Trent’anni fa ci lasciava Mario Pastore, quando la lottizzazione era di qualità

Trent’anni fa ci lasciava Mario Pastore, allora la lottizzazione era ancora di qualità. Coloro che hanno ampiamente superato gli “anta” si ricordano di questo giornalista pacato, con i suoi occhiali da miope, serio professionista, spesso imitato da Alighiero Noschese.

Mario Pastore naque a Novara il 18 febbraio 1929, figlio del fondatore della Cisl Giulio, iniziò a scrivere per Il Popolo, organo della Democrazia Cristiana, giornalista pubblicista dal 1953, successivamente passò a Il Giorno, quindi, dal 1964, al Tg1 che condusse fino al 1976. Con la riforma della Rai nel 1976 passò al Tg2 che condusse fino al suo pensionamento. Condusse Tribuna politica, Diogene, con Antonio Lubrano, Prima edizione, rassegna stampa del mattino di Rai2 condotta con Enza Sampò, la rubrica Film più sorta di cinforum in onda sul programma Nazionale (odierna Rai1). Insegnò giornalismo all’Università degli Studi di Urbino, fu anche responsabile delle relazioni esterne e dell’ufficio stampa della Società Autostrade. Lasciata la Rai, ha brevemente collaborato con l’emittente locale Teleregione. Morì a Roma il 21 settembre 1996. Ripenso ai giornalisti della prima Repubblica è indiscutibile come quasi tutti fossero obiettivi, dotati di completezza nell’informazione, doti impossibili oggi.

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