Massimo Rendina

massimo rendinaMassimo Rendina nasce a Mestre, in provincia di Venezia, il 4 gennaio 1920, giovanissimo inizia a scrivere per IL POPOLO DEL FRIULI, mentre frequenta ancora l’Università dove si diletta anche in una compagnia teatrale amatoriale, Rendina deve partire per la campagna di Russia, nel settembre 1943 è a Torino, qui conosce Corado Bonfantini e aderisce alla Resistenza, nominato comandante partigiano, nell’autunno 1944 viene ferito nelle campagne torinesi e salvato da alcuni contadini. Nell’immediato dopoguerra lavora a L’UNITA’, lascia il quotidiano del Pci allorquando va in Jugoslavia e si trova al cospetto del comunismo. Nel 1950 Rendina vene assunto in Rai grazie a una segnalazione fatta daIndro Montanelli a Picone Stella (funzionario dell’emittente televisiva di Stato) che aveva chiesto al grande giornalista un corrispondente da Parigi. Dopo un anno a Parigi Rendina viene designato al terzo programma radiofonico, un canale neonato e culturale al quale collaborarono, fra gli altri, Corrado Alvaro, Giuseppe Berto e Carlo Emilio Gadda. Rendina è responsabile dei servizi giornalistici, lavora come redattore di RADIO SERA e come inviato speciale, realizza documentari fra i quali ricordiamo LA STRADA PIU’ CONOSCIUTA DEL MONDO (dedicato alla romana via Veneto), GLI ULTIMI TESTIMONI DEL PASSATO REMOTO, LA CIVILTA’ DELLE MACCHINE (con Leonardo Sinisgalli), LA PROVINCIA (con Sergio Zavoli), L’ITALIA E IL PROGRESSO SCIENTIFICO ESULI IN ITALIA, GLI STRANI COLLEZIONISTI. Nel 1957 Massimo Rendina diventa direttore dell’unico telegiornale allora esistente in Italia, negli anni ’60 è condirettore delle relazioni con l’estero, negli anni ’70 sarà amministratore delegato dell’Iri e quindi direttore centrale per lo sviluppo tecnologico. Rendina lavora anche nel cinema come sceneggiatore (UNO FRA LA FOLLA con Eduardo De Filippo, ed è attore nel film Giordano Bruno per la regia di Giuliano Montaldo con Gianmaria Volontè. Negli anni Rendina conduce per Rai1 LA TELEFONATA, lascia la Rai per raggiunti limiti di età nel 1985. Dalla seconda metà degli anni ’80 insegna TEORIA E TECNICA DELLA COMUNICAZIONE alla II Università di Roma, è Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Roma. Nel 2011, nel documentario Comandante Max, diretto da Claudio Costa, Rendina racconta la sua esperienza di guerra in Russia e nella Resistenza. Nel film Rendina ricorda le figure di Francesco Scotti, Corrado Bonfantini e Edgardo Sogno. Nell’aprile dello stesso anno venne eletto come uno dei vicepresidenti nazionali dell’ANPI. Massimo Rendina muore a Roma l’8 febbraio 2015 all’età di 95 anni.

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