Milano 2021 candidato sindaco del centrodestra salgono le quotazioni di Roberto Rasia Dal Polo, ma vi è sempre l’alternativa Maurizio Lupi

Poco fa Roberto Rasia Dal Polo ha dichiarato:

“Ogni volta che c’è un omicidio o una violenza su una persona il concetto di SICUREZZA torna alla ribalta. Per poi essere di nuovo derubricato. Abbiamo tante idee e il tema è molto complesso, impossibile da risolvere sui social. Però, un assaggio vorrei darvelo. Il discorso sicurezza andrebbe a mio umile avviso analizzato su due piani ben distinti, ma fortemente complementari:

1. il piano delle istituzioni

2. il piano dei cittadini

1. Si sa che in termini di sicurezza, le deleghe del Sindaco e della Giunta non sono tantissime, però ci sono e si possono ottimizzare, cercando di migliorare la situazione. Fra le tante idee, penso alla Polizia Municipale, troppo spesso oggi vissuta come arma punitiva del Comune per fare cassa. La Polizia Municipale è un organo straordinario, su cui bisognerebbe investire (perché non utilizzare questo tema per attrarre capitali del Recovery Fund?), in termini di immagine, prestigio, soddisfazione economica e formazione. L’agente della Polizia Municipale dovrebbe essere l’amico dei cittadini, non quello di fronte a cui si sbuffa quando ci ferma per strada. Formazione è la parola chiave, deve diventare un corpo di cui si è tutti orgogliosi, capace di attrarre ragazzi giovani volenterosi di fare una bella carriera, ben pagata e stimata. Con tanti cittadini regolari immigrati che stentano a parlare l’italiano sarebbe bellissimo anche riuscire a essere realisticamente inclusivi e consentire a immigrati regolari di aggiungere competenze linguistiche alla Polizia Municipale che potrebbe, così, comunicare meglio con i cittadini che non parlano l’italiano. Si crea lavoro e si diventa inclusivi davvero, non solo a parole.

2. Pochi giorni fa ho assistito a una scenetta che la dice lunga: un ragazzo giovane con il cane al guinzaglio si è trovato nella situazione in cui dover tirare sù gli escrementi del proprio cane in mezzo a un attraversamento pedonale di una via minore. Si è guardato intorno per vedere se qualcuno lo guardava, e se ne è andato lasciando gli escrementi lì. Dopo pochi secondi la sua ragazza, che era poco più avanti lo ha costretto a tornare indietro e raccogliere gli escrementi. È chiara la differenza no? Siamo tutti noi cittadini che possiamo fare la differenza e basta così poco. Se tutti davvero lo facessimo, Milano tornerebbe a un decoro e a una sicurezza straordinari, da prima città europea, altro che capitali del nord! Il problema è che c’è bisogno dell’aiuto di tutti, dell’amore di tutti verso la nostra Milano. Senza eccezioni. Istituzioni e Cittadini. Questo non è di destra o di sinistra, è semplice buon senso, è puro amore per la propria città.”

Il manager del gruppo Pellegrini ha le idee chiare sulle periferie (e non solo), che le periferie milanesi siano state trascurate è sotto gli occhi di tutti, lo stesso sindaco uscente Beppe Sala ha recentemente dichiarato nel corso di un’intervista a Radio Popolare che il suo rammarico è: “non avere fatto di più per le periferie”. Non sono solo le periferie il punto del programma del 2016 a non essere stato realizzato ma anche altri. A difesa del primo cittadino uscente va però detto che ci vogliono almeno due mandati per realizzare un intero programma e che l’assessore alla sicurezza regionale è Riccardo De Corato. Altre però sono le cose imputabili al primo cittadino uscente, soprattutto certe “uscite a capocchia” (espressione di Vincenzo De Luca) fatte durante il periodo della pandemia per una il sindaco Sala ha chiesto scusa ai milanesi, attendiamo le scuse o precisi chiarimenti in merito ad altre sue uscite, Milano e la Lombardia stanno vivendo il momento più difficile della loro storia dal secondo dopoguerra, ogni giorno vi sono contagiati, deceduti, ricoverati in terapia intensiva ed incentivare assembramenti è controproducente, occorre la linea del rigore per arginare la pandemia. Vi è poi il problema dei mezzi pubblici (imputabile sia al Comune che alla Regione), insomma la questione è complessa. Beppe Sala è avvantaggiato dal fatto di avere governato (bene o male, dipende dai punti di vista) la città negli ultimi anni, il sindaco uscente è di solito favorito (ricordo però che il compianto Marco Formentini e Letizia Moratti, neo vicepresidente della Regione Lombardia) non furono rieletti. Il sindaco Sala è in vantaggio secondo gli indici di gradimento (che però non sempre corrispondono ai voti), all’essere in vantaggio di un mese (dal 7 dicembre è in campagna elettorale), dall’avere ottenuto il sostegno di radicali, verdi, e, al momento, la non belligeranza dei 5 Stelle. Non è escluso che il sindaco Sala cerchi altri endorsment da parte della società civile, al momento ignorate, forse per impegni o per distrazione (una leggera distrazione nel 2016 costò a Stefano Parisi la perdita di un certo numero di voti, pochi o molti non si sa quantificare). Ma alcuni milanesi non guardano a queste alchimie politiche, vi sono inoltre altre formazioni “minori” che ad oggi sembrano intenzionate a corse solitarie che potrebbero essere decisive per uno schieramento o l’altro, i milanesi guardano alla persona oltre che alle coalizioni. Gli ultras di Sala già dal 7 dicembre annunciano la vittoria del primo cittadino uscente al primo turno, qualcuno precisando anche con il 70% dei suffragi…. Il fanatismo (che è presente in entrambi gli schieramenti centrodestra e centrosinistra) fa brutti scherzi. A Milano, ripeto, vi sono però cittadini ed elettori, che non sono fanatici e che guardano alla persona del candidato sindaco, Milano nella sua storia – scriveva Indro Montanelli – ha sempre scelto “se non il meglio, il meno peggio”. Rasia finora ha dato impressione, condivisa anche dallo stesso Sala, di persona moderata, sarebbe un confronto civile, Rasia è un moderato, si definisce un liberale, ed è nuovo alla politica. Comunque non vi è ancora alcuna comunicazione ufficiale in merito al candidato sindaco del centrodestra, fra i papabili vi è ancora Maurizio Lupi (il nuovo che avanza…) e non sono esclusi altri colpi di scena.

CHI E’ ROBERTO RASIA DAL POLO

I SINDACI DI MILANO DAL 1945 AD OGGI

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