Lorella Cuccarini

lorella cuccarini fotLorella Lorenza Luciana Cuccarini nasce a Roma il 10 agosto 1965, a soli nove anni inizia a frequentare la scuola di ballo di Enzo Paolo Turchi, all’epoca già famoso ballerino che la fa esordire nel 1978, a soli 13 anni, in una puntata dello storico varietà del sabato sera Ma che sera condotto da Raffaella Carrà. Nella prima metà degli anni ’80 Lorella appare come ballerina in programmi come Sponsor City con Fabio FazioTe lo dò io il Brasile con Beppe Grillo e Tastomatto con Pippo Franco, lavora anche al fianco di Heather Parisi in tournèe per l’Italia e l’Europa. Scoperta da Pippo Baudo  fra le ballerine di fila di una convention pubblicitaria dei gelati Algida, esordisce come primadonna del sabato sera in Fantastico 6 (sostituendo proprio la Parisi) nel 1985 al fianco di Pippo Baudo, interpretando anche la sigla Sugar sugar. Lorella viene confermata nell’edizione successiva (Fantastico 7 del 1986) con Alessandra Martines. Nel 1987, dopo avere partecipato come ospite al Festival di Sanremo, Adriano Celentano vuole Lorella al suo fianco in tour promozionale in Germania, Lorella si esibisce quindi con il molleggiato su reti televisive tedesche. Nel 1987 Pippo Baudo , passato alla Fininvest, la vuole con sè per Festival, nel 1988 Lorella ottiene un nuovo grande successo con Odiens programma per la regia di Antonio Ricci, la cui sigla, La notte vola, diventa un cult degli anni ’80. Così come la stessa Lorella è associata agli anni ’80 grazie alla slogan “la più amata dagli italiani”, frase tratta da una celebre serie di spot per l’azienda cucine Scavolini.  Negli anni ’90 Lorella lavora sempre per la Fininvest con Marco Columbro (Paperissima e Buona Domenica), quindi presenta il Festival di Sanremo edizione 1993 con Pippo Baudo, nel 1994 è testimonial (lo sarà anche negli anni successivi) della maratona televisiva a scopi benefici Trenta ore per la vita. Nel muovo millennio Lorella conduce il varietà del sabato sera Uno di noi, un’edizione lorella cuccarinidi Scommettiamo che…? con Marco Columbro, prosegue l’attività teatrale iniziata negli anni ’90 con il musical Grease, portando in scena Sweet Charity, recentemente ha recitato in un terzo musical, Il pianeta proibito, nel 2010 ha condotto Domenica in, dal 2012 conduce il programma radiofonico Citofonare Cuccarini su Radio1. Conduce quindi Domenica in… ed è fra i giurati dell’edizione 2012 di Miss Italia. Nel 2013 è super ospite con Marco Columbro di una puntata di Paperissima, nel 2014 fa parte della giuria del talent show La pista e torna in teatro con il musical Rapunzel, tratto dall’omonimo film Disney, cui seguirà un cd con le canzoni dello spettacolo. Nel 2015, dopo avere partecipato allo speciale de La prova del cuoco ed interpreta l’ultimo episodio della serie televisiva 1992 in onda su Sky Atlantic, Sky Cinema e, successivamente, su La7.  Il 2 e 3 dicembre 2016 è protagonista dello show Nemicamaissima su Rai1 con la rivale storica Heather Parisi, esce l’autobiografia Ogni giorno il sole – La vita e la filosofia del mezzo pieno, edita dalla Edizioni Piemme. Nel 2017 è ancora n teatro con La regina di ghiaccio – Turandot. 

DEBUTTO RADIOFONICO PER LORELLA CUCCARINI

settembre 2012

NELLA VITA C’E’ SEMPRE UNA PRIMA VOLTA PER TUTTO, LORELLA CUCCARINI A 47 ANNI ESORDISCE IN RADIO IN CITOFONARE CUCCARINI IN ONDA DAL LUNEDI’ AL VENERDI’ DALLE 17,40 SU RADIO1. IL CONTENITORE SEGNA IL DEBUTTO IN UN MONDO DA CUI E’ RIMASTA SEMPRE LONTANA. “SO CHE IN RADIO VIGONO REGOLE DIVERSE RISPETTO ALLA TV, MA VIVO QUESTO NUOVO INIZIO CON UMILTA'”.

UN LIBRO SU LORELLA CUCCARINI RIPERCORRE TUTTA LA SUA CARRIERA

di Massimo Emanuelli

E’ uscito il libro di Giulia Grondona Lorella 25 anni di emozioni (1985-2010) con prefazione di Pippo Baudo. Il libro ricostruisce la carriera artistica di LorellaGiulia Grondona raccoglie testimonianze di amici, colleghi, collaboratori, conoscenti ed estimatori di Lorella. Massimo Lopez, Tullio Solenghi, Andrea Roncato, Amadeus, Roberto Ciufoli, Pino Insegno, Claudio Lippi, Gigi Sammarchi, Zuzzurro e Gaspare, Gianfranco D’Angelo, Ezio Greggio, i ballerini di Buona domenica, Lorenzo Flaherty, Giampiero Ingrassia, Mal, Massimo Zenobi, Dario Ballantini, Gianni Fantoni, Barbara De Rossi, Claudia Koll, Luca Tommassini.

Il libro è corredato da schede con tutti i successi di Lorella: Fantastico 6, Fantastico 87, Festival, Odiens, Bellezze sulla neve, Buona domenica, Piazza di Spagna, La stangata (chi la fa l’aspetti), Buona domenica, Grease, La notte vola, Amiche, Lo zio d’America 2, Sweet Charity, Vuoi ballare con me?, Il pianeta proibito.

Scrive Pippo Baudo nella prefazione: “Un fulmine, tale si è rivelata Lorella nel corso della mia carriera. Il mio incontro con lei è stato come un’illuminazione nella mia vita artistica. Ricordo quella sera del 14 febbraio 1985 all’Hotel Hilton di Roma. Non eravamo, come potrebbe accadere oggi, in un talent show. Al contrario, era una situazione in cui era molto difficile farsi notare. Presentavo una convention di una ditta di gelati, c’erano davvero tanti ballerini e ballerine. E Lorella era li, in mezzo a loro, a far parte del corpo di ballo. Mi colpì la grazia di questa ragazza che aveva un suo candore, una sua pulizia, una sua bellezza, una sua bravura. Non aspettai molto per parlarle. Appena finito lo spettacolo mi avvicinai proponendole di prendere parte all’edizione di Fantastico che avrei condotto in autunno. Chiesi di poter conoscere la madre per rassicurarla personalmente e perchè non pensasse a possibili reconditi motivi. Insieme a me c’erano Gianni Ravera (patron di tante edizioni del Festival di Sanremo e collaboratore di Fantastico Serata d’onore) e il produttore Carlo Bixio. Segnalai loro immediatamente che ci trovavamo davanti ad una ragazza con dei grandi numeri. Arrivò così il giorno del provino. E fu un provino schiacciante. Perchè Lorella non si rivelò soltanto una ballerina, ma alla mia domanda”sai cantare?” accen alcune canzoni dei Pooh. Si, Lorella sapeva anche cantare! Non ebbi nessun dubbio e decise che da ottobre le avrei fatto fare Fantastico. La mandai a scuola da un maestro di danza russo e la inserii nel cast della trasmissione. Non penso che mi capiterà u’altra occasione così magica, unica, strana come quella del mio incontro con Lorella. E’ stata una combinazione della vita che ha dato a me moltissima felicità e a lei quello che meritava: il grande successo. Ripensando a questi suoi primi venticinque anni di lavoro, onestamente mi sembra che tutto sia accaduto l’altro ieri. Mi sembra una cosa assurda che Lorella possa già festeggiare un quarto di secolo della sua carriera. Venticinque anni sono tanti, ma non solo. Questi sono stati anni ricchi di grandissime soddisfazioni teatrali, oltre che televisive, e non dimentichiamo il suo più grande successo: la sua splendida famiglia. Si tratta davvero di un grandissimo risultato perchè molto spesso l’affermazione professionale allontana dalla famiglia, invece, nel suo caso, assistiamo a questa ammirabile convivenza fra una felicissima vita familiare rallegrata dalla nascita di quattro figli (di cui due gemelli) e una vita professionale che va a gonfie vele. Perciò, carissima Lorella, cosa posso dirti… Ancora venticinque anni così? Ma si! Anche cinquanta!”

Scrive Luca Tommassini: “Quante volte avrò visto Lorella nella mia vita? Chissà!? In trent’anni, trent’anni sono tanti, lo so, ne ho quaranta, ma non c’è anno o tempo che passi che abbia cambiato lei. Quella ragazzina un pò più grande di me (mi ucciderebbe ogni volta che lo dico, ma diverte troppo prenderla in giro, provocarla) no, non cambia… Anzi, si! E’ diventata più bella, più bravaaaa….! Ho imparato, anche grazie a lei, che avere origini modeste, essere disciplinati, conoscere il sacrificio, studiare sempre, essere testardi, propositivi e avere una valanga di passioni mixata al talento, ti può portare ovunque tu voglia. Io non credo nei segni zodiacali o negli oroscopi, ma credo che le donne nate sotto il segno del Leone, che ho conosciuto, in qualche modo si somiglino molto. C’è qualcosa che le accomuna e che mi porta a stringere forti rapporti con loro: Madonna, Geri Hallwel, Lorella e tante tante altre. Di sicuro Lorella vola (non solo la notte) quando balla.”

IL SITO DI LORELLA

www.lorellacuccarini.net

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IL PRIMO VOLUME DI PINOCCHIO VISTO DA LORELLA CUCCARINI

MA QUEL BURATTINO E’ PROPRIO UN CREDULONE

di Gigi Vesigna

Mamma di quattro figli, racconta spesso le favole alla sua tribù.
Ama tutte le fiabe, ma ce l’ha con Lucignolo…


Cera una volta… È una frase che tutti abbiamo ascoltato, da bambini, quando ci raccontavano una fiaba, o abbiamo pronunciato, in seguito, da genitori o da nonni.

«Io», confessa Lorella Cuccarini, «non ho una percezione così netta del “C’era una volta” pronunciato come esordio di una bella storia, papà non viveva con noi e tutto era sulle spalle di mamma, che si arrabattava tutto il giorno per noi figli. La mia razione di favole me la sono presa prima guardando le figure dei libri colorati, e poi, quando ho imparato a leggere, me le sono lette e rilette tutte, e così quando sono diventata mamma a mia volta ero pronta a esibirmi in tutto il mio repertorio».

Magia di una mamma che racconta favole ai figli. Continua Lorella: «Certo che vedere gli occhi sgranati di Sara, la mia primogenita che oggi ha 12 anni, è stato un momento indimenticabile. E poi con lei ho fatto una grande figura, perché le fiabe gliele ho raccontate a memoria, solo più tardi sono comparsi i libri. La stessa esperienza l’ho avuta quando, due anni dopo, è arrivato Giovanni, anche se, cominciando con i primi “C’era una volta”, Sara non mancava di guardarmi con rimprovero e le si leggeva negli occhi la frase: “la so già”. Le fiabe fanno parte del mio mondo, e quando al cinema ho visto i primi cartoni animati di Walt Disney ne sono rimasta totalmente conquistata. La mia fiaba preferita è Cenerentola. E non è un caso che il mio film preferito sia Pretty woman, con Julia Roberts, che è chiaramente una versione moderna della fiaba di Cinderella, come si chiama in America. Ecco, Cenerentola l’ho raccontata non so quante volte alle mie bimbe, e adesso che Sara ha sei anni più di Chiara, che ho avuto con un parto gemellare insieme a Giorgio, l’ho sentita raccontare quella storia a sua sorella. Io da piccola mi sono spaventata parecchio quando ho letto e poi visto Biancaneve e i sette nani. La strega mi ha terrorizzato. Quando ho fatto vedere la cassetta ai miei figli, mi sono resa conto che provavano lo stesso terrore, e mi sono consolata: le mie paure di bimba non erano infondate. Poi ho saputo che recentemente in America il film di Disney è stato proibito ai più piccini e mi sono trovata d’accordo».

 

  • Solo tu racconti fiabe?

 

«No, mio marito Silvio è un vero campione: lui se le inventa e riesce a incantare i quattro della “tribù”. Ed è buffo quando Giovanni o Chiara gli chiedono di raccontare di nuovo una di quelle favole, e lui se le è già dimenticate e cerca di ricostruirle; allora i ragazzi, implacabili, lo guardano fisso negli occhi e dicono: “Papà, ti sei sbagliato, l’altra volta era diversa…”. Io non corro di questi rischi: anche se a braccio, mi affido sempre ai miei classici e non c’è pericolo che mi senta smentita. Sara e Chiara sono affascinate dalle favole con il lieto fine, le loro eroine sono le fate, che sono positive. Adorano le tre fate di La bella addormentata nel bosco e non mancano mai di indignarsi quando alla festa della principessa arriva la fata resa cattiva dal mancato invito. Trovano che la maledizione della puntura del fuso per filare che la farà dormire cento anni, o almeno sino a quando non arriverà il solito attesissimo Principe azzurro, sia una vera porcheria. Per fortuna nelle favole cent’anni passano alla svelta e… alla fine tutti vissero felici e contenti».

 

  • Pinocchio, Lorella?

 

«Con lui ho un rapporto di amore e odio: trovo che quel burattino si faccia infinocchiare troppo spesso dal Gatto e la Volpe, da Mangiafuoco che vuole addirittura bruciarlo come legna da ardere, e da Lucignolo che lo porta nel Paese dei balocchi dove viene trasformato in ciuco. Ecco, io non sopporto Lucignolo e i tanti come lui che spesso incrociano le nostre vite. Con la “tribù” siamo andati al cinema a vedere il Pinocchio di Benigni e loro alla fine mi hanno detto che l’hanno trovato troppo lungo. I miei figli sono nettamente divisi sul concetto di fiaba, i due maschi prediligono le storie di cavalieri con la corazza che vanno a salvare le fanciulle imprigionate dal sortilegio e guardate a vista dal drago, le due “ragazze” sono più romantiche. La più piccola ha compiuto un percorso accelerato perché la maggiore le ha trasmesso alla svelta le sue esperienze di “sorella grande”, ma anche tra i maschi è andata così e per Giorgio l’accelerazione è scattata implacabile».

 

  • E tu sei rimasta affascinata dal magico mondo delle fiabe?

 

«Eccome. Le favole abitano in casa mia perché la prima a crederci ancora sono io. E sono molto felice di tenere a battesimo questa bella iniziativa di Famiglia Cristiana: nella vita c’è sempre bisogno di favole. E c’è tanto, tanto bisogno di sognare!».

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