Carlo Marnini segretario del Partito Liberale Italiano città di Milano intervistato da Massimo Emanuelli

Sabato 17 novembre alle ore 22 Carlo Marnini  sarà intervistato da Massimo Emanuelli su Radio Hemingway per seguirci cliccate

http://www.radiohemingway.net

PLI, Milano – insediato il nuovo coordinamento cittadino

Carlo Marnini (segretario cittadino del Partito Liberale Italiano di Milano) mercoledì 14 novembre alle ore 13,00 sarà ospite del programma radiofonico condotto da Massimo Emanuelli L’angolo della scuola. Partendo dai ricordi scolastici di Carlo (che ha frequentato l’Istituto San Celso nei pressi dello stadio Giuseppe Meazza), si parlerà di Milano, dell’attività di Carlo come agente immobiliare, del mercato edilizio a Milano nel corso degli anni, dei sindaci di Milano dagli anni ’80 ad oggi. dei consiglieri comunali del Pli a Milano dal 1946 al 1993, della nomina di Carlo Marnini a segretario del Pli di Milano e delle iniziative del Pli milanese nei vari quartieri cittadini.

In Italia dal 1860 fino al 1994 è esistito un partito liberale che ha segnato i momenti più belli della nostra storia nazionale (Risorgimento, unità del Paese; pareggio del bilancio, prima e unica volta nella storia italiana, con il ministro Quintino Sella; prima industrializzazione con Giovanni Giolitti). L’Italia giolittiana (1901-1914) fu quella della Belle Epoque, della prima industrializzazione, delle prime riforme per i lavoratori, delle prime forme pensionistiche (è un falso storico attribuire ciò a Benito Mussolini, le prime riforma pensionistiche furono fatte dal governo Giolitti). Tutte queste riforme vennero realizzate dai liberali stimolati dal Partito Socialista di Filippo Turati (in Italia dal 1992 manca anche un Partito Socialista…). Durante gli anni della dittatura fascista furono costretti all’esilio, alla clandestinità, al confino, o al semplice ritiro a vita privata, liberali, soliscialsiti, cattolici (i comunisti andarono in Unione Sovietica). Giovanni Giolitti fino alla cancellazione di libere elezioni in Italia votò sempre contro le leggi fascistissime. In pieno regime, morto Giolitti, con l’avvicinamento i Mussolini a Hitler soltanto il filoso liberale Beneetto Croce cosi si esprimeva: “in questa Italia che è diventata una prigione di silenzio, soltanto due voci di dissenso si sentono: quella del Papa e la mia”. Protagonisti della Resistenza, con gli altri partiti antifascisti, il Pli partecipa alla stesura della Costituzione italiana entrata in vigore nel 1948, frutto di un accordo fra le culture liberale, socialista, cattolica e comunista. Il Pli esprime il ministro del Tesoro nei governi De Gasperi, Luigi Einuadi, poi Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955. Fra gli anni ’50 e gli anni ”60 i liberali partecipano a diversi governi nazionali, Nel 1955 da una scissione del Pli nacque il Partito Radicale.
Le elezioni tedesche hanno registrato una debacle sia per le forze conservatrici alleate con Angela Merkel che per i socialdemocratici. Non hanno sfondato nemmeno i populisti oppositori delle forze governative. I vincitori morali sono i Verdi e una formazione politica che si richiama al partito liberale con vecchi, ma sempre validi valori. In Italia è rinato da tempi il Partito Liberale Italiano, chiuso dal ciclone giudiziario e giustizialista che cancellò i cinque partiti (Dc, Psi, Pli, Psdi e Pri) che avevano contribuito a dare al Paese stabilità e benessere economico e a fare del Paese la quinta potenza mondiale. Cosa sia successo dopo il 1992 lo ammettono anche giornalisti e persino magistrati che ai tempi tuonavano contro i partiti storici, la prima Repubblica crollò sotto i colpi giustizialisti e giacobini, pagò i suoi errori, ma rispetto alla seconda Repubblica (che ha fallito) era cosa migliore. La seconda Repubblica nacque con un’operazione trasformistica che consegnò il Paese nella mani dei post comunisti e dei post fascisti (sempre dalla parte sbagliata della storia). Molte seconde fila della prima Repubblica, tenute ai margini per la propria incapacità politica, si riciclarono nella seconda e fecero per il Paese danni incredibili, arrivando allo sfascio degli ultimi anni che ha consentito l’avvento al potere di una forza politica (il Movimento 5 Stelle) ancora più pericolosa (per incompetenza e falsa morale) dei post comunisti. Essere considerati liberali o socialisti negli anni ’80 era un insulto, poi con la seconda Repubblica, una volta eliminati il partito liberale e il partito socialista, si appropriarono degli aggettivi liberale e socialista, con vanto, i post fascisti e i post comunisti. Il P.S.I. mutò il proprio nome in S.D.I. (Socialisti Democratici Italiani) ma ebbe percentuali da prefisso telefonico, oltre ad essere alleato con i post comunisti (Pci/Pds/DS/Pd) per poi estinguersi di fatto assorbito dal Pd renziano. Molti socialisti decisero di aderire ai Ds/Pd o a Forza Italia. Il Pli invece venne assorbito da Forza Italia, Silvio Berlusconi si definiva liberale…. A Silvio Berlusconi va dato atto di avere impedito l’avvento in Italia dei comunisti che allorquando hanno governato hanno fatto con Romano Prodi e gli altri loro esponenti danni incredibili al Paese, l’elettorato di sinistra se ne è accorto dopo tanti anni anche se ora si getta nelle braccia di una forza (Movimento 5 Stelle) ancora più stalinista e incompetente. Che Silvio Berlusconi abbia fallito non dando mai vita con Forza Italia ad un nuovo e grande partito liberale è un altro discorso, che in altra sede analizzeremo. La delusione dei liberali spinse un gruppo di esponenti storici del partito a far rinascere il Partito Liberale Italiano. Un partito che ha dato tantissimo all’Italia: innanzitutto l’unità del Paese con Cavour, poi il pareggio del bilancio (prima ed unica volta nella storia d’Italia) con il ministro delle finanze Quintino Sella. I liberali con Giovanni Giolitti (aperto al dialogo con i socialisti) modernizzarono il Paese all’inizio del XX secolo, furono i protagonisti della prima rivoluzione industriale italiana nel secolo. La prima sconfitta dei liberali che di fatto governarono dal 1861 al 1922 si ebbe con l’avvento del fascismo che gradualmente soppresse tutti i partiti. Nell’Italia fascista si ebbero molti uomini politici costretti all’esilio, alla clandestinità o al ritiro a vita privata, durante il ventennio pochissimi furono i veri oppositori al regime, fra i liberali Luigi Albertini (direttore del Corriere della Sera costretto alle dimissioni), Giovanni Giolitti (fino alla morte continuò a votare fra i pochi contro il regime fascista) i quali però non sopravvissero e morirono prima della caduta del fascismo. Soltanto il filosofo Benedetto Croce potè assistere al crollo del regime fascista, quel Croce che durante gli anni del consenso al Duce disse, giustamente, una frase: “in questa Italia che è diventata una prigione di silenzio soltanto due voci dissidenti si sentono: quella del Papa e la mia”. Nel dopoguerra il P.L.I., pur sconfitto, i vincitori furono i grandi partiti di massa (Dc, Psi e Pci) ottenne circa il 10% (più o meno quanto ottenuto dai liberali ieri in Germania) ma contribuì alla nascita della Costituzione, espresse uno dei migliori Presidenti della Repubblica e ministro del tesoro, Luigi Einaudi. Alla morte di Croce arrivò alla segreteria del partito Giovanni Malagodi, i liberali furono protagonisti di altre conquiste civili, militava nei liberali un giovane Marco Pannella che poi darà vita al Partito Radicale. Le battaglie di Malagodi sono attualissime (contro le spese inutili, nulla a che vedere con la demagogia attuale pentastellata, si scagliano contro le spese inutili che però fanno da quando sono al governo…). Malagodi nel pieno del dibattito sul regionalismo fra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 fu l’unico a dire che le Regioni sarebbero state un’Ente inutile che avrebbe solo gonfiato le spese del governo centrale… Malagodi voleva lasciare soltanto l’Ente Provincia (recentemente abolito con tantissimi danni dal duo Del Rio/Renzi con la complicità pentastellata) evitando di creare un doppione, quel regionalismo cavallo di battaglia della Lega da sempre, punto cardine programmatico di Bossi e poi di Salvini di fatto abbandonato (come tante altre cose) per via dell’alleanza con gli statalisti pentastellati. Altro grande liberale fu il giornalista Nino Nutrizio, direttore del quotidiano milanese La Notte, che si batteva contro gli sprechi di denaro pubblico e contro quei politici demagoghi che tuonavano contro gli sprechi salvo poi farne una volta giunti al governo (oggi manca un Nutrizio che condanni gli sprechi e la demagogia grillina).
Il liberale Antonio Baslini fu, con il socialista Loris Fortuna, protagonista dell’avvento del divorzio in Italia, altre furono le battaglie civili fatte dai liberali e dai radicali (che nacquero da una scissione dei liberali) quelle conquiste civili che il governo pentaleghista intende cancellare. Negli anni ’80 il Pli perse consensi ma fece sempre sentire la propria voce e i propri ideali, i segretari Valerio Zanone e Renato Altissimo furono ministri nei governi presieduti dal repubblicano Giovanni Spadolini, dal socialista Bettino Craxi e da Giulio Andreotti. Nacque ìl cartello delle forze laiche per iniziativa del segretario sociaista Bettino Craxi al fine di togliere l’Italia dal giogo dei due elefantoni (comunisti e democristiani) e di darvita ad ba terza forza, lib lab (liberali e socialisti, termine coniato dal giornalista di estrazione liberale Enzo Bettiza, un italiano con carattere anglosassone). Il Pli cadde travolto da mani pulite e dalla bufera giudiziaria che travolse i partiti storici, vennero gettati via il bambino e l’acqua sporca. Cosa sia stata la seconda Repubblica è sotto gli occhi di tutti per ammissione di un famosissimo magistrato: la prima Repubblica aveva lavorato bene, in merito alla corruzione vi era dilettantismo e rubavano per il partito, come ebbe a dire Bettino Craxi in parlamento: tutti erano colpevoli. Però alcuni colpevoli (uomini e partiti politici), finirono sulla gogna, mentre altri colpevoli finirono sugli altari…. Con l’avvento della seconda Repubblica si è rubato (e si ruba ancora oggi) non per il partito ma per fini personali.
Pur semplicemente sfiorato dalle inchieste di Mani Pulite sul finanziamento illecito ai partiti, il PLI si sciolse nel 1994, così come molti partiti della Prima Repubblica. La situazione era ormai difficile e un congresso furente sancì lo scioglimento del partito il 6 febbraio 1994. Già nel corso del 1993 alcuni esponenti liberali avevano tentato, pur mantenendo l’appartenenza al partito, di ricostituire una presenza liberale sotto nuovi simboli e nuove formule.
Nel giugno 1993 infatti il presidente dimissionario Valerio Zanone aveva dato vita all’Unione Liberaldemocratica, un movimento di ispirazione liberal-democratica, di stampo non conservatore. Analogamente il segretario in carica Raffaele Costa, insieme a Alfredo Biondi e Stefano De Luca, sempre nel giugno 1993, aveva fondato l’Unione di Centro, inteso a raggruppare attorno a sé l’elettorato moderato di centrodestra, alternativo alla sinistra. Alcuni esponenti del PLI inoltre, come Paolo Battistuzzi, aderirono sempre nel corso del 1993 al progetto di Alleanza Democratica, con una collocazione più decisamente di centrosinistra.
Il giorno dopo lo scioglimento, alcuni esponenti dell’ex PLI scelsero di dare vita a un coordinamento dei liberali ormai sparsi in diversi movimenti nella prospettiva di riunificare in futuro le diverse esperienze dei liberali: Raffaello Morelli fondò la Federazione dei Liberali. In occasione delle elezioni politiche del 1994 la Federazione dei Liberali non si presentò unitariamente ma si limitò a stendere un documento di indirizzi politico-programmatici cui si invitavano ad aderire i diversi esponenti liberali candidati nei vari schieramenti. La nuova formazione ereditò il seggio del PLI nell’Internazionale Liberale e la stessa sede di via Frattina a Roma, rivendicando così di rappresentare la continuità del disciolto partito. Nel 1995 l’Unione Liberaldemocratica di Zanone confluì nella Federazione dei Liberali, che l’anno dopo contribuì alla fondazione dell’Ulivo con altri soggetti politici del centro e della sinistra.
Sostanzialmente i liberali si dispersero in sette direzioni: il gruppo più rilevante fuoriuscito dal partito viene traghettato dall’ultimo segretario Raffaele Costa, Alfredo Biondi e da Stefano De Luca, nell’Unione di Centro, fondata l’anno prima dello scioglimento del partito, verso il centrodestra, divenendo parte del Polo delle Libertà e del Governo Berlusconi I. Un altro gruppo, con Antonio Martino, Carlo Scognamiglio, Gianfranco Ciaurro e Pietro Di Muccio, virò decisamente verso il centrodestra aderendo direttamente a Forza Italia, che realizzava l’antica ambizione sonniniana del partito liberale di massa, anche se gran parte delle riforme liberali promesse non furono mai realizzate, per la presenza di una maggioranza di derivazione democristiana e spesso anti-liberista; altri liberali come Valerio Zanone, con la sua Unione Liberaldemocratica, aderirono invece alla coalizione centrista del Patto per l’Italia ed al progetto di Mario Segni. Alla Camera viene eletto Pietro Milio; altri scelsero di candidarsi autonomamente sotto le bandiere radicali della Lista Pannella – Riformatori;
una minoranza aderì al progetto di Alleanza Democratica, come Paolo Battistuzzi e Gianfranco Passalacqua;
Pochi mesi dopo, alle elezioni europee del 1994, L’Unione di Centro, insieme al CDC di Pier Ferdinando Casini, raggiunsero un accordo elettorale con Forza Italia, presentandosi sotto quest’ultimo simbolo. Per i liberali dell’Unione di Centro, furono eletti Stefano de Luca e Luigi Flavio.
Il Partito Liberale Italiano è stato rifondato il Partito Liberale sotto la guida di Stefano De Luca, con vari esponenti tutti provenienti dal vecchio PLI come Enzo Palumbo, Giuseppe Basini, Renato Altissimo, Gian Nicola Amoretti (presidente dell’Unione Monarchica Italiana), Attilio Bastianini, Savino Melillo, Carla Martino, Carlo Scognamiglio e Alfredo Biondi e Salvatore Grillo di estrazione repubblicana. PLI è rappresentato in Parlamento da Enrico Musso (al Senato), Fabio Gava ed Angelo Santori (alla Camera). Anche Paolo Guzzanti per un periodo ne ha fatto parte. Dopo un’alleanza con il Nuovo PSI nella coalizione di centro-destra, il PLI ha rifiutato successive alleanze con i poli;
Alcuni liberali hanno preso parte al Popolo della Libertà e a Forza Italia, come l’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, l’associazione Liberalismo Popolare di Raffaele Costa, il movimento dei Riformatori Liberali (composto principalmente da ex radicali come Benedetto Della Vedova) ed alcuni uomini iscritti ad Alleanza Nazionale come Enzo Savarese e Luciano Magnalbò. In particolare questi liberali si rifanno al liberalismo conservatore, al liberalismo nazionale e al liberismo economico. Molti liberali del PDL sono dentro il Parlamento, come Antonio Martino o Benedetto Della Vedova. Molti sono successivamente passati a Futuro e Libertà per l’Italia, come lo stesso Della Vedova, altri sono passati al Nuovo Centrodestra;
il PLI durante la segreteria di Stefano de Luca si è adoperato per una rinascita, promuovendo un liberalismo progressista; alcuni liberali, a livello locale, sono entrati nel movimento politico della Lega Nord, come l’ex presidente della provincia di Vicenza Manuela Dal Lago; alcuni liberali sono membri della Destra Liberale Italiana (più spostata a destra rispetto al Partito Liberale attuale), altri membri di partiti liberali regionali si sono riuniti in un Coordinamento dei Liberali Italiani.
Il Partito Liberale Italiano ha tenuto regolari congressi ogni biennio. Il XXIX Congresso, tenutosi a Roma a ottobre 2014 ha eletto Segretario Nazionale Giancarlo Morandi e Presidente Stefano De Luca. Il nuovo Pli con la segreteria di Morandi è autonomo e dialoga con altre forze politiche. Nel 2016 a Milano grazie a Stefano Parisi che rifiuta qualsiasi dialogo con Massimo Emanuelli, candidato sindaco per la lista civica Sosteniamo Milano, caccia i liberali dalla sua coalizione e ad uno strano diktat che toglie a Carlo Marnini la candidatura di Presidente del Municipio 5, avviene l’incontro fra Tiberio Buonaguro, Alberto Costantini (rispettivamente segretario e vicesegretario provinciale) con Massimo Emanuelli e Carlo Marnini. Si cerca in extremis di fare un apparentamento fra il Pli e Sosteniamo Milano candidando Emanuelli sindaco e Marnini Presidente del Municipio 5 dando vita alla coalizione Sosteniamo Milano e Pli, Sosteniamo Milano con i liberali ed Emanuelli sindaco. Ma il dovere rifare tutte le candidature e la raccolta firme nell’ultima settimana impedisce ad Emanuelli e ai liberali di presentarsi. Silente Stefano Parisi, Beppe Sala spenderà parole in favore di Emanuelli e dei liberali, che però declinarono apparentamenti o candidature con Sala. Alla fine però vinse Beppe Sala, o decise di perdere Stefano Parisi…
Siamo ormai giunti alla terza Repubblica con il sedicente “governo del cambiamento” che altro non fa che fare rimpiangere la seconda Repubblica (al peggio non c’è mai fine…) demagoghi, incompetenti, solo volenterosi di avere il potere, dare consulenze e sistemarsi sulle poltrone. Per una rinascita dell’Italia serve una forza liberale moderna, austera, seppur ancorata ai vecchi principi e valori liberali. Militano nel partito liberale italiano uomini austeri, rigori, gentiluomini di stampo ottocentesco. Certo il mondo è cambiato ed oggi, accanto a questi signori ottocenteschi che incutono rispetto e timore reverenziale, ci sono intellettuali bizzarri, studenti, pensionati, commercianti, imprenditori, ecc. ma tutti si richiamano agli storici valori liberali.
Il Partito Liberale Italiano esiste, anche se i grandi media non ne danno notizia. a novembre sarò lieto di intervistare nuovamente nella mia trasmissione radiofonica L’angolo della scuola (è già stato ospite l’anno scorso in tv) il segretario nazionale del Pli Giancarlo Morandi. Fedele al motto “diamo voce a chi non ha voce”. dopo avere fatto parlare i precari storici esclusi dalle Gae, i maestri elementari diplomati magistrali, i lavoratori precoci (tutti gabbati dal governo pentaleghista a cui avevano creduto) nel corso del mese di novembre darò spazio alle uniche forze politiche non compromesse con gli attuali disastri del Paese: Partito Liberale Italiano, Movimento Disabili Italiani, Energie per l’Italia, Grande Nord, Italia in Comune, Partito Socialista Italiano. 

Vi aspetto ogni lunedì alle 17,30 su Radio Free
http://www.radiofree.it
Repliche mercoledì alle 13 su Radio Blu Italia
http://www.radiobluitalia.net
Repliche giovedì alle ore 18 su Radio Italia Stoccarda Musica Italiana
http://www.radioitaliastoccarda.de
e sabato alle ore 22 su Radio Hemingway
http://www.radiohemingway.net

carlo marnini giancarlo morandi

Carlo Marnini, milanese, classe 1967, conseguito il diploma di scuola media superiore all’Istituto San Celso di Milano inizia a lavorare come agente immobiliare, dando vita ad una propria agenzia.

Carlo Marnini dopo avere militato nella Lega la lascia nel momento del suo boom per aderire al Partito Liberale Italiano di cui diventa nel 2018 segretario cittadino della città di Milano. Poco dopo il suo insediamento il Pli si caratterizza ed è conosciuto in città per due iniziative di Marnini: essere presente nei vari Municipi a contatto con i cittadini (abbandonati dagli altri partiti che sono nelle istituzioni), farsi promotore di alcune iniziative che da anni non venivano fatte in città. E’ sempre Carlo Marinini ad ufficializzare la nomina di Massimo Emanuelli ad addetto stampa del Pli per Milano e provincia avanzata dal segretario provinciale Tiberio Buonaguro, dal vice segretario provinciale Alberto Costantini ed avallata dal segretario nazionale Giancarlo Morandi.

Vi aspettiamo sabato 17 novembre alle 22 su Radio Hemingway

per ascoltarci cliccate

http://www.radiohemingway.net

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...