Movimento 5 Stelle la base sceglie una candidata poi arriva Conte e ne impone un’altra. “Fidatevi di me” si ripete la storia di Marika Cassimatis (ed altre storie simili…)

Elena Sironi già consigliera del Municipio 4 era stata scelta dalla base come candidato sindaco di Milano, ma poi Giuseppe Conte ha imposto una sua candidata sindaco, la manager Layla Pavone. Elena Sironi sarà la capolista, la storia si ripete…

Il Movimento 5 Stelle non è nuovo a queste imprese. Nel 2016 le primarie per il Comune di Milano fecero discutere: stava per essere votato un candidato sindaco ma poi arrivò secondo misteriosamente (impedirono di votare con la scusa di “vizi di forma” ad alcuni attivisti,). Patrizia Bedori arrivò prima ma poi si dimise il secondo si era già dimesso da tutto) in una maniera ancora oggi poco chiara, le si offrì di fare la capolista e venne allora candidato sindaco il terzo arrivato Gianluca Corrado. Tre furono gli eletti a Palazzo Marino (Gianluca Corrado, Patrizia Bedori e Simone Sollazzo, vittima dell’ironia di Gianfranco Guarnieri, imitatore di Beppe Grillo

“se candidiamo Sollazzo noi 5 stelle non vinceremo manco per il c…zzo”.

I 5 Stelle non vinsero, era logico Milano non li ha mai amati, non raggiunsero il 10% (oggi i sondaggi li danno fra il 3 e il 5%), ma Sollazzo fu eletto… Forse proprio perchè, oltre ad essere più elevato come intellettivo e come cultura rispetto al grillino medio, stette allo scherzo, da li nacque un tormentone radiofonico che gli portò fortuna.

Nel 2015 in occasione delle comunarie ero con il giornalista Massimo Fini, mio ospite pochi giorni prima in radio, parlammo e ci facemmo due risate (da anarchici e, forse, da anarchico-socialisti, “gli anarchici non votano”… mi disse Fini, “gli anarchico-socialisti invece a volte votano” risposi io). Fini ricordò il suo compagno di classe Claudio Martelli che aveva definito i primi leghisti “un’accozzaglia di baluba” ma osservando poi la base grillina i primi leghisti ci parevano scienziati…

Come giornalista osservai attentamente la fauna pentastellata milanese (e non solo) fra il divertimento e lo sconcerto, alcuni di loro avevano toni che ricordavano le Brigate Rosse, altri i matti… altri ancora (pochi) avevano lavorato, erano preparati, ma sono stati quasi tutti epurati… (Federico Pizzarotti, Marika Cassimatis ecc.)

Questa era la prima impressione, sbagliata, strada facendo mi accorsi che erano soltanto opportunisti in cerca di una poltrona. Nel 2018, in occasione della presentazione milanese del libro di Marika Cassimatis, Polvere di 5 Stelle, ero fra i relatori. Uno spettatore mi chiese, i grillini stavano trattando con il Pd di Martina e con la Lega di Matteo Salvini, se sarebbero andati al governo e con chi, io risposi:

“Io quelli li conosco, non hanno mai mangiato, ora si siedono alla tavola del governo, non importa con chi, si abbufferanno e non si alzeranno più”.

E le cose andarono proprio così. Fra l’altro (alla faccia della base) io avevo saputo ben prima del voto (da autorevole fonte leghista, che c’era già una trattativa con i 5 Stelle, la stessa cosa seppero, per altre vie, il giornalista de La Stampa Jacopo Jacoboni e l’allora direttore de La Repubblica, Mario Calabresi).

I grillini non hanno governato con Giorgia Meloni soltanto perchè Giorgia Meloni ha deciso di stare all’opposizione, e non governano ancora con Beppe Sala perchè Sala non li ha voluti (e ha fatto bene avrebbe creato una confusione di ruoli), almeno al primo turno, poi nel caso di eventuale ballottaggio si vedrà… Il sindaco Sala però dovrebbe sapere (parole sue di cinque anni fa) che l’elettorato 5 Stelle è imprevedibile (l’elettorato non i vertici) così come lo è qualcuno che si diverte sempre a Milano a far perdere qualcuno e di converso a far vincere qualcun altro…. Si l’imprevedibilità dell’elettorato 5 stelle la ha anche, seppur da posizioni diametralmente opposte, qualcun altro che, nel caso di apparentamento o appello al voto dei 5 Stelle per Sala, potrebbe poi, per ripicca, sostenere Luca Bernardo… I 5 Stelle, e qualcun altro, sono capaci di tutto… (e questo dovrebbero saperlo sia Sala che Bernardo…)

Ma che fine hanno fatto gli ex grillini milanesi del 2016?

Gianluca Corrado è partito per le vacanze ed ha chiuso la pagina facebook, Patrizia Bedori è candidata con Milano in Comune sindaco Gabriele Mariani, Simone Sollazzo è passato con Beppe Sala ed è candidato con i Verdi. E sarà nuovamente protagonista, per sua espressa richiesta, della nostra ironia. Nel dicembre 2020 concesse un’intervista in esclusiva a L’angolo della scuola annunciando una propria lista Milano Concreta e si studiava un accordo con Sosteniamo Milano. Poi si incontrò con Ignazio La Russa, quindi con Milano in Comune (Gabriele Mariani), si incontrò con alcuni socialisti, qualcuno riferisce poi un suo colloquio con un esponente della Lega (non so se ciò risponde al vero), ma alla fine passò con i Verdi. Simone forse non sei passato da Forza Italia e dal Partito dei Gay. ahahah Nell’intervista del novembre 2020 Sollazzo disse che il tormentone gli aveva portato fortuna cinque anni prima e pertanto di rifarlo in versione estiva remixato per fare ballare i ragazzi.

E noi abbiamo accontentato Simone doppiamente: oltre alla voce di Gianfranco Guarnieri che imita Beppe Grillo (stavolta Beppe Sala) dicendo: “I Verdi candidano Sollazzo e non vinceranno manco per il c…zzo”, Pardo Fornaciari ha rifatto la canzone di Giuliano Cederle (Giuliano dei Notturni) IL BALLO DI SIMONE. Speriamo di portare ancora una volta fortuna a Sollazzo, i tormentoni spopolano in radio e che sia eletto nuovamente.

Ma noi facciamo solo satira, la cosa triste è che la base di Simone Sollazzo sostiene un altro candidato sindaco (non si è capito quale) e minaccia verbalmente il povero Simone a cui vogliamo sempre bene e nei confronti del quale abbiamo rispetto. Ma non è una novità che gli elettori 5 Stelle usino la violenza verbale, siano fanatici, estremisti, riversano i propri fallimenti le loro frustrazioni e il loro odio verso chiunque non la pensa come loro, non a caso furono definiti “talebani”, non mi stupisce quindi la difesa dell’ex premier Conte dei talebani.. Ormai gli ex 5 Stelle sono presenti (ahimè) anche in altri partiti. Fra i consiglieri (ormai ex) di Municipio c’è chi è passato con Fratelli d’Italia, chi con Forza Italia, chi con la Lega, chi con liste a sostegno di Sala… Si presumeva che ne fossero immuni soltanto due o tre liste con altri candidati sindaco. Però in queste ultime ore pare che se non un 5stelle o ex 5Stelle elettore, quantomeno una persona che nel linguaggio e nei toni ricorda i talebani 5 Stelle, sia approdato anche in una di queste liste fino a poche settimane fa immuni dal grillismo. Alle elezioni del 3 e 4 ottobre 2021 (e del 18 e 19 ottobre, nel caso di eventuale ballottaggio) ne vedremo delle belle, personalmente colgo solo il lato comico della cosa, anche se ci sarebbe da piangere…

“Dove ci sono i 5 Stelle non ci siamo noi, dove ci sono i 5 Stelle ci schiereremo dalla parte opposta” la frase non mi è nuova, e mi risuona nelle orecchie…

Come con la satira spesso anticipiamo la realtà…

Come con la satira anticipammo il Papete nell’estate 2019

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