E’ morto Carlo Savigni, fondatore di Radio Modena e Modena Radio City

E’ morto a Modena Carlo Savigni, fotografo del beat e pioniere dell’emittenza radiotelevisiva. Nato a Modena il 5 marzo 1944, inizia a lavorare giovanissimo nel negozio del padre che vendeva dischi, elettrodomestici, impianti hi-fi ed articoli fotografici. Quindi intraprese l’attività di fotografo e a metà degli anni ’60 venne contattato da alcuni artisti allora in voga per scattare immagini promozionali e per le copertine dei 45 e 33 giri. Francesco Guccini, I Nomadi, l’Equipe 84 di cui diventerà il fotografo ufficiale. Nel 1974 fondo Radio Modena e Telemodena, nel 1976, dalle ceneri di Radio Modena, nacque Modena Radio City reclutando i migliori dj della zona. Modena Radio City “the best in town” iniziò le sue trasmissioni alle 7,30 di domenica 6 giugno 1976 dagli studi del Direzionale 70, decimo piano scala e 460, con il buongiorno di Enzo Natali nel programma Svegliamoci così senza rancor, lo stesso Savigni presenta con Victor Sogliani Una festa sui prati. Modena Radio City ha fatto compagnia a diverse generazioni di modenesi.

Beppe Carletti de I Nomadi così ricorda Savigni: “Un altro amico volato via. Ci conoscevamo dai tempi del bar Grand’Italia, e Modena era considerata la Liverpool italiana. Ci si incontrava non per lavoro, ma per la voglia di stare insieme. Carlo ci piacque subito e diventò il nostro fotografo perché ci fidavamo ciecamente di lui. Ci conosceva benissimo e noi accettavamo i suoi consigli. Ogni scatto una foto diversa”. Piangono Savigni anche il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, gli ex speaker radiofonici Stefano Piccagliani Picca e Daniela Moscatti, il fotografo ed artista Franco Fontana, il giornalista Daniele Soragni. Questo il ricordo di Maurizio Vandelli dell’Equipe 84: “Siamo cresciuti insieme e Carlo è stato il fotografo della Equipe e dei Nomadi. Mi piacevano le sue immagini, funzionavano. In generale, è stato il fotografo di una generazione. Ci vedevano troppo poco ma la nostra amicizia non è mai finita. Sui social ci scrivevamo di continuo, ma dire “Mi manchi” ora per me significa che mi manca davvero: è un grande dolore”.

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