Federico Pizzarotti spiega il “caso Casalino” e il metodo 5 Stelle, l’opinione di Marika Cassimatis e Massimo Emanuelli

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Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, al termine della convention genovese di Italia in Comune ha dichiarato:

“La politica oggi è tifoseria, la politica oggi è se non sei con me sei contro di me e sei il nemico da offendere. All’interno del Movimento 5 Stelle le minacce, la subdola volontà di far fuori chi non è allineato, il complottismo in perfetto stile Casaleggio Associati sono all’ordine del giorno. E ve lo dice un sindaco che ha scelto di essere una persona libera anteponendo sempre la città dove è nato e cresciuto agli interessi di partito.Qualsiasi uomo di senno sceglierebbe la propria libertà e la propria indipendenza ai dettami del padrone. Finché tutto questo rimane all’interno di una logica di partito non fa più di tanto scalpore, ma è il trattamento che da sempre viene riservato a chi non è allineato. Quando però le minacce raggiungono pezzi del nostro Stato, dunque di tutti gli italiani, la faccenda si fa più pericolosa e ingiustificabile. Non è il metodo Casalino, è il metodo 5 Stelle”, è il duro affondo di Pizzarotti, che aggiunge: “Agli uomini di Stato dico: non piegatevi. A chi crede ancora che la politica possa cambiare le cose in meglio dico: lo spirito delle istituzioni non muore sotto i colpi delle minacce, ma vive soprattutto e nonostante quelle. Al di là delle cronache di questi ultimi giorni, il metodo 5 Stelle è un sistema gerarchico. Il metodo 5 Stelle è così. Casalino di fatto entra in scena solamente con le elezioni politiche del 2013, na che nei 5 Stelle se non eri d’accordo venivi tacciato e additato. Se pensate al trattamento soprattutto di tante persone in Emilia Romagna: se non eri d’accordo venivi deriso, tacciato, additato, se pensate al trattamento
Tavolazzi, Favia ed altri già nel 2012 derisi allontanati a favore dei capibastone, se pensiamo alla Liguria, Alice Salvatore è quella che decide cosa si deve decidere, gli altri se non sono d’accordo vengono espulsi, adesso il blog non va più tanto di più tanto di moda e quindi si va in tv sulle testate nazionali e ci pensa Casalino.
Se voi parlate con tanti dei responsabili od ex responsabili delle varie comunicazioni del Movimento vi spiegheranno come Casalino in modo strutturato o gerarchico li comandava a bacchetta dicendo ‘tu ora offendendi questo, tu ora offendi quell’altro’ essendo denigratorio verso questo o verso l’altro e ciò anche in tutte le pagine facebook dei vari Movimenti della Campania, delle Marche, negli altri posti, in un modo veramente organizzato, questo era un metodo non solo di Casalino, ma della Casaleggio. L’impostazione della Casaleggio è che i nemici vanno distrutti, soprattutto dal punto di vista mediatico. Quindi il fatto che Casalino agisca così non mi stupisce affatto. Notavo però una cosa ironica: il blog delle stelle che di fatto è gestito da Casalino difende Casalino, è abbastanza paradossale ma ormai ci si è abituati a tutto, è un po’ come la rana nella pentola.”

Marika Cassimatis dichiara: “chi non ha ancora capito che il M5 Stelle di oggi sono Rocco Casalino e il suo ufficio di comunicazione si merita il peggio che sta capitando all’Italia, anzi ne è complice. Quando finalmente lo capiranno, sarà il momento in cui la strategia fallimentare dell’opposizione vedrà chi è il nemico e penserà a combatterlo (forse sono ottimista…). Oggi il miglior pensiero di opposizione si perde a contestare il biglietto aereo di Di Maio businnes o turistico. Ma chi se ne frega? E’ solo folcklore e arma da distrazione. Più fanno figuracce e ci dimostrano la loro incapacità, più Casalino gode. Sono programmati per per questo. Lasciate Toninelli a giocare sul ponte Morandi tanto nessuno pensa seriamente possa mettere in atto le sue fantasie. Monitorate invece la linea di comando le veline della comunicazione e fate il percorso a ritroso. Che prescindono da Di Maio, da Toninelli o Fico. Loro sono solo i portavoce della comunicazione. Il M5 Stelle del 2009 era un’altra cosa.”

Il Movimento 5 Stelle nacque e si affermò fra il 2009 e il 2013 perchè i partiti che governavano dal 1994 in poi avevano fallito, si condannavano le consulenze, gli incarichi, i doppi mandati e tantissimi altri principi originari venuti a meno. Mi pare che si siano adeguati agli altri negli sprechi, nella demagogia, e hanno in sé una violenza verbale ed un giustizialismo ad orologeria. Che siano peggiori di certa sinistra giustizialista lo dico da tempo, avendoli conosciuti. Non mi stupisco nemmeno io conoscendo il “metodo 5 Stelle” della macchina del fango contro chi dissente o è autonomo e veramente indipendente. Sul “caso Casalino” posso discutere sui guadagni (i 5 Stelle non dovevano ridurre gli sprechi, le consulenze e le spese inutili?) ma in merito al linguaggio colorito non me la sento di infierire contro Casalino. Vito Crimi ha infatti dichiarato: “Casalino ha detto quello che pensiamo tutti”. Rocco Casalino si presentò ad una riunione di attivisti milanesi in quel di Trezzno sul Naviglio nell’ottobre 2012 (e non del 2013 come sostiene Pizzarotti) riunione alla quale ero presente anch’io. Casalino si presentò alla platea di attivisti come ingegnere e disse di essere disponibile per la causa pentastellata. Molti attivisti lo riconobbero e lo contestarono subito dimostrando di essere prevenuti. Casalno volle candidarsi alle eleziioni regionali lombarde del 2013 poi rinunciò alla candidatura. La polemica continuò in occasione della prima riunione del consiglio regionale lombardo del 2013, gli attivisti contestavano il fatto che, a parer loro, Casalino fosse all’interno del consiglio regionale in qualità di addetto stampa, invece Casalino era con Grillo, Crimi e Bersani a Palazzo Chigi. Rocco Casalino, discutibile per il compenso, ha comunque una professionalità, a differenza di altri che lo contestano e di altre persone che ricoprono posti di potere (meno importanti di quello di Casalino) che non dovrebbero ricoprire causa la loro incompetenza e i danni che fanno. Il problema non è Rocco Casalino, ma il sistema 5 Stelle. Tutti gli ingenui che li hanno votati spero se ne accorgano presto, stanno creando un sistema peggiore di quello che volevano distruggere.

Della doppiezza, falsità e violenza se ne stanno accorgendo un gruppo di precari della scuola. Dopo avergli dato il voto con un voltafaccia incredibile i pentastellati non mantengono le promesse elettorali e cancellano dalla rete (sempre questa rete) tutti i video e i post inerenti i loro impegni verso i precari della scuola. Di questo (e del metodo 5 Stelle) parleremo mercoledì 26 settembre alle ore 13 su Radio Blu Italia con Marika Cassimatis ed Eleonora Melidoni, docente e rappresentate dei precari di terza fascia.

Vi aspettiamo mercoledì 26 settembre alle ore 13 su Radio Blu Italia

Per ascoltarci cliccate
http://www.radiobluitalia.net/

La puntata sarà replicata su
Radio Free (giorno ed ora da definire)
Radio Italia Stoccarda Musica Italiana (giovedì 27 settembre ore 18)
Radio Hemingway (sabato 29 settembre ore 22)

 

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