Dimissioni del ministro Azzolina ha anche nascosto i dati dei contagi nelle scuole, ne ha combinate talmente tante da essere annoverata come il peggior ministro della storia d’Italia. Dimissioni ora o mai più, ma attenzione, al peggio non c’è mai fine

Un collaboratore (o sedicente tale) del sindaco di Milano Beppe Sala sostiene che “gli insegnanti sono dei parassiti”, “in Calabria alcuni insegnanti sono stati nominati dalla ndrangheta”, non esistono i contagi nelle scuole, e, ancora, i bambini e i ragazzi devono socializzare (non studiare). Questa persona è un tuttologo sa tutto di tutti, in politica da oltre 50 anni ha sistemato la figlia in politica figlia che dice di essere esperta di scuola perchè ha due figli che vanno a scuola, va beh anche io so usare il computer ma non mi definisco un informatico. Pregasi Sala prendere le distanze da questa persona e da altre lo dico a sua tutela. Ma veniamo a cose più serie, inutile dare spazio a piccoli trafficanti della politica locale. Fonti serie (e accreditate a parer mio) del Pd, a livello nazionale, mi riferiscono che pare che il premier si sia convinto a chiedere le dimissioni della ministra Azzolina, non tanto per tutto quanto ha combinato dal suo insediamento in poi, bisognerebbe scrivere un libro con tutte le testimonianze raccolte (sempre ammesso che tali testimonianze, che però vengono da diverse parti, corrispondano al vero). E nemmeno perchè la causa della seconda ondata del covid è stata proprio la riapertura delle scuole, e che la loro riapertura il 7 gennaio sarà la causa della terza ondata, ma perchè ormai la ministra è difesa soltanto dai 5 Stelle (e pare non da tutti ora…) e da Italia Viva. La posizione di Italia Viva non è però chiara: da una parte vorrebbe sfiduciare Azzolina per sostituirla con Maria Elena Boschi (dico già a ridatece Azzolina al peggio non c’è mai fine), dall’altra anche Italia Viva è convinta che le scuole devono restare sempre aperte beh Matteo Renzi ha bisogno dei voti dei genitori (ma non tiene conto di genitori infettati dai propri figli frequentanti le scuole, dei nonni deceduti e di altre cose segnalate dal prof Massimo Galli). Il ministro della salute Roberto Speranza che giustamente tutela il diritto alla salute dei cittadini che viene prima di ogni cosa (articolo 32 della Costituzione) è cauto e ha dichiarato di ponderare e verificare tutto prima di riaprire le scuole, ma Leu è un forza minoritaria. Ambiguo l’atteggiamento del Pd che comunque non vorrebbe mai il ministero dell’istruzione per non bruciarsi, anche se circola il nome anche della piddina Anna Ascani. Chissà se anche questa volta Azzolina resterà in sella, è stata la ministra più criticata (ma le critiche andrebbero rivolte anche alla ministra dei trasporti De Micheli) eppure è sempre rimasta al suo posto. Un dirigente scolastico poi ci faceva notare che la colpa non è di Azzolina ma che essa è manovrata da alcuni burocrati. Spendo, se ciò corrisponde al vero, una parola in difesa di Azzolina se è vero il detto che “i politici passano, i burocrati restano”. Alcuni burocrati sono in carica da vent’anni e più e sono stati retrocessi soltanto con Marco Bussetti ministro. Al di là di ministri e burocrati ci auguriamo che non scoppi la terza ondata di covid e che si prosegua con la didattica a distanza.

P.S. Il sedicente collaboratore di Beppe Sala sostiene che tutta Europa ha tenuto le scuole aperte ma ciò non corrisponde al vero, inutile perdere tempo con questa nullità che rifiuta anche di dire pubblicamente via radio queste cose. Matteo Salvini invece pare andare al di là delle critiche fine a sè stesse ad Azzolina e ha un’opinione diametralmente opposta a quella del parassita ultrà di Sala, graditissimo intervento di Matteo Salvini settimana prossima a L’angolo della scuola, lo contatterò. Di Matteo Salvini non posso che dire bene personalmente, anche quando ho avuto, in merito alla scuola e non solo, posizioni diverse da lui vi è sempre stato rispetto pur nella divergenza di idee, del resto siamo entrambi partiti con le radio e le tv locali, io orgogliosamente ci sono rimasto.

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