La tragica fine del Movimento 5 Stelle ricorda l’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini

Nel 2010 il Movimento 5 Stelle in Emilia Romagna totalizzava alla elezioni regionali l’8% eleggendo due consiglieri regionali, era l’inizio, nel 2013 alle politiche i pentastellati ottennero il 24,6%. nel 2014 alle europee il 19,30%, nel 2015 alle regionali il 24%, nel 2018 alle politiche il top sfiorando il 28%. La debacle è iniziata con le europee del 2019: 12,9% per scendere ieri alle regionali ad un misero 4 o 5% rischiando di eleggere un solo consigliere o, addirittura, nessuno.
Hanno rinnegato tutti i principi originari, hanno governato spudoratamente con chiunque, hanno dato consulenze a destra e manca, hanno occupato posti di potere nelle aziende di Stato (non solo la Rai).

Si avvera la mia profezia anticipata in occasione della presentazione milanese del libro di Marika Cassimatis nell’aprile 2018 quando non era chiaro se avrebbero governato con la Lega o con il Pd: “io quelli li conosco non hanno mai mangiato, ora si siedono alla tavola del governo, si abbufferanno e non si alzeranno più”. Bravissimi nel vincere con i vaffa, con l’odio, ma una volta giunti al potere con persone inadeguate, che non saprebbero amministrare nemmeno un pollaio, si sono comportati come gli altri, anzi peggio si sono comportati come le prostitute che si dichiarano vergini..  Vi è un precedente storico, quello dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, ebbe successo nell’immediato dopoguerra, ma sparì totalmente nel giro di una decina d’anni…
GUGLIELMOGIANNINIProbabilmente, a differenza dell’Uomo Qualunque, il Movimento 5 Stelle sopravviverà ottenendo però percentuali bassissime tali da fargli rischiare il non ottenimento del quorum per eleggere qualcuno. La protesta li univa fin dall’inzio all’Uomo Qualunque ma, per conosce la storia italiana noterà la differenza. L’Uomo Qualunque nasceva da un attore Guglielmo Giannini, elitario, nobile, si rivolgeva ai nostralgici del regime fascista contro la democrazia nascente in Italia diffondendo lo slogan “si stava meglio quando si stava peggio”. Anche Beppe Grillo era un attore, ma più che rimpiangere un vecchio sistema voleva distruggerlo, i suoi seguaci non erano dei nostalgici di alcun regime passato, ma idealisti che pensavano di potere cambiare il Paese (poi pian piano, chi prima, chi dopo, questi idealisti se ne sono andati avendo conosciuto dal di dentro il Movimento), sono rimasti nel Movimento solo coloro che nella propria vita non hanno combinato nulla, senza nè arte nè parte, che sanno solo odiare, e che se gli andava bene con due clic vivevano di politica. Uno zoccolo duro di falliti e odiatori seriali resterà nel Movimento, anche se una parte di essi già è trasmigata verso altri odiatori seriali, come votavano Pci negli anni ’80, poi Di Pietro, quindi 5 Stelle, questi odiatori seriali falliti, oggi hanno trovato qualcun altro da adulare. Paradossale che ex elettori comunisti oggi stravedano per l’erede dei fascisti Giorgia Meloni. Ma anche qui vi è continuità storica: allorquando si sciolse l’Uomo Qualunque molti qualunquisti finirono con i missini di Almirante, altri con i comunisti di Togliatti, i loro nipoti sono già stati comunisti quindi sono destinati a finire con i fascisti…

Il ragionamento di tre elettori 5 Stelle:

  1. Caso A: ex elettore del Pci, poi Pds, quindi Di Pietro, odiatore di Craxi e di Berlusconi. Il bene è tutto da una parte (la mia) il male tutto dall’altra (quella dei nemici, non avversari, nemici) che non la pensano come me. Invidia nei confonti di tutti coloro che, comunque la pensino, hanno realizzato qualcosa nella vita. Con Salvini non berrei nemmeno un caffè, il Pd (partito che votava prima di Di Pietro e dei 5 Stelle) è un partito di ladri.
  2. Caso B: ex elettore del Pds, poi di Di Pietro, odiatore seriale di Bettino Craxi e di Silvio Berlusconi, si candida con Sel, fortemente antifascista, odiatore di Matteo Salvini, oggi lascia il Movimento (postava in rete come un pappagallo slogan dei 5 Stelle), inneggia a Giorgia Meloni, e si scopre fascista…
  3. Caso C: elettore coerente, Pd, poi Di Pietro, poi 5 Stelle, ancora oggi per i 5 Stelle: non li hanno capiti, noi siamo meglio degli altri…

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