Come i demagoghi Salvini e Di Maio hanno preso in giro coloro che si aspettavano l’abolizione della legge Fornero, la beffa più atroce ai lavoratori preoci: chi doveva rappresentarli rappresenta il Movimento 5 Stelle (avendo cariche elettive)

matteo salvini lavoratori precoci“Quando andrò al governo se non abolirò immediatamente la riforma Fornero chiunque è autorizzato a darmi bel buffone” così Matteo Salvini nel corso di un’intervista concessa a Roberto Poletti.  Allora Matteo Salvini era all’opposizione, poi si sarebbe alleato con Berlusconi, ma dopo il voto pronta l’alleanza con il Movimento 5 Stelle, soltanto tre persone in Italia lo avevano intuito. Salvini si è preso gioco degli italiani, dei suoi elettori, degli elettori di centro destra, ha dato vita ad un “governo Frankestein”

Anche per quanto riguarda i pensionamenti (non solo della scuola) grandissima preso in giro da parte di Matteo Salvini e Luigi Di Maio ai lavoratori che si aspettavano l’abolizione in toto della legge Fornero. Nel corso di due puntate abbiamo ospitate due rappresentanti del comitato lavoratori precoci 41 per tutti (Luciano Cecchin e Francesca Lemma) scoprendo cose atroci. Intanto la quota 41 per i precoci promessa in campagna elettorale non si farà (ammissione dello stesso Salvini) e i lavoratori precoci sono stati fregati. Avendo già fra i 39 e i 41 anni di contributi andranno in pensione con la tanto odiata riforma Fornero e, in alcuni casi, Salvini e Di Maio peggiorano la legge Fornero visto che i precoci dovranno aspettare il compimento dei 62 anni (quindi andranno in pensione dopo 45/47 anni di lavoro)…. Anche per quota 100 (nonostante gli slogan) fregature, da quota 100 senza se e senza ma, a quota 100 se si sono compiuti 62 anni ma bisogna avere 38 anni di contributi, inoltre per intoppi burocratici dell’Inps si potrà percepire la pensione dopo un anno, il governo del cambiamento ha poi posto ulteriori finestre e così quota 41 diventerà quota 104. Francesca Lemma, rappresentante del Comitato Lavoratori uniti 41 per tutti è anche consigliera a Torino per il Movimento 5 Stelle (sua ammissione) si dichiara convinta che “i ragazzi lavoreranno benissimo”, chi doveva rappresentare gli interessi dei lavoratori rappresenta invece i 5 Stelle, la Lemma infatti potrebbe anche vivere con quanto guadagna con i 5 Stelle e dimettersi prima dal lavoro. Luciano Cecchin, molto più prudente della Lemma, espertissimo di pensioni. ma totalmente ignorante quando (con la tipica mentalità pentastellata) sconfinava in altri settori (esempio scuola, media ecc.) rimediava figuracce. Inoltre si risentiva e si spaventava quando annunciava che Luigi Di Maio avrebbe ricevuto lui ed altri esponenti del comitato, il conduttore diceva che l’incontro sarebbe slittato perchè Di Maio e alvini erano impegnati in quei giorni per la Rai (spartizione del potere e lottizzazione), naturalmente l’incontro è tato spostato proprio a causa della Rai, la priorità del “governo del cambiamento” infatti non sono i lavoratori come vogliono fare credere…. L’incontro tenutosi poi in data 22 ottobre evidentemente si è concluso con un nulla di fatto visto che quota 41 non è passata e che Cecchin da quel giorno non scrive più nulla. Durante le due settimane degli scoop sono arrivate minacce, tentativi di censura ed altro da parte di attivisti pentastellati per avere rilevato i retroscena via radio (ma non è la prima volta che i 5 Stelle, ai quali era dato spazio con loro rappresentanti oggi nazionali quando tutti li ignoravano) cercano di porre censure e bavagli. Ad ogni modo molti lavoratori precoci si sono accorti come Matteo Salvini (i cui ultrà almeno non minacciano in rete e non pongono censure) e Luigi Di Maio abbiano preso in giro i lavoratori stessi e di come (definizione di un precoce che per sua ammissione ha votato Lega e non rifarà) il comitato lavoratori sia una succursale del Movimento 5 Stelle.

Da quota 41 senza se e senza ma (che non si farà come ha detto Matteo Salvini) e quota 100 senza se e senza ma, alla sola quota 100 ma bisogna avere compiuto almeno 62 anni se poi si hanno almeno 38 anni di contributi. Quindi sono stati posti paletti rispetto alla quota 100 secca promessa in campagna elettorale. Indignati alcuni precoci che hanno già raggiunto 39/41 anni di contributi: si preferisce lasciarli al lavoro mandando in pensione colore che hanno 38 anni di contributi… Ma i precoci si consolino, intanto (ammissione dello stesso Luciano Cecchin) dalla data di raggiungimento della pensione (con qualsiasi legge) passano poi almeno sei mesi dal pagamento per intoppi burocratici, inoltre lo stesso “governo del cambiamento” ha posto finestre ed ulteriori paletti, anche se sia Salvini che Di Maio continuano spudoratamente a sostenere che quota 100 si farà, anzi è già in porto…  Come ha detto ironizzando (ma dicendo la verità) il comico Maurizio Crozza, quota 100 diventerà quota 108.

 

MATTEO SALVINI DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE SI PRESENTAVA ALLE MANIFESTAZIONI DEI LAVORATORI CHE SPERAVANO NELL’ABOLIZIONE DELLA LEGGE FORNERO CHE LUI PROMETTEVA, ORA QUANTI DI QUESTI LAVORATORI VOTERANNO ANCORA SALVINI? TANTI.

Un plauso a Matteo Salvini e a Luigi Di Maio la mancata realizzazione dell’abolizione della riforma Fornero ora sarà attribuita all’Europa, ai mercati, ai giornalisti, alle opposizioni e il duo chiederà nuovamente il voto per le europee promettendo ancora il superamento della legge Fornero e i lavoratori li voteranno ancora perché si fidano di loro, o perché “non voterete il Pd?” (dimenticando che esiste anche l’astensione dal voto).

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