Il centro destra pare abbia trovato il suo candidato per Milano 2021, il sindaco Sala (se deciderà di ricandidarsi) avrà una bella gatta da pelare, alcune sue dichiarazioni in merito al covid potrebbero costargli la rielezione, già a marzo ha rilasciato una dichiarazione avventata, salvo poi chiedere scusa e ritrarre

Rumors giornalistici (in primis Dagospia e Il Messaggero) indicano in Silvio Berlusconi il candidato a sindaco di Milano per il 2021. “Dalla presidenza del Milan è passato a quella del Monza. Da Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi passerà a Palazzo Marino? La pazza idea che gira nel centrodestra è di candidare il Cavaliere a sindaco di Milano. Ovviamente lui ne è lusingato, e naturalmente quando girano cose così – quelle che davvero lo fanno contento, perché per lui Milano, la sua città, «è una seconda madre» – è proprio Zio Silvio che ama farle circolare. “

Milano è sempre stata città berlusconiana, e, nella prima Repubblica, non è mai stata comunista, ma socialista. La vittoria del centro destra dal 1993 al 2011 fu dovuta alla criminalizzazione da parte della sinistra dell’elettorato socialista, dagli estremismi della sinistra post comunista che Milano non ha mai gradito in tutta la sua storia, dalla scelta di candidati sbagliati da parte della sinistra ,tutti candidati anonimi e poi tornati nell’anonimato senza nemmeno fare opposizione in consiglio comunale La situazione si capovolse nel 2011 con la vittoria di Giuliano Pisapia, sia per la scelta del candidato (non giustizialista, non appartenente alla storia del Pd), sia per gli errori della signora Moratti. Milano borghese, moderata e riformista non poteva più tollerare gli errori e gli sperperi della signora Moratti e si è astenuta dal voto o per ripicca ha votato Pisapia. Nel 2016 Beppe Sala vinse sia perchè non aveva nulla a che vedere con la storia del Pd, sia per l’effetto Expo, sia per alcuni errori di Stefano Parisi (ricordiamo che Sala vinse per soli 3000 voti). Il sindaco Sala ha gestito bene l’ordinaria amministrazione fino al periodo pre Covid, questo glielo riconoscono gli elettori non di sinistra obiettivi (a Milano c’è sempre stato il vizio di essere obiettivi, di non essere tifosi di partiti o movimenti politici, a parte i soliti ultrà che nel capoluogo meneghino sono minoritari). Milano nella sua storia ha sempre scelto se non il meglio il meno peggio, la città ha sempre funzionato indipendentemente da chi l’ha governata, sosteneva Indro Montanelli. Sala ha disatteso alcuni punti del programma elettorale, ma a sua difesa va però detto che un sindaco per attuare completamente il programma elettorale ha bisogno di due mandati, e ad ogni modo, la grandezza di un sindaco, ce lo dimostrano tutti i predecessori, da Antonio Greppi in poi, sta nel pensare al mandato successivo o ai suoi successori.

Il Covid però ha cambiato la situazione di Milano (e dell’Italia), la città che era tornata dopo anni difficili, ad essere la capitale morale d’Italia, La città è in difficoltà, aumentano ogni giorno infetti, morti. Sosteneva un ex sindaco di Milano che la cosa più difficile in Italia è proprio fare il sindaco di Milano. La città ora deve trovare (non sarà facile) un sistema per sopravvivere per continuare ad essere il volano, ma con il Covid sarà difficilissimo. Già a marzo Sala commise il madornale errore di fare una dichiarazione avventata sul Covid, anche se poi chiese scusa. Dichiarazione sia chiaro fatta anche da esponenti del centro destra, ma Sala era ed è il sindaco di Milano, una Milano che non perdona. In queste ultime ora sempre in merito al Covid Sala ha fatto un’altra dichiarazione avventata che potrebbe costargli diversi punti percentuali. Comunque il primo cittadino non ha mai dichiarato se intende ricandidarsi o meno, e ha dichiarato di volersi concentrare sui problemi imminenti della città, anche se persone a lui vicine sostengono che non intende ricandidarsi. Che sia una tattica per aspettare di sapere il nome del suo avversario e decidere? Sala in effetti, comunque la si pensi, si considera un vincente, non rischierebbe mai di ricandidarsi senza avere grosse probabilità (la certezza in politica non c’è mai) di vittoria.

Comunque come scrive Dagospia:”che spasso sarebbe vedere il derby meneghino Sala-Berlusconi! Non è detto che un pezzo di sinistra non trinariciuta non sceglierebbe sotto sotto – se non altro per dargli l’ onore delle armi dopo tanti decenni di battaglia – il vecchio patriarca di via Rovani. Per altri, Silvio sindaco equivarrebbe al Ritorno del Caimano. Ma per tutti l’ eventuale campagna elettorale da 84enne sarebbe lo spettacolo imperdibile

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