Milano: incredibili danni al turismo (e non solo…) parla Roberto Bernardelli che accusa Matteo Salvini e il governatore Attilio Fontana

Roberto Bernardelli, milanes de Milan, gestore dell’Hotel Cavalieri e del recente The Square, due prestigiosissimi alberghi ubicati nel centro di Milano. L’Hotel dei Cavalieri esiste dagli anni ’30, Bernardelli ha iniziato a gestirlo ereditandolo dal padre, ha avuto un grande rilancio grazie a Milano, locomotiva d’Italia dal dopoguerra ad oggi. Milano, indipendentemente da chi l’abbia amministrata, è sempre stata ben governata. Bernardelli gestisce anche un hotel a Firenze ed uno a Caserta, imprenditore di lungo corso, “prestato” alla politica, lui la fa per divertimento, e – per sua stessa ammissione – per prendere in giro gli attuali politici incapaci. Ironico e critico commentatore televisivo, conduce suAntenna 3 Lombardia, Senza sconti, ne ha per tutti, soprattutto per Matteo Salvini che, a parer suo, ha tradito la causa dei lombardi, dimenticandosi le proprie origini anche quando era al governo nazionale, i lombardi hanno votato per il referendum sull’autonomia che però non ha mai avuto l’assenso del governo centrale nel quale Matteo Salvini era vicepremier. Roberto Bernardelli ha fondato Grande Nord, un movimento politico che si richiama alla Lega originaria (“Salvini ha tolto la parola Nord e da megalomane ha chiamato il partito “Lega Salvini premier”) ogni giorno che passa al Nord (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Piemonte, Valle d’Aosta, con le prime adesioni anche in Toscana e in alcune regioni del centro Italia), Grande Nord aumenta consensi ed adesioni. Anche Umberto Bossi, il fondatore della Lega Nord, ha recentemente dichiarato: “Un mal di pancia o l’inizio di una contestazione interna, visto che dal Papeete alla Borgonzoni non sono pochi i leghisti che dietro le quindi sostengono che Capitan Nutella stia esagerando? “Al Senato mi hanno chiesto di quale partito ero membro e io gli ho risposto che sono della Lega Nord. Ma la sigla non era prevista, a insistere sarei finito nel gruppo misto. Allora ho aderito al gruppo Lega per Salvini premier, per forza di cose. Ma una tessera nazionalista mica fa per me. Ci sono tanti militanti che non approverebbero. Molti sono già andati via, attirati dal movimento Grande Nord di Roberto Bernardelli… La linea nazionalista impressa al movimento da Salvini, è la causa della sconfitta in Emilia Romagna e del deludente risultato in Calabria. Con la linea nazionalista neanche in Emilia c’era da pensare di vincere. Bonaccini è stato bravo ad agganciarsi per tempo al treno di Lombardia e Veneto, con il progetto del regionalismo differenziato. Altro che prima gli italiani, per quello basta e avanza la destra nazionalista. Ora spero sia chiaro: se trasferisci la Lega al Sud, poi diventa più difficile chiedere il voto alla Lombardia, al Veneto e all’Emilia”.

Ma Roberto Bernardelli negli ultimi giorni parla da imprenditore, per lui la politica è solo divertimento e salvaguardia dei ceti produttivi del Nord, dei lavoratori, non disposti a tollerare misure come il reddito di cittadinanza, avallato da Matteo Salvini.  Bernardelli si è lasciato andare, come suo costume, da sempre senza peli sulla lingua, e senza sconti (come recita il titolo della sua trasmissione in onda su Antenna 3 Lombardia) a nessuno.  Così si è sfogato con Paola Fucilieri de Il Giornale:

«Parliamoci chiaro: il 70 per cento della clientela degli alberghi milanesi non è legata al business, ma al leisure, cioè al tempo libero, a tutte quelle persone che vengono in città perché siamo la capitale della moda e del design.

Prego, dica.

«Il governatore Fontana. Che prima dichiara che la Lombardia potrebbe venire isolata come nella città cinese di Wuhan e 48 ore dopo parla del virus come di una forte influenza. Infine la decisione folle di chiudere i bar dopo le 18, come se da quel momento in poi il virus diventasse più aggressivo. Ma questi politici vanno solo al ristorante? Perché a pranzo ci sono frotte di gente che mangiano in paninoteche affollatissime. È grave che non conoscano le paninoteche, significa che non conoscono le abitudini della gente comune…».

Cosa farà per le sue attività?

«Premesso che l’imprenditore ha una sua mission e io ho a cuore la mia azienda e i miei dipendenti, non posso che far partire la mobilità. Perché l’azienda non affondi completamente devo lasciare a casa dei lavoratori. Naturalmente sarebbe preferibile per tutti la cassa integrazione in deroga, ma il governo finora non si è fatto sentire. E oltre ai miei circa 50 dipendenti milanesi, negli hotel ci sarà una sorta di domino sui servizi: le ditte di pulizia, di facchinaggio e le società di sicurezza che operano negli alberghi».

Ha qualche idea?

«Certamente. Mi sono consultato con i miei colleghi. E poiché come albergatore appartengo a delle associazioni di settore, ho chiesto esplicitamente a chi le dirige di condurre delle class action, delle azioni collettive nei confronti di direttori di quotidiani e di tivù, ma anche nei confronti del governatore Attilio Fontana: pretendo un risarcimento danni!».

Quando ha capito che la situazione era in caduta libera?

«Quando una donna mi ha telefonato in trasmissione dichiarando che i cinesi buttano i morti in acqua e che i pesci, che si nutrirebbero dei cadaveri, vengono poi consumati nei ristoranti italiani. Resto comunque positivo. Ne usciremo. Ma non so quando e quale bilancio ci attende».

 

CHI E’ ROBERTO BERNARDELLI 

https://www.grandenord.org/grande-nord-sul-territorio.html

 

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