Mara Maionchi

E’ uscita per i tipi della Rizzoli NON HO L’ETA’ biografia di Mara Maionchi.  Mara è una che non si contiene, fa volare parolacce, ha mandato al diavolo mille volte Morgan e Simona Ventura.  Sbarcata a Milano nel lontano 1961 ne ha viste di tutti i colori nella discografia: ha difeso cantanti bersagliati da pomodori e uova marce negli anni della Contestazione; ha assediato per giorni gli uffici del settimanale OGGI per fare avere una copertina ad Ornella Vanoni; si è ritrovata insieme a Gianna Nannini nel bel mezzo di una rapina in banca. In questo libro edito da Rizzoli racconta la sua storia.

Mara inizia a parlare della sua infanzia e della sua adolescenza in quel di Bologna, dove è nata nel 1941, dopo avere abbandonato la scuola si impiega alla Saima, una società di spedizioni internazionali bolognesi, siamo alla fine degli anni ’50 in pieno boom economico, fin da ragazza Mara passa interi pomeriggi con l’orecchio attaccato alla radio: “una delle mie trasmissioni preferite di quegli anni era IL DISCOBOLO, ideato da Vittorio Zivelli, che selezionava le novità in uscita e presentava al pubblico i pezzi secondo lui più interessanti e ricchi di potenziale… Grazie a IL DISCOBOLO e ad altri programmi radiofonici l’Italia del dopoguerra scopriva che, mentre qui si era rimasti fermi alla scuola del bel canto di origine operistica, oltreoceano la canzone popolare aveva fatto passi da gigante. Basti pensare che, più o meno negli stessi anni in cui noi canticchiavamo VOLA COLOMBA pensando fosse il non plus ultra della modernità gli americani impazzivano per i primi successi di Elvis.”

Mara racconta la prima volta che ascoltò LA GATTA in un pomeriggio d’autunno sulla spiaggia di Rimini, fu la svolta. Decise allora di trasferirsi a Milano dove trovò impiego in una ditta di antiparassitari, poi in un’azienda che produceva sistemi antincendio.  Nel 1967 legge sul CORRIERE DELLA SERA un’inserzione: “cercasi segretaria per l’ufficio stampa di una casa discografica – Ariston Records”. Ha il colloqui negli uffici di piazzetta Pattari 1/3 negli uffici situati al quarto piano c’era Alfredo Rossi in persona, il patron della casa discografica che in quegli anni aveva sotto contratto alcuni artisti tra i più importanti della scena nazionale: Ornella Vanoni,  Mino Reitano, Bruno Lauzi, gli Stromy Six, I Corvi. Mara nella sua ignoranza non si accorge di parlare con il capo: “ero convinta che si trattasse di qualche addetto dell’ufficio personale” ma affronta la prova con scioltezza ed è assunta. Mara inizia a intraprendere rapporti con i giornalisti per promuovere i cantanti, la aiuta Rosanna Mani (poi condirettore di Tv Sorrisi e Canzoni) che allora lavorava all’Ariston come responsabile dell’ufficio produzione.  Una storica impresa della Maionchi vale ad Ornella Vanoni la copertina del settimanale OGGI allora diretto da Vittorio Buttafava.  Poi per il Festival di Sanremo 1968 promuove le due artiste della Ariston Anna Identici ed Ornella Vanoni in gara con QUANDO MI INNAMORO e CASA BIANCA.  Poi il suo incontro con il figlio di Nicola Salerno (detto Nisa) nome leggendario della Ariston. Napoletano, arrivato a Milano negli anni ’30 aveva cominciato a lavorare come illustratore, dipingendo gli acquarelli che allora si usava mettere sulle copertine degli spartiti. Poi, un giorno, era stato messo alla prova come compositore di testi ed era andata bene. Da li aveva preso il via la sua carriera di autore, costernata da una serie di successi: EULALIA TORRICELLI, LA BAMBOLA ROSA, TU VUO’ FA’ L’AMERICANO, e tante altre canzoni di Carosone, NON HO L’ETA’ e tante altre canzoni scritte su misura per Gigliola Cinquetti. Conosce il figlio di Nisa, Alberto, con il quale si sposerà. Alberto Salerno nel 1968 scrive AVEVA UN CUORE (CHE MI AMAVA TANTO) per Mino Reitano, la sua prima prova come autore: “Mino la presentò a Il Cantagiro, dove io lo accompagnai e la canzone ottenne un buon successo”.  Nel 1968 a Il Cantagiro arriva al secondo posto Gianni Morandi  con CHIMERA, è Mara placare alcuni contestatori sessantottini che esplodono nella tappa di Perugia del Il Cantagiro 1968. Nel 1969 Mara lascia la Ariston per la Numero Uno, la casa discografica che nasceva da una costola della Ricordi su iniziativa dei Rapetti (Mariano e Giuliano Rapetti, Mogol padre e figlio), Alessandro Colombini, Franco Dal Bello, Carlo Donida e Lucio Battisti. La sede della Numero Uno era in Galleria del corso 2, “mi misero subito all’opera affidandomi un incarico piuttosto complicato: promuovere QUESTO FOLLE SENTIMENTO della Formula Tre, il primo 45 sfornato dalla casa discografica. Mara lo porta a Vittorio Salvetti che ne fa la sigla de IL FESTIVALBAR, Renzo Arbore propone il brano fra le novità discografiche della sua trasmissione radiofonica PER VOI GIOVANI, il 45 giri vende 380.000 copie nel giro di pochissimo tempo.  Mara si occupa anche degli altri artisti della Numero Uno: Bruno Lauzi, Adriano Pappalardo, Oscar Prudente e soprattutto Lucio Battisti.

Nel 1975 Mara lascia la Numero Uno e passa alla Ricordi per cui Mara segue e lancia Gianna Nannini con UNA RADUNA e con tutti i suoi successi futuri; a Sanremo 1981 porta Edoardo De Crescenzo con ANCORA. Mara prende un anno sabbatico in occasione della nascita della sua seconda figlia.

Nel frattempo ha macinato strade ed è passata da segretaria di ufficio stampa a direttore artistico della Fonit Cetra, chiamata dall’amministratore delegato Carlo Fontana, futuro Sovraitendente del Teatro alla Scala. Mara lancia il cantante Mango con ORO, poi lo porta al Sanremo con IL VIAGGIO e infine con la popolarissima LEI VERRA’ e l’album ODISSEA.

Mara lascia anche al Fonit Cetra e sceglie di continuare l’avventura con una sua etichetta indipendente, insieme al marito Alberto Salerno, autore di testi e produttore. Negli anni ’90 lancia Morgan, Tiziano Ferro. Mara ha conosciuto tutti i mostri sacri della canzone: Mino Reitano, Mogol, Lucio BattistiFabrizio De Andrè, transitando per il suo ufficio degli illustri sconosciuti sono diventati artisti acclamati in Italia e nel mondo:  la stessa Gianna Nannini, Mango e Tiziano Ferro.

Gli ultimi capitoli sono dedicati alla sua avventura più recente: nel dicembre 2007 Stefano Patara della Sony le propone di partecipare ad un programma televisivo, un format acquistato dall’estero, una gara fra giovani cantanti, lei dovrebbe fare il giudice: “cosa c’entro io con la tv?” chiesi perplessa. Mi rispose che si trattava di fare da giudice in un talent show musicale, X FACTOR, che Rai2 aveva acquistato il format e voleva lanciare per l’edizione italiana. “Stefano era sicuro che sarei stata perfetta per quel ruolo. Ci pensai un pò su: quello della televisione era per me un mondo totalmente nuovo e sconosciuto, e la proposta mi arrivava in maniera del tutto imprevista. Qualche giorno dopo mi comunicarono che oltre a me sarebbe stato scelto anche Morgan. Il terzo giudice invece sarebbe stata Simona Ventura, che rappresentava l’elemento televisivo all’interno della giuria e non aveva quindi bisogno di passare attraverso selezioni”. E infatti il primo provino lo fecero i giudici, poi vennero selezionati i ragazzi da portare in televisione. “Era la prima volta in tv: prima di X FACTOR non avevo mai messo piede in uno studio televisivo e ignoravo i complessi meccanismi che stanno dietro la diretta. La prima serata di X FACTOR fu per me una rivelazione: al di qua dello schermo la tv è molto più eccitante che dal salotto di casa. Insomma mi divertii da matti, lo stesso accadde nelle puntate seguenti”.

 In soli due anni X FACTOR si è rivelato uno straordinario successo ed è diventato un programma cult della televisione italiana, sul suo palcoscenico sono transitati molti giovani artisti – oltre che ad ospiti di prestigio – e il mondo della discografia si è nutrito di questo grande spettacolo. Le ultime parole sono per le novità più recenti: “al posto di Simona Ventura ci sarà Claudia Mori: raccogliere l’eredità di Simona e sostituirla nel cuore dei fedelissimi non sarà certo facile, ma credo che Claudia abbia le carte in regola. Claudia ha già dichiarato che sarà cattivissima e questo lascia a ben sperare, per quanto orfani della Ventura ci prepariamo ad accoglierla nella famiglia di X FACTOR. The show must go one.”

Questo libro è la storia di Mara, ed è la storia di 40 anni di musica da LA GATTA di Gino Paoli a AMOR CARNALE dei Bastardas Sons of Dionisio.

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