Olimpiadi 2026: sarà Milano o Stoccolma? Si decide oggi a Losanna. 24 giugno 1979 – 24 giugno 2019 quarant’anni fa, o giù di li

craxi milano 1985Il 24 giugno 1979 il milanese Bettino Craxi riceveva dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini l’incarico di formare un governo. Il tentativo di Craxi fallì, riuscirà quattro anni dopo, Craxi sarà il primo milanese (il secondo sarà anni dopo Silvio Berlusconi) a diventare Presidente del Consiglio. Il 1979 getta le basi di quelli che saranno gli anni ’80: l’Italia supererà l’Inghilterra e diventerà la quinta potenza mondiale.  Arriveranno gli anni della “Milano da bere”, del secondo boom economico, del made in Italy (non solo moda, pubblicità e televisione commerciale), nel 1985 al Castello Sforzesco di Milano con Craxi saranno presenti i grandi della terra.  Era già preventivato da tempo: il 24 giugno 2019 si sarebbero rievocati questi fatti con una serata revival.

milano cortina 2026Per uno strano scherzo del destino oggi, 24 giugno 2019, a Losanna il sindaco di Milano Beppe Sala e il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, arrivati da giorni nella città svizzera, dopo due anni di lavoro, sapranno se Milano (con Cortina) sarà la sede delle Olimpiadi invernali 2026, in alternativa a Stoccolma. Se da un lato i bookmaker inglesi danno Milano-Cortina favorita su Stoccolma-Aare, dall’altro è difficile prevedere tutte le variabili che condizionano la sessione del Cio, una sorta di conclave papale dello sport internazionale. La Svezia può contare sui voti del Nord Europa e dell’Oceania (sette sono le candidature svedesi andate a vuoto) sembrerebbe che la candidatura della città svedese non abbia tutte le caratteristiche richieste.

Presenti a Losanna il sindaco di Milano Beppe Sala, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia (assente il ministro Salvini, stamattina è arrivato il premier Conte), il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un videomessaggio.

milano cortina 2026 sala zaia fontana

Corsi e ricorsi storici, seppur con grandissime differenze. Non abbiamo un premier milanese (ma un vice premier, premier effettivo si), abbiamo un sindaco milanese Beppe Sala (allora il sindaco era Paolo Pillitteri), l’Italia è alla prese con una crisi economica senza precedenti nella storia, ma Milano resta un’isola felice ed è tornata ad essere non solo la capitale morale d’Italia ma anche una delle più importanti città d’Europa, battendo di gran lunga Roma (dove i disastri di Virginia Raggi sono innumerevoli, quella Roma che ha rifiutato le Olimpiadi). Il rilancio di Milano è stato con Expo grande evento internazionale, voluto dal sindaco Letizia Moratti ma gestito poi da Beppe Sala.  L’ex commissario di Expo, sindaco dal 2016, ha grandi progetti anche se ha fallito quello di portare Ema (Agenzia Europea del Farmaco) nel capoluogo ambrosiano, sia per l’incompetenza di una persona che, strapagata, doveva tenere le pubbliche relazioni con alcuni Paesi della U.E., sia perché dopo una votazione paritaria si è arrivati ad un sorteggio con una monetina, ha avuto la meglio Amsterdam che, a quanto pare, non ha i requisiti ideali. Sala memore di quell’esperienza (che sfortuna uscire per un sorteggio) ha dichiarato. “incrociamo le dita, comunque è sempre meglio lottare per un evento che rinunciarvi in partenza”.
Oggi a Losanna 82 delegati voteranno alle 16 a porte chiuse, e alle 18 il presidente del Cio, Thomas Bach, aprirà la busta annunciando la vincitrice. A Milano sarà possibile vederlo in diretta su un maxi schermo organizzato in piazza Gae Aulenti, Porta Nuova. La delegazione italiana è guidata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, impegnato per assicurarsi i 42 voti necessari al successo. Un lavoro di contatti e scambio di informazioni intenso anche alla vigilia.

 

Poco prima dell’inizio della manifestazione rievocativa del 1979 seguiremo i destini di Milano 2026.

Lunedì 24 giugno alle ore 18,30 in Corso Porta Vigentina 19 (ingresso libero).

ivan cattaneo massimo emanuelli stefano pillitteriNel 1979 l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini incaricò Bettino Craxi di dare vita ad un governo. Era la prima volta dopo 33 anni (quando premier fu l’azionista Ferruccio Parri) che l’incarico veniva conferito a un non democristiano. La prima volta in assoluto ad un socialista. Bettino Craxi non riuscì a costituire il governo, ma tale esperimento sarà precursore degli anni ’80 segnati dai governi socialisti. Anche Ivan Cattaneo inizia la sua attività artistica negli anni ’70 ed esploderà poi negli anni ’80. Stefano Rolando negli anni ’70 era assistente dell’allora Presidente della Rai Paolo Grassi, negli anni ’80 sarà poi assistente di un altro Presidente della Rai, Sergio Zavoli. Paolo Pillitteri negli anni ’70 era assessore alla cultura del Comune di Milano, diventerà sindaco di Milano negli anni ’80. Stefano Pillitteri era allora uno studente, appassionato di musica e politica, Massimo Emanuelli era uno studente, già ai microfoni di Radio Ambrosiana. Io mi occupavo di musica e di scuola, cosa che faccio ancora oggi, poi arrivò qualcuno che mi insegnò ad intervistare i politici. Giovanissimo assistevo ad alcuni eventi, di musica e di spettacolo, come speaker, ignaro di diventarne molti anni dopo, un po’ lo storico. Gli anni ’80, quelli della Milano riformista, prima demonizzati, poi rimpianti, musicalmente e politicamente, poi dipende dai punti di vista, noi li abbiamo vissuti.

Lunedì 24 giugno ore 18,30 Corso di Porta Vigentina 19

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...