Dopo i socialisti tornano i democristiani

A Roma giornata della riunificazione democristiana, 150 delegati, 36 associazioni, un giovane pianistra esegue l’inno di Mameli, in sala campeggiano lo scudo crociato e il simbolo del Partito Popolare Europeo, presenti Gianfranco Rotondi, Calogero Mannino, la figlia di Aldo Moro, il figlio di Andreotti, Calogero Mannino, Lorenzo Cesa, Clemente Mastella. “Propongo di chiamarci come il Partito popolare europeo mantenendo lo scudo crociato” ha detto Rotondi durante la presentazione a Roma del “nuovo partito unitario dei cattolici italiani”. E ancora: “Saremo i popolari del 2020. Oggi nasce il partito del Popolo italiano”. Questo a Roma, nella difficilissima capitale, e a Milano?
Milano è da sempre laboratorio politico. Come scrisse Gaetano Salvemini all’inizio del XX secolo: “nel bene o nel male quel che accade a Milano anticipa sempre l’Italia”, ed è stato sempre così: a Milano ci sono stati i primi sindaci liberali, poi i primi sindaci socialisti, quindi è nato il Fascismo, la Resistenza, il primo centro sinistra, le prime giunte rosse, la accaddeLega, Tangentopoli, Forza Italia. Negli scorsi giorni i socialisti milanesi si sono riuniti, si ritroveranno nei prossimi giorni in Tunisia e ancora a Milano per ricordare Bettino Craxi, e come ha dichiarato l’ex sindaco Paolo Pillitteri: “pur essendo difficile se non impossibile rifare il partito socialista, è importante cercare di dare vita ad una lista che si richiami, e non solo nel nome, al socialismo riformista e libertario, sono state individuate persone le quali, pur non avendo mai avuto incarichi pubblici hanno alle spalle una storia socialista, per tradizioni famigliari e frequentazioni. Una di queste persone si è sentita in questi giorni con un esponente cattolico, esponente della Curia e del mondo imprenditoriale per invitarlo a dare vita ad una lista che si richiami ai valori del cattolicesimo democratico. Per ora rumors, tentativi non di dialogo, i due hanno sempre dialogato, ma di dare vita a liste alleate, il destino dei riformisti e dei moderati è arduo in un’Italia che vira sempre più a destra o a sinistra (ma soprattutto a destra), ma a Milano, città che non ha mai tollerato gli estremismi si può tentare di creare una forza o una coaliziome moderata. Si sta provando ad andare oltre al riduttivo ruolo dei moderati di essere l’ala destra della sinistra o l’ala sinistra della destra, i moderati milanesi stanno cercando di dare vita ad una forza moderata che si richiami ai valori del riformismo socialista e del cattolicesimo democratico. Sosteniamo Milano con i socialisti e i democristiani.

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