Ermal Meta e Fabrizio Moro, la storia (non scritta) delle mancate vittorie italiane all’Eurovision Song Contest

ermal meta fabrizio moro

Giovedì sera a Lisbona Ermal Meta e Fabrizio Moro, in gara quest’anno per l’Italia all’Eurovision Song Contest, si sono esibiti presentando una versione ridotta di Non mi avete fatto niente, brano vincitore dell’ultima Festival di Sanremo ed inoltre hanno intonato a cappella Volare (Nel blu dipinto di blu) che Domenico Modugno (vincitore del Festival di Sanremo edizione 1958) presentò all’Eurofestival (così si chiamava allora la manifestazione) presentò giungendo però soltanto terzo, nonostante l’immensa popolarità, a livello mondiale, del brano, un’evergreen.   Una maledizione, o più precisamente una volontà politica, vuole l’Italia non vincitrice della manifestazione. Dal 1956, anno di inizio dell’Eurofestival, l’Italia si è affermata soltanto due volte: nel 1964 con Gigliola Cinquetti e nel 1990 con Toto Cutugno.  Due momenti magici per la nostra nazione, due anni successivi al primo boom economico degli anni ’60 e al secondo boom degli anni ’80.  Il compianto Gigi Vesigna, direttore storico di Tv Sorrisi e Canzoni e mio maestro di giornalismo, oltre a riuscire con congruo anticipo ad indovinare il vincitore del Festival di Sanremo (cosa che sono riuscito a fare anche quest’anno fin da gennaio nell’ambito della trasmissione radiofonica Cantando Sanremo) aveva spiegato perchè l’Italia non ci tiene a vincere l’Eurofestival. Semplicemente perchè il Paese il cui cantante si aggiudica la manifestazione l’anno successivo deve organizzare l’Eurofestival e  la Rai non è interessata…  Emblematico il caso dei Jalisse, che gli stessi Fabio ed Alessandra hanno recentemente spiegato nell’ambito della mia trasmissione Stile italiano la storia della canzone italiana raccontata dai suoi protagonisti.  I Jalisse si affermarono al Festival di Sanremo 1997 nel corso di uno dei pochi anni (se non l’unico) nel corso del quale non c’erano pastette, decisioni prese a tavolino dalle case discografiche, il loro brano, Fiumi di parole, vinse perchè era il più bello secondo il decreto del pubblico sovrano. La storia di Sanremo, secondo Vesigna, si divide in due: A.J (ante Jalisse) e P.J. e post Jalisse) fino al 1997 le vittorie erano decise a tavolino fra case discografiche ed addetti ai lavori, poi ci fu l’episodio dei Jalisse (cronaca di una vittoria meritata), dopo i Jalisse arrivarono i talent show….

Tornando all’Eurovision Song Contest il duo dei Jalisse si presentò alla manifestazione nel 1998 con Fiumi di parole, e invece di arrivare primi, come si pensava, arrivarono soltanto quarti… Non solo Vesigna sostenne il siluramento dei Jalisse, ma anche Ettore Andenna, conduttore per l’Italia di quell’edizione, anni dopo parlò di una telefonata di un funzionario della Rai per impedire la vittoria dei Jalisse, poco dopo anche Ettore Andenna scomparve dal video.

Dopo il “caso Jalisse” l’Italia non partecipò all’Eurovision Song Contest per ben tredici anni, tornò infatti in gara nel 2011 con Raphael Gualazzi, ma mai è riuscita dopo il ritorno in gara a vincere la manifestazione. L’anno scorso Francesco Gabbani, preannunciato vincitore da improvvisati esperti musicali della rete, arrivò soltanto sesto.

Ermal Meta e Fabrizio Moro si esibiranno per ultimi, prima del televoto, nella finalissima di sabato 12 maggio a Lisbona. Il duo italiano è dato al quarto posto nella classifica degli esperti di Sisal Matchpoint: i bookmakers hanno quotata la loro vittoria a 12,00, a pari merito con la Lituania. La avorita è la cantante cipriota Eleni Foureira, che si esibirà proprio prima di Ermal e Fabrizio e che con la sua “Fuego” è quotata a 2,10. Seguono al secondo posto l’artista israeliana Netta a 4,00 e al terzo il duo francese Madame Monsieura 10,00. Il 25% degli scommettitori crede nella vittoria di Cipro, mentre il 15% dimostra di volere quella vittoria italiana- Questa sera, o, meglio, questa notte, sapremo se la tradizione storica che vuole l’Italia non vincitrice e i bookmakers hanno ragione o meno.

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