Movimento 5 Stelle cade anche l’ultimo principio: via al vincolo dei due mandati

Davide Casaleggio, il monarca dei 5 Stelle, si in Italia esiste ancora la monarchia dove un partito trasmette la leadership di padre in figlio, poco fa a Catania ha evocato il superamento dell’ultimo dei dogmi pentastellati: “Ne stiamo discutendo. Quello dei due mandati è sicuramente un tema di cui si sta parlando, come su altri molti temi, da diversi mesi con l’area di ascolto. Noi continuiamo a verificare se le nostre regole siano attuali e questa è un cosa che continueremo a fare sempre».

E così cadrà l’ultimo caposaldo del Movimento del 2009?  Sono caduti altri tabù: “dal non appariremo mai in tv” al presenzialismo costante in tv, da licenzieremo Vespa e Fabio Fazio alle loro continue ospitate nei loro salotti. Dal “cacceremo chiunque è inquisito” alla strenua difesa di Virginia Raggi (inquisita per diverse inchieste), di Chiara Appendino (inquisita per abuso d’ufficio, per consulenze date ad alcuni collaboratori e per la tragedia di piazza San Carlo), Filippo Nogarin (indagato per omicidio plurimo colposo). Dal “non candideremo mai nessun giornalista, imprenditore o iscritto ad altri partiti” al candidare chiunque persino ex berlusconiani, piddini (mancano solo ex leghisti ma non è possibile visto che sono loro alleati e visto che ai leghisti conviene stare con la Lega…).  Dal “fuori i partiti dalla Rai” alla lottizzazione selvaggia pentastellata da fare invidia alla Prima Repubblica. Dall’abolire le “spese inutili” alle megaconsulenze date dai vari ministri pentastellati (il solo Di Maio ha speso in consulenze in un anno più di quanto spese Matteo Renzi in due anni e mezzo). Rimane il giustizialismo usato nei confronti degli avversari politici, trasformato in garantismo allorquando si tratta di inquisiti pentastellati. Dal “non faremo mai alleanze con i partiti” all’alleanza con la Lega di Matteo Salvini, salvo poi tentare un’alleanza con il pd renziano, per poi tornare con la Lega. Dal “a Palazzo Chigi mai nessun uomo non eletto dal popolo” alla nomina di Conte… L’avvento al governo dei grillini è stato un avvenimento storico che, come anticipato fin dal marzo 2018 avrebbe segnato la nascita della terza Repubblica, dopo la tanto vituperata, ma gloriosa, prima Repubblica e dopo il fallimento della seconda. Historia magistra vitae, allora mi tornò alla mente  un aneddoto che mi raccontò il compianto Sindaco di Milano Aldo Aniasi. Parlando degli anni ’50 allorquando i socialisti entrarono al governo dopo anni di opposizione. Correva l’anno 1962 il partito di Pietro Nenni entrò nella “stanza dei bottoni” non direttamente ma con il centro sinistra organico (governo Fanfani appoggiato dai socialisti). Mancando ai pentastellati la maggioranza probabilmente vi sarà una simile soluzione. Aldo Aniasi rievocando quell’evento mi disse: “Ero giovane, quando venne data la notizia tutti i compagni si abbracciavano, esultavano. Solo Fernando Santi, un vecchio socialista piangeva. Il giornalista gli domandò: ma perchè piangi? Entrate al governo. Santi rispose: io questi li conosco bene, sono affamati, ora si siederanno a tavola, si ingozzeranno e non si alzeranno più dalla tavola”

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