Scuola, Bassetti: “Affrontiamo la riapertura in condizioni peggiori dell’anno scorso”. D’accordo anche Massimo Galli, per la prima volta i due virologi sono concordi

A poche settimane dall’inizio della scuola regna il caos. I poveri dirigenti scolastici lavorano alacremente e sono abbandonati a sè stessi. Irrisolti molti problemi sanitari, nelle grandi città vi è il problema dei mezzi di trasporto (ma i primi cittadini che si ricandidano sono impegnati nella loro campagna elettorale…)., A Milano, che fantasia hanno i politici, c’è anche candidato un medico ni vax (Luca Bernardo), un giornalista no vax, (Gianluigi Paragone), due architetti (Giorgio Goggi e Gianluigi Mariani), Qualcuno di questi candidati sindaco è prudente e si affida ad esperti della sanità e delle scuola (pur sapendo che le competenze sanitarie non sono di pertinenza comunale e che le competenze scolastiche sono limitate) e non spara idiozie quali, ad esempio, negare il covid, volere riaprire le discoteche per i giovani, argomentare che i giovani sono stati uccisi (o frustrati dalla dad) organizzando comitati anti dad con esponenti di un partito che sostiene la propria coalizione…). I candidati sindaco, e i sindaci in carica in primis, dovrebbero salvaguardare la salute dei cittadini (che viene prima di ogni cosa, articolo 32 della Costituzione) ed avere rispetto per operatori sanitari e scolastici, ma, soprattutto lavorare per riaprire le scuole in sicurezza (nei limiti delle loro competenze) invece di fare campagna elettorale.

L’unico politico italiano ad avere capito la questione covid e scuola è da sempre il Presidente della Regione Campania, professor Vincenzo De Luca, che ringraziamo.

Ma lasciamo la parola ai medici.

Il prof. Massimo Galli, è critico sulle misure per l’avvio delle lezioni. «Senza l’obbligo vaccinale e un sistema di test per isolare i focolai è facile prevedere difficoltà» Massimo Galli, professore ordinario di Malattie infettive all’Università Statale di Milano e primario all’Ospedale Sacco è preoccupato: «Nonostante l’anno scorso, non vedo una riapertura sicura della scuola. Senza l’obbligo di vaccinazione e un sistema di test per isolare i focolai è facile prevedere problemi alla ripresa».

Il direttore della clinica malattie infettive del San Martino di Genova è critico rispetto all’andamento delle vaccinazioni fra i ragazzi.
“Il 15 settembre sarà un gran casino. Noi andiamo ad affrontare la riapertura della scuola con condizioni peggiori di quelle del 2020, con una circolazione del virus che è molto maggiore a causa della variante Delta”. Non usa mezzi termini, Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. “Siamo di fronte a una malattia diversa – sottolinea l’infettivologo – e non possiamo pensare di affrontare la pandemia da Covid con gli strumenti del primo virus. Oggi non si è più, dal punto di vista della contagiosità, di fronte a una malattia tipo influenza ma tipo varicella o morbillo”. Quindi banchi a un metro e finestre aperte non bastano più? “Assolutamente no – dice Bassetti – Semmai ci vorrebbero degli strumenti di movimentazione dell’aria. Se almeno avessimo messo nelle scuole un condizionatore in ogni classe, già avrebbe fatto molto di più – sostiene il medico – rispetto a dire ‘teniamo le finestre aperte anche d’inverno che mi pare siano misure non degne di un Paese evoluto”.

Ma la responsabilità di questo rientro in classe tutto in salita non è solo della variante Delta: “C’è stata una responsabilità della politica – attacca l’infettivologo – anche per quanto riguarda la vaccinazione degli adolescenti che ha influenzato moltissimo negativamente, con un atteggiamento per altro incomprensibile. Tra 15 giorni – prevede Bassetti – gli stessi politici che hanno detto di non vaccinare i ragazzini saranno quelli che si lamenteranno dicendo che non è possibile che si vada a fare la scuola in Dad, ma la domanda da fare a questi signori è cosa volevano in un anno e mezzo di pandemia per tornare a scuola in sicurezza”?

Il medico è pessimista anche rispetto alla possibilità di arrivare ad un alto livello di immunizzazione fra i ragazzi. “Spero che vadano” a vaccinarsi ma “secondo me non ce la faremo mai” _ dice _  a immunizzare i circa 1,4 milioni di under 18 che mancano all’appello, “entro l’inizio della scuola”. “Possiamo provare a fare il massimo possibile _ è la sua analisi _ ma ci sono regioni molto indietro e altre più avanti. Secondo me – afferma – la vaccinazione dei ragazzi rispecchia quello che è avvenuto nelle persone più avanti con gli anni: le regioni che hanno vaccinato meno gli over 50, che poi sono i genitori dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni, sono le stesse che vaccinano di meno anche i ragazzi. Purtroppo – rileva – c’è un problema culturale: se non si vaccina il genitore finisce per non vaccinarsi il ragazzo e questa è una situazione molto preoccupante e molto brutta, perché secondo me ci sarebbero dei ragazzi che vorrebbero vaccinarsi e trovano genitori culturalmente negativi o contrari al vaccino e questo sicuramente non aiuta”.

L’ANGOLO DELLA SCUOLA la prima (ed unica) trasmissione radiofonica interamente dedicata al mondo della scuola, siamo in onda dal 1990. Si riparte a settembre.

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