Si ribella (e si ritira?) Luca Bernardo?

Questa notizia è storica. Ho seguito come giornalista dal 1980 (veramente agli esordi ero solo il negro di Franco Moccagatta, storico conduttore di RadioRai CHIAMATE ROMA 3131 poi a Radio Montestella, altre volte con Gianfranco Funari, poi da solo) al 2021, nel 2016 fui anche candidato sindaco contro tutti, e quando dico tutti è tutti, lo ribadisco visto che qualcuno ancora (lunedì parlo con un legale di mia fiducia) equivoca su quanto accadde nel 2016 e persino oggi mi considera collocato con uno dei due candidati maggiori (e addirittura qualcuno anche con l’altro…). Io faccio il docente e il giornalista, certi candidati consiglieri in preda all’alzehimer, o esaltati dalla loro prima candidatura, oppure gente sconnessa che non legge (si limita ai titoli) e non ascolta quel che dico in radio, equivoca. Rosi dalla rabbia verso un candidato (o l’altro) minacciano inveiscono, facciano pure, la violenza non mi appartiene, ma coinvolgano la mia persona.

Un rumors lanciato da Dagospia rischia di sconquassare le imminenti elezioni per il sindaco di Milano. Il sito di Roberto D’Agostino rivela infatti che sono sempre di più le voci che arrivano dalla Lombardia su Luca Bernardo, candidato del centrodestra che lo ha scelto per sfidare il sindaco uscente Beppe Sala, esponente di sinistra. Secondo Dago il primario di Pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli ha molte perplessità sulla possibilità di continuare a dare battaglia ad un paio di settimane dal voto.

Il motivo? Bernardo “si sente abbandonato nella campagna elettorale dalla coalizione di centrodestra sia politicamente (nei manifesti elettorali della Lega c’è solo il volto di Matteo Salvini) che economicamente (Silvio Berlusconi non caccia un euro)”. Già negli scorsi giorni erano arrivate le dimissioni di Alessandro Gonzato, giornalista di Libero, nominato come portavoce di Bernardo lo scorso 4 agosto. Non si sa sia stato poi sostituito, sono stati contattati alcuni giornalisti ma alcuni hanno rifiutato l’incarico, del resto un allenatore di calcio difficilmente subentra a due giornate dal termine del campionato con la squadra quasi retrocessa…
Luca Bernardo chiede un maggiore impegno ai partiti della coalizione  spiegando ai dirigenti milanesi di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Milano Popolare di essere pronto a tornare a fare il suo lavoro, cioè il medico, se non arriveranno altri soldi per proseguire la campagna elettorale.

“Vi lascio il messaggio così rimane nero su bianco, ma chiedo cortesemente in qualità di segretari dei partiti responsabili che se entro questa settimana non arrivano almeno per tutti i partiti 50mila euro a testa per questa campagna che costa molto di più, io lunedì mattina alle 10 convoco una conferenza stampa e dirò che mi ritiro dalla tenzone elettorale. E’ l’ultimo messaggio che vi lascio perchè così non si può andare avanti”, spiega Bernardo. “Ringrazio se qualche partito ha già fatto ma ripeto: se vedo versione diversa sul conto corrente e se non vedo sintonia completa e totale sulla campagna elettorale, che vedo solo di alcuni e non dico di chi a differenza di altri, io lunedì mi ritiro – prosegue – non è mia abitudine ritirarmi ma torno a fare il mio lavoro che tanto mi piace”. Bernardo conclude il suo messaggio spiegando che “lunedì alle 10 farò questa conferenza stampa se non ho indicazioni diverse. Ma non telefonate o chiacchiere, vi voglio bene e vi stimo però io ci sto mettendo la faccia e, come vedete, sono stato colpito profondamente in un mese e mezzo di mia presenza in politica”. Che dire di Luca Bernardo, ammetto di essere stato critico con lui (ma anche con Beppe Sala) a me (ma anche a tanti elettori, giornalisti, cittadini) è sempre apparso come telecomandato, il centrodestra aveva pensato ad altri 32 candidati prima di lui, ma due in modo particolare erano troppo autonomi dai partiti della coalizione, per questo sonoi stati giubilati. Le campagne elettorali costano, la comunicazione è strategica, ma Bernardo non è il solo ad avere problemi, vi sono anche i candidati sindaco alternativi che hanno pochissimo budget a disposizione, alcuni di essi hanno anche totalmente sbagliato portavoce, addetti alla comunicazione e, non contenti, hanno accettato la candidature di alcune persone che delirano, altri candidati alternativi (anch’essi però poco conosciuti dai milanesi).

Un plauso a Luca Bernardo dopo essere stato per mesi una sorta di Fantozzi, dopo avere subtio angherie, soprusi, si ribella «Per me… La corazzata Kotiomkin… è una cagata pazzesca!» Chissà se Luca Bernardo dirà: “per me questo centrodestra è una cagata pazzesca”.

Sia chiaro io scherzo, tanto ci sarà sempre un’alta percentuale di milanesi che voterebbero centrodestra (o centrosinistra) anche se non candidassero nessuno. Esistono però (ma i milanesi non lo sanno) altri candidati sindaco:

Giorgio Goggi (socialisti e liberali)

Mauro Festa (partito dei gay)

Gianluigi Paragone

Gabriele Mariani (Milano in Comune)

Bianca Tedone (potere al popolo)

Alessandro Pascale (Partito Comunista)

Marco Muggiani (Partito Comunista Italiano)

Layla Pavone (Movimento 5 Stelle)

Natale Azzaretto (Partito Comunista dei Lavoratori)

Teodosio De Bonis (no vax)

P.S. Sono passate alcune ore e Luca Bernardo ha ritratto tutto resta candidato. Comunque non sarebbe la prima volta di un caso di ritiro di un candidato sindaco, nel 2016 si ritirò (o costrinsero alle dimissioni) la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle, in maniera poco trasparente.

Vi aspetto con Fortunato Nicoletti e Lisa Noja alle 22,30 sabato 18 settembre su Radio Hemingway

http://www.radiohemingway.net

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