La riapertura delle scuole aumenta i contagi. L’irresponsabile Presidente della Regione Toscana Enrico Giani

E’ il leitmotiv della trasmissione radiofonica L’angolo della scuola da fine settembre: la riapertura delle scuole è stata la causa della seconda ondata del covid. Ciò è stato segnalato dalle nostre corrispondenti prof,ssa Marika Cassimatis ed Eleonora Melidoni, dal virologo Massimo Galli e compreso per primo dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. La ministra Azzolina ha investito sui banchi a rotelle e non ha fatto alcunchè per rendere le scuole sicure e creare sinergie con la collega De Micheli ministro dei trasporti. Anni di tagli sulla scuola pubblica e sulla sanità hanno fatto si che durante la pandemia vi sia stata una situazione drammatica, nonostante ciò la ministra ha preferito investire sui solo banchi a rotelle ed insistere sulla riapertura delle scuole. Tutti coloro che non mettono piede in una scuola da 10/20/30 anni parlano a sproposito di scuola, ragazzini asintomatici viaggiano sui mezzi pubblici, alcuni ne combinano di ogni, si sentono immuni dal covid, tanto tocca “ai vecchi”. Classi in quarantena, numeri degli infetti a causa della scuola, genitori che hanno contratto il covid da figli, passeggeri dei mezzi pubblici, nonni deceduti per avere contratto il covid dai nipotini (segnalazione del virologo Massimo Galli), aumento degli infetti, dei morti, dei contagiati in terapia intensiva. L’epidemia non si arresta. Certo non è stata solo la riapertura delle scuole, ma anche diversi atteggiamenti irresponsabili quali le movide, la violazione di leggi da parte di persone, in primis i giovani (ma non solo). Eppure i media presentano solo studenti e docenti (irrigimentati) desiderosi di tornare in presenza, nascondono invece la voce di dirigenti scolastici, genitori, studenti, operatori del mondo scolastico preoccupati. Non è questione di destra o sinistra ma di buon senso, il diritto alla salute viene prima del diritto all’istruzione (articolo 32 della Costituzione), diritto all’istruzione peraltro spesso calpestato da tutti coloro che hanno governato negli ultimi 20/25 anni. La ministra Azzolina si è scontrata contro il governatore della Campania fin da ottobre, successivamente con altri governatori, già a dicembre voleva riaprire le scuole rinnegando la dad, che, pur con i suoi limiti, ha contenuto il contagio. Sedicenti pedagoghi, persone senza alcun titolo e che non vivono la scuola ogni giorno oltre a non viaggiare sui mezzi pubblici, sindaci che “parlano a capocchia” (espressione di Vincenzo De Luca), interessati al proprio consenso elettorale (hanno bisogno dei voti dei 5Stelle e plaudono alla ministra Azzolina ed anzi la superano con proposte insensate) parlano di giovane generazione frustrata, “privata della libertà”, per loro i mezzi pubblici funzionano e le scuole pubbliche italiane sono l’unico luogo al mondo esente dal covid. Recentemente la quasi totalità dei Presidenti di Regione hanno firmato ordinanze per proseguire con la didattica a distanza. Fra le eccezioni il governatore toscano, il renziano Enrico Giani e il sindaco di Firenze Dario Nardella (ma Nardella non è l’unico sindaco di grande città a volere aumentare il numero dei contagi con i suoi atteggiamenti irresponsabili). In Toscana sta aumentando il numero dei contagiati e Giani ora dichiara: “Metto in conto che fra 15 giorni richiudiamo, l’ho detto fin da ieri, per questo non voglio enfatizzare quello che abbiamo fatto, ma bisogna capire quello che ha significato per i ragazzi tornare in classe, ritrovare il rapporto diretto con gli insegnanti ed essere quindi anche piu’ concentrati quando vanno a casa a studiare” nei giorni di didattica a distanza. Frase retorica e da irresponsabile, i virologi continuano a segnalare la pericolosità non solo della riapertura delle scuole ma di altri atteggiamenti lassisti e invocano un nuovo lockdown totale per arginare la pandemia. In Europa alcuni Paesi hanno provveduto, del resto anche il governo italiano riuscì ad ottenere ottimi risultati durante la prima fase. Intanto persone che non mettono piedi in un’aula scolastica parlano di “negazione della libertà” per i giovani, libertà non significa mettere a repentaglio la vita di altre persone, viene solo richiesto un atteggiamento responsabile. Ai giovani di oggi non è mai mancato nulla, e proprio per questo assumono atteggiamenti irresponsabili. La generazione che ha vissuto il dramma della seconda guerra mondiale ha combattuto nella Resistenza o nella Rsi, quella del dopoguerra andava a lavorare a 14/19 massimo 24 anni, si è rimboccata le maniche, analogamente le generazioni successive. Certo non è colpa dei giovani se i tempi sono cambiati (in peggio) se vi sono genitori che non sanno educare i propri figli, ma ai giovani di oggi è solo chiesta responsabilità, responsabilità che dovrebbero sempre avere a maggior ragione in tempo di pandemia. Diversi docenti segnalano che, pur con alcuni limiti, la didattica a distanza funziona: chi aveva voglia di studiare in presenza studia anche in remoto, chi non aveva voglia di studiare in presenza ha lo stesso atteggiamento in remoto. Il problema è forse un altro, segnalato dal collaboratore di un politico favorevole alla totale riapertura delle scuole: “i giovani devono socializzare, devono chiacchierare, devono divertirsi (non devono studiare) per questo vanno riaperte le scuole….

Mercoledì 13 gennaio 2021 alle ore 13 su Radio Blu Italia ospite della trasmissione radiofonica L’angolo della scuola sarà il giornalista del Corriere della Sera Pier Luigi Vercesi.

Per ascoltarci cliccate

http://www.radiobluitalia.net

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