Attilio Spiller

Attilio Spiller nacque a Garbagnate Milanese nel 1914 da genitori mantovani, fu il fondatore nell’immediato dopoguerra del giornale radiofonico regionale il Gazzettino Lombardo, poi Gazzettino Padano, il primo notiziario regionale la cui struttura servì poi di base per tutte le trasmissioni locali che seguirono e anche per Radiosera.

Spiller scrisse anche, con Attilio Carosso, i testi degli sketch radiofonici e teatrali di Liliana Feldmann, Febo Conti, Evelina Sironi, Franco Parenti, i più famosi programmi radiofonici da lui ideati furono Sette giorni a Milano, Ciciarem on cicinin, Quater pass in Galleria. Lasciato il Gazzettino Padano Spiller nel 1952 assunse la direzione della nascente tv sperimentale italiana, fu lui a fare della sede milanese di Corso Sempione (e del nascente studio della Fiera Rai di Milano) il fulcro della tv sperimentale, Spiller identificò in Elda Lanza, che allora teneva una rubrica di arredamento su Grazia (direttore Renato Olivieri, poi famoso giallista) la prima presentatrice della televisione italiana. Spiller, che leggeva di tutto, anche le riviste femminili, era in cerca di idee. Trovando interessante un articolo della Lanza, Spiller telefonò ad Olivieri chiedendo: Chi è l’architetto che scrive quei begli articolini di arredamento? E lui: Lanza». Spiller invitò Elda in Corso Sempione 27 alla sede della Rai. “Mi serve qualcuno che scriva i testi per una presentatrice bellissima che stiamo cercando” e pensò ad Elda Lanza, poi fu il regista Franco Enriquez che assisteva al colloquio, a convincere Spiller che la Lanza era perfetta anche come presentatrice. Dal 1952 al 1954 non passò giorno durante il quale la tv sperimentale diretta da Spiller non proponesse sul piccolo schermo (ancora privilegio di pochi) film, commedie, rubriche, concerti, commedie, il telegiornale. Anche con il via ufficiale della trasmissioni (il 3 gennaio 1954) Spiller continuò a lavorare per la Rai nella veste di produttore, ad esempio del programma Attenti al fiasco per la regia di Mario Landi e per altri spettacoli di varietà, fu lui sempre a produrre La virtù di Cecchina, sceneggiatura di una novella di Matilde Serao adattamento di Silverio Blasi, la commedia I rusteghi di Carlo Goldoni per la regia di Daniele con Paola Borboni, Daniele D’Anza, Carla Dal Poggio, fece quindi lavorare in tv Dino Falconi ed altri noti attori teatrali. Fecondo scrittore, Spiller scirsse anche per il teatro (ricordiamo la rivista Così per ridere in in scena al Teatro Lirico con Tonini Nava, Maria Monti, Alvisi, per la compagnia di Rita Cadillac e della rivista Lascia o raddoppia per la quale ebbe una vertenza legale con la campionessa Paola Bolognani per la satira, e, ancora, La gioia di papà commedia teatrale scritta con Redaelli, e, con Attilio Carosso, Quater pass in Galleria, spettacolo teatrale interpretato da Evelina Sironi)- Negli anni ’60 Spiller tornò alla radio come autore, con Silvio Menicanti, del radioquiz Ferma la musica condotta da Mike Bongiorno, funzionario Maurizio Seymandi, regia di Pino Giglioli, orchestra diretta da Gorni Kramer, in onda dagli studi della Fiera della Rai di Milano. Nel 1969 scrisse con Silvio Menicanti il libro Guida ai detti milanesi. Loro origine e significati, un libro nostalgico per un dialetto che scompare trascinando seco, nel nulla, un carico prezioso di umanità. Repertori simili non son nuovi; questo si raccomanda, il libro è nato da una rubtica radiofonica che ha interessato migliaia di ascoltatori pronti a dire la loro sui vari “ballabiott”, “locch” e “sifolott”. Considerato uno dei massimi esperti della storia e della cronaca della Lombardia, nel 1971 moderò un dibattito al Circolo della Stampa di Milano, fra i relatori il vice presidente della Rai Italo De Feo, erano da poco nate le Regioni e Spiller, affrontando il problema dell’obiettività dell’informazione lanciò l’idea di dare vita ad una rete regionale televisiva e ad una quarta rete radiofonica regionali. La terza rete televisva regionale vide la luce nel 1979, ma durò pochi anni, poi si trasformò in Telekabul (secondo la definizione di Giuliano Ferrara), ma questa è un’altra storia che quando qualcuno la scriverà ci sarà da ridere… Attilio Spiller morì a Milano il 17 febbraio 1993.

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