Sergio Zavoli pioniere della radio

sergio zavoli massimo emanuelliSergio Zavoli iniziò la sua carriera giornalistica in radio. E’ il 1945 quando Zavoli con due amici si inventa in quel di Rimini il Giornale parlato di pubblicità e informazione, sorta di rivisitazione dell’Araldo Telefonico e Finestre aperte, cronache radiofoniche: “la guerra era da poco terminata, eravamo nel pieno della ricostruzione, Rimini risorgeva, le macerie pian piano scomparivano, io e mi miei amici però ci accorgemmo che mancava qualche altra cosa, c’erano i gesti, c’erano i fatti, ma mancavano le parole, non c’era nulla che parlasse di noi a noi stessi. Non c’era il giornale, non c’era la radio, perchè allora la radio funzionava poco, mancava un momento di condivisione. Io ed altri giovani ci ponemmo il problema di dare a Rimini qualcosa di cui servirsi per ricominciare a parlare di sè stessi. Ci inventammo allora un giornale parlato, di pubblicità, di informazione, che si chiamava Publifono alle 13 e alle 19, era un giornale radio che entrava dalle finestre, realizzato col megafono. Ci servivamo dei primi cavi che ci avevano dato gli alleati, ma il nostro notiziario e le nostre radiocronache non si sentivano in tutta la città, a volte quando c’era il garbino (il vento di Rimini, n.d.a.) ci sentivano solo verso la collina, quando invece c’era la tramontana non si sentiva verso il mare. Era un giornale che entrava dalle finestre, era un giornale che valeva la pena di ascoltare, perchè era una novità. Da Ravenna io feci la radiocronaca dal primo derby Ravenna-Rimini, ricordo la formazione del Rimini di allora: Ghezzi, Pinatti, Bettoli, Bomardieri, Mantovani, Davalbia, Tramontana, Massari.”

Senatore Zavoli, tramite Finestre aperte facevate entrare nelle case dei riminesi la voce della città, il vostro era quindi un notiziario che riportava la vita nelle case, oggi invece siamo connessi con il mondo attraverso internet, telefoni, ecc. ma forse mai come oggi le nostre finestre si sono chiuse alla realtà, dobbiamo tornare al passato? Dobbiamo riaprire le finestre?

Certo, bisogna tornare al nostro passato, ma non per riviverlo nelle forme che assunse allora, quando era il presente di allora. Le cose passate e sono destinate a non tornare e guai se non fosse così, ma perdere la memoria sarebbe grave, diceva il grande scrittore Borges: “perdere la memoria equivale ad avviarsi verso una sorta di amnesia finale in cui non ci si ricorda più chi siamo stati, da dove veniamo, che genitori abbiamo avuto, che scelte abbiamo fatto, che rifiuti abbiamo avuto, come si è svolta la nostra vita, passati come sonnambuli, dentro ad un’esistenza che non lascia traccia di noi.”

Nel 1947 Sergio Zavoli abbandona la facoltà di giurisprudenza per trasferirsi a Roma: “Un giorno un ingegnere veneziano della Rai che passava per caso per Rimini telefonò a Vittorio Veltroni, allora capo della redazione radiocronache della Rai e gli disse: “A Rimini c’è un giovane studente che secondo me ha delle qualità per fare delle radiocronache”, dopo un paio di settimane ero a Roma e mi affidarono la radiocronaca dal Flaminio di Roma-Fiorentina, vinse le Roma 3 a 2. Io che ero abituato a Rimini a trasmettere per sei o sette persone (mio padre, mia madre, gli amici del porto) non pensavo che in quel momento ero ascoltato da milioni di persone e pensavo di trasmettere sempre per sei o sette persone.”

Dopo avere fatto diverse radiocronache, Zavoli inizia a lavorare al Giornale Radio diretto da Antonio Piccone Stella, esordisce con un reportage dall’Africa centrale, poi fa diversi commenti sportivi: la radiocronaca ciclistica che resterà uno dei suoi punti di forza si in radio che in tv. Nel 1950 realizza il documentario Somalia, in occasione del ritorno della Somalia sotto l’amministrazione italiana, nel 1951 effettua la radiocronaca dell’alluvione in Polesine e realizza il documentario radiofonico Inchiesta in Occidente con la quale vince il Microfono d’Argento e La provincia (con Massimo Rendina) inchiesta sulla provincia romagnola, seguita da un documentario analogo sulla provincia di Napoli. Ancora nel 1951 Inchiesta in Occidente realizzato con Giacomo Antonini, Aldo Bizzarri, Gerolamo Pedoja, Antonello Marescalchi, Luca Di Schiena, Gloria Falcone e Tommaso Tomba.

Nel 1952 realizza con Enzo Biagi Questa sera si recita a soggetto, trasmissione radiofonica incentrata su vecchi attori ospiti di una casa di riposo e Le origini della civiltà mediterranea (La Sicilia e la Magna Grecia), Scartamento ridotto (sulla città di Trieste), La palla è rotonda (inchiesta sul calcio minore). Sempre del 1952 è il documentario E’ morto il Rais, sulla pesca del tonno realizzato con Domenico Giordano Zir a Marinella, sulla costa occidentale della Sicilia.Altri documentari radiofonici di questo periodo sono Scartamento ridotto e Notturno a Cnosso, con il quale si aggiudica il Premio Italia nel 1954. Zavoli è stato l’unico giornalista al mondo ad avere vinto due volte il Premio Italia. Zavoli si dedica al documentario radiofonico per tutti gli anni ’50, lavorando fra gli altri con Enzo Biagi, Luca Di Schiena ed Antonello Marescalchi. E, ancora, Sinai (documentario sulle pagine più commoventi della Bibbia),

Ti vedo perchè, resoconto di una giornata trascorsa in un Istituto per ciechi (1955); Sabbia verde, documentario radiofonico nel corso del quale raccoglie le voci degli emigrati in Libia nel 1939 (1956); Sabbia verde (inchiesta sugli italiani in Libia del 1956),  Scartamento ridotto;   Budapest ora zero per il mondo sui profughi ungheresi (1957), La via del metano (inchiesta sullo stabilimento chimico di Ravenna), Clausura, documentario inchiesta sulle monache di clausura che avrà anche una versione televisiva che viene prodotta in sei lingue (1958), Autosole – Autostrada del Sole (1958). Riascoltiamo la nostra storia (programma dedicato ai 35 anni della radio italiana, 1959). Il volto della Germania di oggi (1960), Il personaggio del pomeriggio (sempre nel 1960, interviste a grandi personalità della cultura, dello sport, dell’imprenditoria e dello spettacolo), Zavoli ha anche collaborato a La catena della fraternità e La radio per le scuole, è stato radiocronista sportivo, ha seguito 14 giri d’Italia e 9 Tour de France. E’ stato fra gli ideatori di Domenica sport. Nel 1962 passò in televisione, tornò alla radio nel 1976 come direttore del Gr1, incarico che mantenne fino al 1980 quando diventò Presidente della Rai.

https://www.raiplayradio.it/audio/2020/01/Qui-Radio-Milano-del-17012020-Autosole—Autostrada-del-Sole-servizio-di-Sergio-Zavoli-1958-302dd3f4-0d6f-4fe8-b04f-6549903086a7.html

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