Paolo Jannacci approda a Sanremo 2020

Come ogni anno dal 4 febbraio al 9 febbraio come di consueto proporremo la trasmissione radiofonica Cantando Sanremo, interviste ai cantanti in gara, le pagelle del look, interventi di cantanti che hanno partecipato al Festival nelle passate edizioni. Con Massimo Emanuelli, Cesare Borrometi, Fabio Rosati, Marco Fiore dei Reclame (band romana in gara a Sanremo Giovani) nel ruolo di opinionista, Paolo Lunghi (giornalista, veterano dell’etere toscano, inviato al Festival), lo stilista Riccardo Rizieri ed altri. Pronostici sul vincitore, Sanremo come la politica italiana: vinca il peggiore… Anche quest’anno “cavallo pazzo” farà le sue irruzioni in trasmissione, “il Festival è truccato, lo vince Michele Zarrillo”, ma prima bisogna ascoltare le canzoni, il Festival è il festival della canzone italiana, non dello spettacolo, della major o del personaggio televisivo, e comunque non vince Zarrillo, ma qualcuno dei talent…
Cantando Sanremo andrà in onda dal 4 febbraio al 9 febbraio (dopofestival) ogni giorno alle 18 su Radio Regione 100, Radio Free, Radio Blu Italia, Radio Hemingway, Radio Italia Stoccarda Musica Italiana, Radio Casalpalocco.

Trasmissione radiofonica Cantando Sanremo il programma

 

CHI E’ PAOLO JANNACCI

di Cesare Borrometi

 

paolo jannacciPaolo Maria Jannacci viene al mondo a Milano il 5 settembre del 1972. Papà Enzo e Mamma Giuliana (Pupa), sposati da quasi cinque anni, hanno atteso il momento più giusto per generarlo, cioè la fine dei corsi di specializzazione chirurgica seguiti in Sudafrica, presso la clinica del Professor Christiaan Barnard, dallo stesso “cantadottore”, come gli addetti ai lavori già lo chiamano da anni.
In casa di un polistrumentista come Enzo Jannacci, è d’obbligo che il piccolo Paolo s’incuriosisca e incominci dapprima a giocare con ciò che è più maneggevole, ossia la chitarra o i tasti del pianoforte. A sette anni lo si vede in un ovale in bianco e nero, assieme a mamma e babbo, nella copertina fotografica del 33 giri di quest’ultimo dal titolo “Foto ricordo”. Già a dieci anni si incaponisce nel voler imparare a suonare il basso, tanto che il papà, ospite sulla Rete Uno della RAI-TV nella primavera del 1983 in occasione di una puntata del gioco psicologico “Test”, condotto da Emilio Fede, ne fa a propria volta una specie di “tormentone”. Crescendo, però, Paolo decide di seguire il padre nella scelta dello strumento principale, il pianoforte, e lo studia seriamente anche con lui. Col tempo diventa compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra (lo seguono l’amico di famiglia Paolo Tomelleri, sassofonista, e il Maestro Ilario Nicotra), ma soprattutto raffinato e puro fisarmonicista. Già a ventidue anni collabora con Papà Enzo e lo dirige anche, a Sanremo, nel 1998 (“Quando un musicista ride”). Suona poi per Dario Fo, Chico Buarque De Hollanda, Paolo Conte, Ornella Vanoni, Claudio Bisio (che addirittura nel 2009 lo vorrà come direttore musicale dello “Zelig” televisivo). Compone musiche di sottofondo per spettacoli teatrali, film di successo e spot pubblicitari e incide una serie di dischi di musica strumentale, il più interessante dei quali s’intitola “My Tangos”, in cui praticamente esprime il meglio suonando la fisarmonica. Con tutto ciò, sull’esempio paterno, trova anche il tempo di laurearsi, ma in Filosofia.
Diventa insegnante di musica d’insieme al Centro Professione Musica di Milano e si cimenta anche con la scrittura: a fine 2011, cioè un anno e mezzo prima che il padre vada avanti, dedica infatti a quest’ultimo un divertente libro biografico, “Aspettando al semaforo”, pubblicato per i tipi di Mondadori. MortoEnzo Jannacci il 29 marzo del 2013, Paolo ne recupera alcuni inediti, pubblicati postumi in un CD il cui ascolto suscita grande commozione nei più, e soprattutto ne porta avanti il ricordo con il progetto “In concerto con Enzo”; indi prosegue la propria attività di musicista finchè, nell’autunno del 2019, non decide di debuttare come cantante (e il suo album d’esordio “vocale” s’intitola semplicemente “Canterò”, contenente anche una versione personale di uno dei brani più struggenti scritti e lanciati dal papà, “E allora… concerto !” del 1981). Ora eccolo a Sanremo: lo aspettiamo con curiosità e interesse.

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