Elisabetta Viviani

Elisabetta Viviani



Scheda di Massimo Emanuelli

Elisabetta Viviani è un’artista poliedrica. Debutta in tv nel 1974 e subito si fa notare con No no Nanette, si impone come cantante di Heidi, diventando così il volto più amato dell’allora tv dei ragazzi. Elisabetta Viviani ha prestato la sua immagine come testimonial per numerose campagne pubblicitarie fra cui ricordiamo Sole bianco e Invernizzi. Per quanto riguarda le emittenti locali ha condotto, a fine anni ’70, su Antenna Nord Scelti da voi, rubrica proseguita con Italia1 gestione Rusconi all’inizio degli anni ’80. Anche dalla seconda metà degli anni ’90 ad oggi Elisabetta Viviani lavora ad Antennna3 Lombardia (Appuntamenti, 1996), Telelombardia, e Telenova (nel 1997 ha condotto nel 1997, al fianco di Cino Tortorella la trasmissione Peter Pan dalla parte dei ragazzi).



Elisabetta Viviani nasce a Milano nel 1957, a 7 anni studia danza con Luciana Novaro, dove si dimostra subito portata per il ballo moderno, poi si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano con Esperia Sperani. Recita al Teatro San Babila in una fiaba di Piccoli, poi entra a far parte della Compagnia di Pier Benedetto Bertoli, comparendo poi nei panni di un’allegra cameriera nell’operetta Diari, e successivamente interpretando il personaggio della giovane figlia di Ernesto Calindri e di Lia Zoppelli Il giorno in cui sequestrarono il Papa di Betancuourt. Nel 1974 ottiene grande popolarità nello spettacolo televisivo del regista Vito Molinari intitolato No no Nanette con Gianrico Tedeschi e Claudio Lippi. Già al suo esordio Elisabetta è amata dal pubblico televisivo. Partecipa al varietà Alle sette di sera con Gianni Morandi (1974), a una puntata di Tanto piacere condotta da Claudio Lippi (1975), poi arriva la consacrazione nel 1977 nel ruolo da protagonista dello sceneggiato televisivo Valentina, una ragazza che ha fretta con Marisa Del Frate e Leo Colonna, e partecipa a Rai: ma che scherziamo programma con il grande Marcello Marchesi. Nel 1978 recita in due puntate della commedia brillante Ciabotto medico condotto con Erminio Macario, sempre nel 1978 il suo nome è accostato a quello del calciatore Gianni Rivera dal quale ha una figlia di nome Nicole. Alla fine degli anni ’70 Elisabetta si presenta nel ruolo di conduttrice di Scelti da voi, rubrica nella quale risponde alle lettere mandate dai telespettatori in onda su  Antenna Nord, l’esperienza proseguirà fino all’inizio degli anni ’80 con Italia1 gestione Rusconi.
Anche dalla seconda metà degli anni ’90 ad oggi Elisabetta Viviani lavora ad Antennna 3 LombardiaTelelombardia e 
Telenova (nel 1997 ha condotto nel 1997, al fianco di Cino Tortorella la trasmissione Peter Pan dalla parte dei ragazzi).   Nel 1980 Elisabetta Viviani, grazie alle sue qualità vocali, viene scelta per interpretare la canzone sigla del cartone animato Heidi, firmata dal grande Franco Migliacci, il 45 giri, inciso dalla Rca, vende oltre un milione di copie, lasciando increduli gli stessi discografici. Elisabetta Viviani diventa così il volto più amato dell’allora tv dei ragazzi, seguirà poi un altro disco, La banda dei cinque.
“Non credo di essere stata il simbolo della televisione dei ragazzi, piuttosto l’emblema del mondo artistico e musicale dei bambini. Ai tempi mi ha un po’ penalizzata. Lavoravo nella commedia musicale e stavo per interpretare il musical “Irma la dolce”, dove avrei avuto il ruolo della protagonista, ovvero quello di una prostituta molto dolce e naif. Poiché avevo inciso Heidi, la casa discografica per cui lavoravo ha proibito alla Rai di affidarmi questo personaggio perché avrebbe rovinato la mia immagine. Sono stata troncata nel mio percorso di attrice televisiva. Oggi sono contenta di aver cantato Heidi perché è diventato un vero cavallo di battaglia. Forse se fossi arrivata qualche anno dopo, sulla scia della televisione commerciale, sarei stata al posto di Cristina D’Avena”.
Nel 1981 Elisabetta Viviani è l’interprete principale della commedia brillante Mademoiselle Mitouche su Rai2 con Ernesto Calindri e Lauretta Masiero, nel 1982 partecipa al festival di Sanremo con C’è, di Balducci, inciso per la Cgd, va in finale, sesta classificata, buon successo di critica e di pubblico, tanto da essere cantato anche in Francia e Germania.
Dopo aver prestato la sua immagine come testimonial per numerose campagne pubblicitarie fra cui ricordiamo Sole bianco e Invernizzi, Elisabetta torna a cantare, nel 1985 partecipa al Festival di Venezia con la canzone Vuoi. Nel 1988 il noto produttore cinematografico Mario Cecchi Gori le propone una parte nel film Asso con Adriano Celentano ed Edwige Fenech, in cui si misura con successo in una parte di tipo brillante e comica. Nel 1989 è di nuovo attrice stavolta nel film Una storia balorda; nel 1990 è in tournèe in America con altri big della canzone.
Nel 1991 il ritorno in televisione al fianco di Pippo Franco in La sai l’ultima? su Canale5, quindi nel varietà di Rete4 E’ domenica, che ha presenta con Giorgio Mastrota. Nel 1993 conduce questa volta da sola su Rete4 E’ domenica, spettacolo in otto puntate, sempre nel 1993 incide per la Rca l’album Canzoni d’amore ed altro. Nel 1994 torna accanto a Giorgio Mastrota per Buongiorno amica su Italia1, poi incide una raccolta di canzoni di Fabrizio Morelli dedicata ai bambini che soffrono e agli anziani ispirata alle tragedie della Bosnia e del Ruanda.
Si concede quindi una pausa televisiva conducendo serate in giro per l’Italia dove propone le canzoni del suo repertorio e lancia il suo nuovo lavoro discografico Semplicemente canzoni prodotto da Oscar Morelli. In questo disco ha voluto interpretare un genere di canzoni differenti dalle precedenti, concedendosi anche a testi impegnati, alcuni un po’ più spinti, altri sono divertenti satire sulle abitudini della società.
Nello stesso periodo gira per il circuito Rta una sit-com dal titolo Il cortile, accanto ad Enrico Beruschi, partecipa a tre edizioni di Simpaticissima su Canale5, in cui si è dimostrandosi una perfetta showgirl e ballerina. Su Telemontecarlo propone un videocatalogo di prodotti per la casa, in cui oltre ad essere testimonial si presentava come conduttrice di televendite. Nel 1996 propone con Enrico Mutti Televeglia su Rete4 di cui interpreta anche la sigla.
Nell’autunno del 1997 conduce al fianco di Cino Tortorella la trasmissione Peter Pan dalla parte dei ragazzi su Telenova dalle 19,30 in diretta, nel 1998 incide per la Discopiù Il meglio di Elisabetta Viviani. Intanto si è avvicinata anche alla pittura diventando allieva del maestro Luigi Regianini, dal 1988 partecipa numerose mostre collettive, ottenendo diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali.
Nel 1999 è attrice di rilievo nella fiction In crociera su Rete4, nello stesso anno incide per la Saar, Da Heidi a Pokemon. Nel 2000 è una delle protagoniste del tucudrama di Rete4 In crociera, girato interamente a Creta e ai Caraibi e si classifica seconda nella classifica delle sigle Machemu condotta da Paola Barale.
Fra i suoi album Una canzone… un film, Tuffo nel mar Disney, Le favole si possono, Elisabetta Viviani svolge un’intensa attività di serate come cantante-conduttrice, è molto amata dai bambini ed apprezzata dal pubblico di ogni età per la sua classe e la sua professionalità.
Intelligente e versatile artista dello spettacolo italiano degli ultimi trent’anni, Elisabetta Viviani così si esprime sul teatro: “Il teatro è stata una grande scuola per me. Mi sentivo sostenuta dai grandi personaggi con cui ho lavorato. Ho fatto parecchi incontri importanti. Prima Piccoli al teatro San Babila, poi Calindri, Macario, Dapporto e tanti altri. Ernesto Calindri è stato un maestro eccezionale, nonostante abbia un ricordo terrorizzante delle sue punizioni”. E’ cambiato invece il modo di fare televisione: “Una volta si lavorava a stretto contatto con il regista, che era un vero punto di riferimento. Qualsiasi dubbio avessi, potevi scioglierlo. Oggi il regista è una sorta di supervisor e il contatto con l’artista si è affievolito. Il lavoro dietro la telecamera è all’insegna dell’improvvisazione. Del resto con l’invasione del reality-show il panorama sta mutando velocemente”. Ecco quali consigli da alle giovani che vogliono intraprende la carriera artistica: “Impegnarsi per avere una solida preparazione artistica, nonostante si viva un controsenso. Da una parte c’è Maria De Filippi che ha ideato una televisione che vuole fare scuola e formare chi vuole diventare un professionista dello spettacolo. Dall’altra parte c’è il reality-show che appiattisce la preparazione”.
Elisabetta Viviani ha recentemente inaugurato una mostra di pittura dedicata alla donna, ha inciso un cd intitolato Le favole si possono cambiare, dedicato ai bambini e agli adulti, e una tripersonale assieme a Giampieretti e Bonocore.


TESTO SIGLA HEIDI


Una showgirl che piace a tutti

Intervista a Elisabetta Viviani



E’ difficile non conoscere Elisabetta Viviani. Malgrado sia oggi una signora, avendo iniziato giovanissima a calcare le scene televisive è ormai una trentina d’anni che questa showgirl, nei suoi vari ruoli di presentatrice, cantante e attrice, intrattiene un pubblico eterogeneo che va dai più piccoli fino a chi già trent’anni fa guardava la TV.
Molte ragazze oggi vorrebbero intraprendere la sua professione. Lei come ha cominciato?
Beh, ho iniziato a studiare danza classica a sette anni, e in fondo è stato quello il mio primo palcoscenico. A nove anni invece ho fatto il mio Carosello, reclamizzando la pizza “Catarì”, e anche quello in fondo è stato un altro debutto, stavolta con la telecamera. Devo dire che sono stata sempre diretta da bravi registi, così da acquisire un buon rapporto con il mezzo televisivo. Poi, a differenza di come avviene oggi, è cominciato lo studio, quello vero, presso l’Accademia Filodrammatici, dove mi sono diplomata in prosa. Mia madre, che amava tantissimo sia il canto che la danza, era per me una specie di manager che mi indicava le cose da fare. Io forse avrei voluto fare il medico. Chissà come sarebbe andata.
L’avventura con la RAI quando è cominciata?
Ero sui sedici, diciassette anni, circa, mi sono presentata a un provino. Inutile dire che mi hanno scelta come protagonista di “No No Nanette”, (insieme a Gianrico Tedeschi e Claudio Lippi n.d.r.) un lavoro a metà tra il musical e l’operetta, portata sulle scene precedentemente negli Stati Uniti da Doris Day. Devo dire che la mia carriera in RAI è andata avanti fino ai primi anni ’80. Poi sono arrivati i personaggi androgini, un po’ ambigui, e non c’è stato più spazio per le ragazze della porta accanto quale, in fondo, ero io.
Un bilancio di quegli anni?
Molto positivo, sicuramente! In otto anni ho fatto davvero molto. Ho lavorato con i più grandi professionisti, da Macario a Marcello Marchesi (in “Ma che scherziamo” n.d.r.), poi con Gianni Morandi nello show “Alle nove di sera”, senza contare due commedie musicali. Una delle due era “Mademoiselle Mitouche”, con Ernesto Calindri e Lauretta Masiero.
E il cinema?
Si, ho anche fatto la mia prima e unica esperienza cinematografica nel film “Asso” (di Castellano & Pipolo, Italia, 1981 n.d.r.) accanto a Celentano e Edwige Fenech, dove interpretavo una cameriera. In realtà dopo quello mi hanno offerto alcune parti nelle commedie scollacciate di quel periodo, che ho sempre rifiutato. Fermo restando che i miei genitori non avrebbero approvato di vedermi in quei ruoli svestiti, devo dire che forse non c’entravano neanche molto con il personaggio che ero.
Ma lei è soprattutto una cantante. Oltre che l’interprete di una famosissima canzone…
Prima di parlare di quella canzone vorrei ricordare la mia partecipazione al San Remo dell’82. Era l’anno in cui Vasco (Rossi n.d.r.) cantava “Vado al massimo”, e in cui Riccardo Fogli vinse la gara con “Storie di tutti i giorni”. Poi c’era Viola Valentino, Drupi e il giovane Zucchero. Io mi sono classificata sesta con il brano “C’è”. Ma è giusto ricordare anche “Heidi”, la sigla dell’omonimo cartone animato giapponese.
Non è una cosa di cui andare fieri?
Assolutamente si, soprattutto oggi, ma allora non mi ha portato molta fortuna. Prima che arrivasse Cristina d’Avena, quindi nell’80, e “Heidi” e del ’78, interpretare una canzone di un cartone animato era fare musica di serie B. Per fortuna poi la mentalità è cambiata!
Un ruolo da precursore di cui hanno beneficiato gli altri?
Si, in fondo è andata un po’ così (ride). Ma non solo in quell’occasione. Pensi, a cavallo tra il ’99 e il 2000 sono partita per i Caraibi per lavorare a un progetto intitolato“In crociera”. L’idea era di fare qualcosa vagamente sul genere di E.R. ma con delle caratteristiche molto vicine a quelle dei reality show di oggi, anzi, forse si può dire che sia stato il primo esperimento in questo senso.
E com’è andata?
E’ passato inosservato! Però posso dire di avervi partecipato.
E dopo la fine dell’esperienza in RAI?
Problemi personali hanno frenato la mia carriera (la fine della sua relazione con il calciatore Gianni Rivera da cui ha una figlia, Nicole n.d.r.). In quella situazione deve dire che non avevo ne voglia ne spirito, malgrado abbia continuato a presentare spettacoli e manifestazioni, anche per bambini. E in questo periodo è accaduto una cosa analoga a quanto dicevamo prima.
Mi dica.
Nell’86, 87 ero nel cast della fiction “Passioni”, trasmessa da RAI 1 nel ’90. Era girata a Torino, e gli altri attori arano praticamente tutti di là. Era stata pensata come la prima telenovela italiana, e rivista oggi è dalle parti delle fiction trasmesse da RAI e Mediaset, tanto di moda oggi.
Il destino dei precursori.
Si, ma non me la prendo (ride)! Poi nel ’91 sulle reti allora Fininvest ho condotto per tre anni il programma quotidiano “Buongiorno amica” e quello settimanale “E’ domenica”. Poi anche insieme a Pippo Franco in “La sai l’ultima”. Poi non so perché ma mi hanno chiamato solo come ospite.
Nonostante le avversità lei è incrollabile, e non se la prende con nessuno.
E a cosa serve? Però una cosa la voglio dire. Non capisco che male possa avere fatto ad alcune persone, dato che nonostante i calorosi saluti che mi fanno quando mi vedono non mi invitano mai, ma dico mai, alle loro trasmissioni!
Qualche nome, se è lecito?
Si. Pippo Baudo, per esempio. Abbiamo cominciato insieme, benché lui fosse già un uomo e io soltanto una ragazzina. Quando mi vede baci e abbracci, ma non mi ha mai invitato a un suo show!
Solo lui, spero.
No. Anche Fatma Ruffini (autrice delle più importanti trasmissioni Mediaset n.d.r.). In un suo talk show non sono mai stata invitata. Pensi che abbiamo lavorato insieme nelle TV locali.
Mi ha preceduto. Con queste ultime che rapporto ha?
Ottimo. Faccio di tutto, dall’ospite alla presentatrice alla cantante. Su Antenna Nord, diventata poi Italia 1, ho condotto il programma “Scelti da voi”, in cui rispondevo alle lettere che mi mandavano i telespettatori. Oggi lavoro con Antenna 3 e con Telelombardia, solo per citarne due.
E la sua opinione su quest’altro mondo televisivo?
La televisione locale è semplice, diretta, famigliare. L’offerta musicale va dalle canzoni popolari milanesi a quelle brasiliane. Lo vedo con quelle con cui lavoro. Da un talk show su Telenova a Telecolor, un’emittente di Cremona, che propone musica italiana. E potrei aggiungerne altre.
Con la TV di stato non ha più nessun rapporto?
No, in RAI ogni tanto vado come ospite, ma c’è sempre un po’ di nostalgia. Mi rendo conto che il mondo che c’era quando ho cominciato c’è sempre meno. Il bello era anche frequentare le sarte, gli elettricisti e le varie maestranze. Pensi che quelli che sono andati in pensione li sento ancora.
Meglio la TV locali, quindi?
Come ha detto Gianni Buoncompagni in un’intervista il pubblico si orienterà verso le TV nazionali solo in seconda serata, mentre la prima serata sarà appannaggio delle televisioni locali.
Lo spero. Ma perché dovrebbe avverarsi quello che dice Buoncompagni?
Ma no (ride)! E’ che i programmi delle televisioni locali sono fatti da professionisti. Si vede la gente ballare, ma a presentare, a cantare, a suonare e a occuparsi di ogni aspetto sono esclusivamente professionisti.
Abbiamo capito che anche lei ritiene che la televisione nazionale si possa migliorare.
Il punto è che in televisione, come da qualsiasi altra parte, chi svolge un compito lo deve saper fare bene. Chi canta deve sapere cantare, chi recita deve sapere recitare fare, e così via.
Qualche suggerimento?
Come ho detto la TV va lasciata ai professionisti. Si può creare una trasmissione, ma una sola, fatta dalla gente comune, ma il resto dei palinsesti deve essere realizzato da chi conosce il mestiere. Un reality va bene, ma adesso si è decisamente esagerato. Poi la scuola è una cosa, e deve stare lontano dalle telecamere. E’ inutile fare questi programmi in cui i cosiddetti studenti si esibiscono in varie discipline. A differenza di me e di tutti gli altri della mia generazione che, per esempio, sono usciti dalle accademie, a questi giovani affidano forse programmi da presentare? No, sono costretti a fare altro, e comunque non in TV.
Indicazioni molto precise.
Si, e si dovrebbe smettere di copiare format stranieri, compiere un serio turn over degli autori in circolazione e far lavorare anche quelli più giovani. E poi eliminare l’Auditel, che come ha affermato Buoncompagni è una cosa pilotata nelle mani degli sponsor.
Qualcos’altro?
Si! Mettere “Bulldozer” in prima serata!

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