanate, Macarena, Hay Maria, Porompompero, Agenzia matrimoniale, Pepara di cozze, L’elettrauto, Canale2, La casa del gran porcello, Bill lader. Tutti da ascoltare, fino all’ultimo, Casa Di Lernia, ma, par favore, non comprateli “taroccati”
Leone Di Lernia è uno dei cantanti-parolieri più longevi del panorama musicale italiano. E’ indubbio il contributo che il personaggio ha dato al genere trash, la maniera con la quale ironizza sui discutibili fenomeni sociali (ad esempio la già citato dissacrante parodia del Grande Fratello, Il Gran Porcello) o su finti miti (Maurizio Costanzo) fanno della sua opera un’attenta analisi introspettiva dei costumi sociali italioti. Dal 6 dicembre 2008 Leone di Lernia conduce con Ylenia Vaccaro e Max Birgante su 
105 con 105 non stop, nel gennaio 2010 è in tv su Sky come conduttore del programma Leone auz.

Nel 2011 torna a Lo zoo di 105, quindi conduce 105 Non stop fino al 2012, dal maggio 2012 conduce prima ogni sabato, poi ogni domenica “Leone D’Ylenia” con Ylenia Baccaro, sempre su Radio 105. Di seguito pubblica i singoli Eccitato, parodia di Mama lover delle Serebro, e Foggia Style, parodia di Gangnam Style di PSY Gli ultimi successi sono: Presidente querela forte (2011), Davide dimentichi (2012), Capra (2013), Tutto Leone di Lernia: 40 anni di successi (2013), Perchè son gay (2014), Expo (2015), Expo è finito (2016).  Leone di Lernia muore a Milano il 28 febbraio 2017.

Ascolta il podcast con l’intervista a Leone Di Lernia

 

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