E’ morto l’ex deputato e dirigente del Partito Socialista Italiano Giusi La Ganga

E’ morto a Torino all’età di 72 anni Giusi La Ganga ex deputato e dirigente del Partito Socialista Italiano. Studente del liceo d’Azeglio, laureato in Scienze politiche, assistente universitario dell’ex ministro Franco Reviglio, dopo la laurea La Ganga aveva aderito al Psi nel 1965,  ma la sua ascesa  comincia nel decennio successivo quando alla segreteria del partito del garofano arriva Bettino Craxi: un rapporto nato dalla comune appartenenza alla corrente autonomista. Nel 1979 la prima elezione alla Camera dei deputati dove resterà per quattro legislature. Nel frattempo, come responsabile degli enti locali, è l’uomo del Psi che decide, prima delle riforma dell’elezione diretta dei sindaci, sulla nascita o sulle dimissioni di numerose giunte comunali in tutta Italia, a partire da quelle torinesi, in particolare quella del liberale Valerio Zanone. Coinvolto in una vicenda giudiziaria condannato a una pena di un anno e otto mesi e ad una multa di 500 milioni di lire , scontata la pena si impegna nuovamente in politica. L’ultima sua fatica è stato un libro, che doveva essere presentato il 30 ottobre, dal titolo ” I socialisti e l’Italia: una grande storia” scritto con Salvatore Vullo. Non ho mai conosciuto personalmente Giusi La Ganga, lo incrociai solamente nel 1990 a un congresso, ricordo solo che era molto criticato dai comunisti che dicevano: “già il nome Giusi La Ganga dice tutto…”. Io mi astengo da ogni giudizio, ricordo solo una frase di Rino Formica inerente l’assemblea nazionale del Psi da lui definita “assemblea di nani e ballerine”. Eppure in quell’assemblea (solo organo consultivo d parito senza potere) c’erano Umberto Veronesi, Federico Fellini, Mario Soldati, Vittorio Gassmann ed altri grandi personaggi del mondo della cultura, della medicina e dello spettacolo. Oggi nani e ballerine, non certo di grande spessore politico, sono finiti in Parlamento, al governo e all’opposizione. Leggo in ricordo di La Ganga commenti sinceri.

Bobo Craxi scrive: É con dolore che ho appreso della fine dell’agonia di Giusy La Ganga.
Compagno ed amico.Giusy é stato un dirigente politico ed intellettuale di vaglia. Ha attraversato la lunga temperie rappresentata dalla fine del PSI mantenendosi attivo nella lotta politica e culturale della sua Torino e non recidendo i legami con i compagni socialisti della tradizione e del rinnovamento degli anni ‘80. Ero legato a lui da sincera amicizia personale che mi era stata trasferita da mio padre Bettino di cui fu prezioso e attivo collaboratore In via del Corso. Non sempre le sue analisi sulla politica corrente coincidevano con le mie ma proprio in quest’ultima fase Giusy aveva assunto posizioni ed orientamenti che lo ricollegavano alle sue origini originarie che sono sempre state autonomiste e socialiste. Scherzavamo sulla comune origine del ceppo familiare che era quello della Valle dei Nebrodi siciliana; da lí provengono uomini molto alti e dal carattere duro ma profondamente leali.
Mi ha chiamato per accomiatarsi qualche settimana fa. La malattia lo stava divorando e la voglia di vivere lo aveva abbandonato.Siamo finiti a parlare di politica la vera grande ed intensa passione della sua vita.Ora non potremo farlo più. Ce ne faremo una ragione; Ma uomini come Giusy La Ganga mancheranno alla politica democratica ed a noi compagni di lotta che gli abbiamo voluto bene.”

Scrive Stefania Craxi: “Stefania Craxi: “Giusy La Ganga è stato un dirigente
di primo piano del Partito Socialista Italiano, che ha attraversato tutto il “nuovo corso” craxiano ricoprendo, sia a livello politico che parlamentare, ruoli di grande rilievo, pur rimanendo sempre profondamente legato alla sua città e alla sua regione. Apprendo la notizia con dolore e commozione, essendo stato Giusi, nella diversità delle opinioni che ha contraddistinto il nostro rapporto in questi anni, un compagno legato a mio padre. Anche la sua esperienza politica, al di là delle parentesi locali maturate successivamente nella sua Torino nelle file della Margherita prima e del Partito Democratico poi, è stata travolta da quella farsa chiamata Tangentopoli. Il mio cordoglio e la mia vicinanza vanno alla famiglia e a tutti i suoi cari”.

Poi leggo commenti ipocriti e penso alla frase di Giuseppe Prezzolini: “gli uomini sono buoni con i morti, così come sono cattivi con i vivi”.

L’assessore della regione Piemonte, Fabrizio Ricca scrive: “Esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di Giusi La Ganga, protagonista importante e osservatore sempre attento della politica nazionale e cittadina. Le mie condoglianze sincere vanno ai suoi cari e a tutte le persone che gli hanno voluto bene e che lo hanno stimato come politico e come uomo”.

Scrive la sindaca di Torino Chiara Appendino: “Con la scomparsa di Giusi La Ganga, collega in Consiglio Comunale dal 2013 al 2016. Torino perde una figura politica riconosciuta per passione, lucidità e capacità di analisi”.

Personalmente mi unisco al cordoglio e porgo le mie più sentite condoglianze ai famigliari e ai veri amici di La Ganga.

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