Paolo Del Debbio ci ripensa? Sarà lui il candidato sindaco di Milano del centrodestra?

Alcuni giornalisti (non si sa se ciò corrisponda al vero) dicono che Paolo Del Debbio dopo avere smentito la sua candidatura a sindaco di Milano ci abbia ripensato e abbia chiesto alcune condizioni per candidarsi.

Del Debbio nasce a Lucca il 2 febbraio 1958, figlio di un deportato nel campo di concentramento nazista di Buchenwald, dopo avere conseguito il diploma superiore svolge il servizio civile presso l’Anfass di Lucca. Laureatosi in filosofia presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma. Dal 1986 al 1988 lavora presso l’Institute International Jacques Maritain con la qualifica di segretario esecutivo. Nel 1988 si trasferisce a Milano ed inizia a collaborare con la Fininvest Comunicazioni, società di “relazioni esterne ed istituzionali” del gruppo Fininvest, dapprima come “coordinatore del centro studi”, poi anche come assistente dell’amministratore delegato Fedele Confalonieri.

Del Debbio è anche l’ideatore del Codice di autoregolamentazione “televisioni minori” sottoscritto dalle televisioni commerciali, le associazioni, rappresentanti di teleutenti, di tutela dei bambini.

Nel 1994 è fra i fondatori di Forza Italia di cui è direttore dell’Ufficio Studi nazionale, nel 1995 si candida Presidente della Regione Toscana ma è sconfitto ottenendo soltanto il 36,05% di contro a Vannino Chiti che ottiene il 50,12%.

Nel 1997 circola il suo nome quale candidato sindaco di Milano per Forza Italia ma alla fine gli viene preferito Gabriele Albertini, senza candidarsi verrà sistemato come assessore alla sicurezza e alle periferie della giunta Albertini nel 1998. Nessuno ha la bacchetta magica in mano sia chiaro, forse venne messo nel posto sbagliato, o forse altri assessori che lavorarono meglio, le periferie non vennero sistemate e il problema sicurezza in alcune zone di Milano restò, come resta anche ora…. Del Debbio comunque rimase in carica fino al 2001 e non venne riconfermato, anche per sua scelta. Tornò quindi all’attività giornalistica conducendo, fino al 2010 Secondo voi sulle reti Mediaset, dal 2010 al 2013 presenta con Federica Panicucci tre edizioni del contenitore di Videonews Mattino Cinque in onda su Canale5. Dal 2014 conduce su Rete4 il talk show politico Quinta colonna, resteranno forse nella storia della televisione italiana alcune telerisse provocate direttamente o indirettamente da Dal Debbio, accusato, a ragione o a torto, di essere il “prototipo del populismo più becero”, da ex critico televisivo posso dire che Del Debbio lascia che sia il pubblico a scaternarsi anche se a volte provoca, cercando di emulare Gianfranco Funari (impossibile Funari era Funari, irraggiungibile). Ma in alcune occasioni grazie al suo inviato Roberto Poletti, irregolare del video, cresciuto a pane e Funari, ci riesce. Nel novembre 2014 si assiste ad un siparietto: l’inviato Roberto Poletti è a Roma nel campo rom di via Salone, Matteo Salvini in collegamento, un rom interrompe Del Debbio il quale sbotta con Poletti: “leva ‘sto microfono, mettilo dove ti pare”.

Definito più salviniano di Salvini, ma anche appartenente alla “famiglia Mediaset” anch’egli vira verso la “fata turchina” (così Vincenzo De Luca definisce Giorgia Meloni),

Del Debbio ha condotto anche Dalla vostra parte, rotocalco di informazione a approfondimento su Rete 4, Perchè si perchè no, speciale sul referendum del 2016. Dal 2019 conduce Diritto e rovescio, sempre su Rete4.

Nell’estate 2019 con due colleghi docenti (molto ingenui, uno ex sinistra, poi Di Pietro, indi 5 Stelle, poi Salvini oggi vede in Giorgia Meloni, che manco conosce la salvatrice della Patria, molte idee e confuse)mi reco dopo molti anni in uno studio Mediaset. Nonostante il caldo mi ero recato non certo per vedere “la fata Turchina” (come Vincenzo De Luca chiama Giorgia Meloni), ma per la compagnia dei colleghi e per salutare Paolo Del Debbio e portargli i saluti di Roberto Poletti, da poco approdato in Rai.

Accolti malissimo, dopo ore di attesa sotto l’afa tremenda di Cologno Monzese, io riesco ad entrare grazie a Del Debbio che è affabile come sempre, i colleghi aspettano invano fuori, la Giorgina fata Turchina a quanto pare non li apprezza… Raggiungo i colleghi per non mancare loro di rispetto, e comunque grande Del Debbio, lui cerca sempre nel pubblico la rissa, beh dopo avere sopportato Poletti poteva anche permettersi uno show di Emanuelli ahahha E grande anche la Meloni abilissima nel prendere le sfara pardon le sfere ahahah

Nel 2020 circola voce di Del Debbio candidato Presidente della Regione Toscana, ma Matteo Salvini, forse non dimentico della sonora sconfitta di Del Debbio molti anni prima, gli preferisce Susanna Ceccardi. Paolo Del Debbio ha scritto anche per Il Giornale e per La verità, ha pubblicato una ventina di libri (più di quanti i deputati 5 Stelle ne hanno letti in vita loro…) ed ha insegnato etica ed economia all’Università Iulm di Milano.

Sul finire del 2020 Paolo Del Debbio compare in video con un nuovo look dimagrito con barbetta, quasi irriconoscibile. Qualcuno avanza l’ipotesi che sia malato, ma per fortuna è un fake, altri ancora ipotizzano che la ragione del cambio del look sia un nuovo amore, ma l’interessato smentisce. Infine altri ipotizzano che il new look sia dovuto alla sua imminente candidatura a sindaco di Milano. Il suo nome spunta infatti nuovamente nel 2020 quale possibile candidato sindaco di Milano per il centrodestra, come 23 anni prima. Adorato da Matteo Salvini, da Giorgia Meloni, uomo Mediaset, però Del Debbio si defila, si ritira, salvo poi ripensarci. Il giornalista liberale Manlio Lupinacci, acuto polemista, esortava Enrico De Nicola, rosa dal dubbio sulla sua candidatura alla Presidenza della Repubblica, dalle pagine de Il Giornale d’Italia scrisse: “Onorevole De Nicola, decida di decidere se accetta di accettare”. Enrico De Nicola era un liberale che, come tutti i liberali aveva il dubbio nel suo Dna, ben altre sono le ragioni dei dubbi di Del Debbio. Secondo alcuni maligni (faziosi o ben informati) Del Debbio vuole certezze dalla famiglia del resto lui tiene famiglia… perchè lasciare un posto di lavoro (peraltro ben retribuito) per rischiare di candidarsi e magari perdere contro Sala bruciandosi? Qualcuno gli ha consigliato disinteressatamente di non candidarsi perchè rischierebbe, per il centrodestra serve, a parer mio, un altro candidato che può permettersi il lusso di perdere e che magari sarà la sorpresa inaspettata proprio perchè è nuovo politicamente…

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