Pensioni (anche per i docenti), reddito di cittadinanza e flat tax, l’ignoranza di alcuni elettori e Vujadin Boškov

Sabato 29 settembre abbiamo replicato la puntata della  trasmissione radiofonica L’angolo della scuola con la prof.ssa Eleonora Melidoni su Radio Hemingway. Conducono Marika Cassimatis e Massimo Emanuelli.

Mercoledì 3 ottobre alle ore 13 su Radio Blu Italia ospite della trasmissione sarà Francesca Lemma (Comitato dei Lavoratori Precoci e consigliere di circoscrizione in quel di Torino del M5 Stelle) parleremo di scuola ma anche della quota 41.

In merito al “contratto di governo” ecco le parole di colui che è, a parer mio, il miglior giornalista italiano: Enrico Mentana. Mentana credo lo abbia dichiarato, è giornalista televisivo e scrive anche benissimo, da grande professionista che è sa benissimo che giornalismo televisivo, giornalismo radiofonico e giornalismo della carta stampata sono cose diverse. Ad ogni modo Mentana è un professionista a differenza di altri sedicenti esperti di comunicazione che non hanno idea di cosa significhi fare radio.  Ecco la dichiarazione di Mentana: “Non mi impressione la disputa, che sarà lunghissima, tra chi inneggia alla manovra del popolo, alla fine della povertà, e chi dall’altra parte avverte che questo governo ci sta portando col Def e la manovra sull’orlo del precipizio. Non mi preoccupa quello che si dirà a Bruxelles, quello che diranno le agenzie di rating, quello che commenteranno i professori messi in campo da una parte dall’altra. Sapevamo da quando è stato formato questo governo e dal contratto che ne è la base che ci sarebbero state precisamente queste misure, e non ha nessun senso stupirci a rate, perché era tutto nei programmi elettorali. Tante persone, milioni, si gioveranno dei provvedimenti preannunciati. Ma una cosa bisogna dirla: tra abolizione della Fornero, reddito e pensione di cittadinanza io non vedo nessuna misura che favorisca nuovo lavoro e soprattutto che favorisca quello che per me il punto decisivo: l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, meccanismi che permettano alle nuove generazioni di entrare realmente nel circuito occupazionale che oggi è per loro quasi sempre sbarrato. Non solo ma la riforma delle pensioni e porterà un ulteriore peso che graverà sulle nuove generazioni in prospettiva squilli libererà dalla parte dei meno giovani la bilancia sociale. Questa al di là delle bandiere sventolate o dei rodimenti è la questione che mi preoccupa – non i derby tra Roma e Bruxelles, tra M5s e Pd – e quel che viene preannunciato col Def e con la manovra non mi rassicura di certo”. 

Questo l’autorevolissimo parere di Enrico Mentana che posso non condividere ma che rispetto a differenza di tante persone ignoranti (nel senso di ignorare) in fatto di normative ed economia (io capisco ben poco di economia).

Da parte nostra (non siamo nessuno, soltanto piccole, ma grandi emittenti, e modesti giornalisti e docenti) stiamo organizzando la prossima puntata della nostra trasmissione radiofonica con un rappresentante del comitato lavoratori precoci e dei lavoratori che si aspettano quota 100. Non sono un giurista, però conosco un pochino la normativa scolastica. Ho segnalato io a diversi politici che fare quota 41,5 (e non 41) per i docenti significherebbe 42 visto che l’anno scolastico inizia a settembre. Io sto seguendo superamento Fornero (ma non era abolizione?). Reddito di cittadinanza e flat tax le sta seguendo per la radio un collega della carta stampata che intervisterò, io non me ne intendo. Intervisterò il collega esperto in quanto sia reddito di cittadinanza che flat tax riguardano giovani e imprese (e quindi indirettamente la scuola). Mi sia consentita una precisazione (e mi scuso in anticipo se qualcuno si risentirà).   Stavolta non me la prendo coi politici ma con alcuni elettori (peggio dei politici). Sia le pensioni che il reddito di cittadinanza che la flat tax (queste ultime seguite da due colleghi) sono sulla bozza del Def che sto leggendo. Intanto la parola bozza già è chiara, è bozza non definitiva. Poi ci credo ci voglia l’ok U.E. (ma qui abbiamo un precedente: se non ricordo male il governo Renzi sforò bilancio e U.E. diede ok). Poi le varie leggi devono essere votate a maggioranza dalla Camera e dal Senato. Quindi firmate dal Presidente della Repubblica, infine pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Dopo 15 giorni dalla pubblicazione sulla G.U. una legge è valida. Questo lo sanno anche i miei studenti di seconda superiore. Il grande allenatore Vujadin Boškov diceva: “partita finisce quando arbitro fischia” parafrasando Boskow io dico “legge entra in vigore 15 giorni dopo pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale”.

Mercoledì 3 ottobre alle ore 13 andrà in onda su Radio Blu Italia una nuova puntata de L’angolo della scuola, questa volta affronteremo il problema delle pensioni: superamento della legge Fornero? (ma non era abolizione?) esamineremo la bozza del Def.
Con l’amichevole partecipazione di Gianfranco Guarnieri che imiterà Beppe Grillo, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, Matteo Salvini interverrà e non sarà Guarnieri ad imitarlo, manderemo in onda due vecchie interviste concesse a Roberto Poletti (sull’abolizione della legge Fornero) e a Massimo Emanuelli (sulla scuola e sulla libertà delle radio e delle tv locali, liberà che qualcuno, non certo Salvini, vuole cancellare).
Per il problema delle pensioni (quota 100 e quota 41) vi aspettiamo mercoledì 3 ottobre alle ore 13 su Radio Blu Italia. Per seguirci cliccate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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