Milano 2021, Milano cerca un sindaco ed una maggioranza, ma soprattutto cerca sé stessa. Roberto Rasia Dal Polo sfiderà Beppe Sala?

“Milano cerca un sindaco ed una maggioranza, ma soprattutto cerca sé stessa” era il titolo di un articolo del giornalista del Corriere della Sera Alberto Cavallari che nel 1967 così intitolò per parlare della crisi della città dopo le dimissioni del sindaco Pietro Bucalossi (un grande sindaco, a parer mio incompreso in vita e post mortem) e che portarono all’elezione di un altro grande sindaco: Aldo Aniasi.

Roberto Rasia Dal Polo potrebbe essere lo sfidante di Beppe Sala alle elezioni amministrative di Milano 2021 per la carica di primo cittadino. Ecco quanto ha scritto oggi il manager ligure, ma milanese di adozione, in facebook:

“Anno nuovo, vita nuova” si dice, no? Per la prima volta, da quando l’8 dicembre il mio nome e il mio volto sono finiti su tutti i giornali, vorrei dire una cosa, e lo faccio con profondo rispetto. Mesi fa mi è stato chiesto di mettere a disposizione di Milano e di tutti i milanesi i miei valori e le mie competenze. Sul tavolo è stata messa l’ipotesi di candidarmi a sindaco di Milano. Me lo ha chiesto, come sapete, uno dei partiti della coalzione di centro-destra. Ovviamente mi ha lusingato, ma ho risposto: “mi spiace, non faccio il politico”. Pensavo fosse finita li e invece mi è stato detto: “abbiamo pensato a te proprio per questo, In quanto cittadino, manager, persona attenta al sociale. A quel punto si è acceso qualcosa dentro di me e non si è più spento. Io a Milano devo tutto. Sono venuto nella vostra città poco più che ventenne con un biglietto di sola andata (che conservo ancora) dopo anni di gavetta in Liguria. Avevo in tasca uno stage di sei mesi a Radio 24. Ho fatto altra gavetta, tanta e durissima. Ho conosciuto la fame a fine mese, ma da Milano non me ne sono più andato. Mi è entrata nel sangue, come se ci fossi sempre stato. E mi ha aiutato tantissimo. Sono cresciuto qui, umanamente e professionalmente in anni di radio, tv, giornali, poi con la mia piccola azienda, con il profondo impegno nel sociale e, infine, con le grandi aziende internazionali. Sono arrivato qui da solo. E ho l’orgoglio di dire che nessuno mi ha regalato nulla. Ma sono, rimango e rimarrò un cittadino. La disponibilità l’ho data e la confermo ai partiti della coalizione, a patto che il progetto sia di tutti e non di un solo partito. A patto che qualsiasi scuola la faremo, la faremo insieme per Milano e per i milanesi. Ho conosciuto molte persone ultimamente. Ho respirato un’unione nel centro-destra che non vedevo da un po’ in politica.

MIlano è un tappa fondamentale, se vogliamo cambiare questo Paese in meglio, mantenendo ciò che di buono c’è già. La sfida è difficile, ne siamo tutti coscienti. Il Sindaco uscente è forte e da me stimato. Ma la sua amministrazione ha compiuto alcuni gravi errori negli ultimi due anni. Credo che Milano possa tornare a pensare in grande. Ora la palla è passata ai leader dei partiti della coalizione. Sta a loro decidere chi affronterà questa sfida. Mancano pochi mesi e da cittadino dico: rimbocchiamoci le maniche. Io lo faccio per Milano che amo. Per i milanesi, tutti. Per mia figlia. In ogni caso grazie a chi ha voluto credere in me in questa lucida follia

Lo diceva Erasmo da Rotterdam nel suo Elogio della follia. Un invito ragionato a non abbandonare il “gioco della vita” ovvero quella capacità che hanno i bambini di rompere gli schemi, di cambiare rotta, di vedere le cose da un punto di vista diverso, apparentemente “folle”. Ma solo apparentemente. W Milano, W i milanesi. Noi siamo pronti.”

Questo scrive in facebook Roberto Rasia Dal Polo, possibile candidato sindaco del centro-destra.

Con Roberto Rasia Dal Polo ci siamo scambiati alcuni messaggi e gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo spero e penso di averlo ospite della mia trasmissione radiofonica L’angolo della scuola, rispettando così la tradizione che vuole i candidati sindaco di Milano da me intervistati in radio (due aspiranti candidati sindaco sono già stati da me intervistati fra novembre e dicembre 2020), invito che estenderò anche al sindaco Sala. Vediamo chi saprà meglio interpretare l’umore dei milanesi e resiste alle mie provocazioni… Mi permetto di dare ad entrambi i candidati alcuni consigli.

Il primo è andare oltre partiti della rispettiva coalzione cercando il consenso dei milanesi delusi da tutti, impauriti dal covid e da certe scelte sbagliate di tanti politici (di tutti gli schieramenti), aprire alla società civile non con liste civiche civetta composte da professionisti della politica. Fare attenzione alle dichiarazioni dei vari candidati, i moderati milanesi, ma anche alcuni apparentemente estremisti, guardano anche ai candidati e alle parole da loro proferite, basta una parola in più o in meno, o una tesi discordante su alcune tematiche da parte di candidati consiglieri o collaboratori o sedicenti tali, per far perdere al candidato sindaco voti. Il candidato sindaco deve essere, pur essendo sostenuto da una coalizione, indipendente dai partiti che lo sostengono, non zavorrato dai partiti. Gabriele Albertini fu un ottimo sindaco perchè seppe prendere alcune decisioni indipendentemente dalla maggioranza che lo sosteneva, anche Beppe Sala, nel corso di un’intervista gentilmente concessami qualche anno fa, disse: “è una cosa contemporanea per alcuni sindaci non avere una tessera, ma deve essere anche indiscusso il rapporto con i partiti che ti appoggiano, tutti”

Gabriele Albertini ebbe anche un prezioso consigliere quale Indro Montanelli giornalista indipendente, la “stecca nel coro” bollato erroneamente prima a destra e poi a sinistra, conservatore ma anche anarchico come il suo modello Giuseppe Prezzolini, Montanelli diede diversi consigli ad Albertini. Beppe Sala (e Rasia) non sono Albertini, oggi non esiste un Montanelli fra i giornalisti. Leggende metropolitane raccontano che alcuni sindaci siano stati poi consigliati da alcuni “fool shakespiriani” che diedero loro consigli divergenti dagli zelanti ossequiosi, mediocri ed infidi professionisti della politica.

Il sindaco di una città come Milano deve ascoltare non solo i partiti, ma anche e soprattutto le esigenze delle persone, chi non ho lo ha fatto ha sempre perso le elezioni, il candidato sindaco deve avere un particolare feeling empatico con la cittadinanza.

Le dichiarazioni di Roberto Rasia Dal Polo via facebook e una sintetica dichiarazione al Tg Regione hanno scatenato il popolo della rete. Premesso che, come scriveva Umberto Eco, “la rete ha dato parola agli imbecilli”, a parte alcuni che commentano (conoscendo fatti luoghi, persone e circostanze) e alcuni moderati (rari ormai in rete) il nome di Rasia divide. Da una parte gli ultras di destra che inneggiano (ma ce ne sono anche alcuni che avrebbero preferito qualcun altro, la mancanza di unità nel centro-destra alla quale forse alludeva Rasia), dall’altra gli ultras di sinistra che sbeffeggiano Rasia e/o annunciano (lo fanno dall’8 dicembre) già la vittoria di Beppe Sala al primo turno, alcuni anche prevedendo il 70% dei suffragi. Infine alcuni (pochi ormai a Milano dove i grillini non hanno mai però sfondato) ultras 5 Stelle (o ex 5 Stelle) che ritengono Rasia non abbia un curriculum adeguato…

Il sindaco Beppe Sala non ha la spocchia dei suoi ultras, e, come lo stesso Rasia, ha un curriculum di gran lunga superiore ai grillini miracolati dalla rete. Sala, con la prudenza e moderazione insite nel suo dna dichiara: “Certamente non mi illudo sul fatto che il centro-destra non tiri fuori un bel candidato, gli ultimi come Gabriele Albertini, Letizia Moratti e Stefano Parisi erano persone di livello, Rasia non lo conosco, ma mi sembra una persona degna e a modo. Vedremo se sarà Rasia, io credo che sarà una campagna elettorale civile come sempre è a Milano e poi ci si confronterà su questo, la visione, ma anche convincere i cittadini che si è la persona giusta per portare a termine il cambiamento”.

Rispondo a Beppe Sala, che saluto: “che Rasia sia un bel candidato come lo sia stato Gabriele Albertini concordo, con Letizia Moratti e Stefano Parisi concordo di meno, ci sarà una ragione (a parer mio più di una) per la quale Letizia Moratti non fu rieletta (cosa che pensa anche l’ex sindaco Albertini). Anche Stefano Parisi non fu eletto il perchè lo dovrebbe sapere proprio Sala, se lo ha dimenticato o se pensa di avere già vinto al primo turno con il 70% dei voti, come sostengono i suoi ultas) è altro discorso. Parisi con onestà intellettuale nel corso di un’intervista gentilmente concessami nel 2018 ammise un suo errore-leggerezza causato da una sua “distrazione” poi però vi furono anche altri fattori”. Beppe Sala ha anche dichiarato di non conoscere Rasia, voglio dire a Sala che altri lo conoscono (pochi o molti che siano) e che queste persone conoscono anche Beppe Sala…

Tornando a Rasia, il 31 dicembre scriveva su facebook: “il primo trimestre del 2021 sarà durissimo e il secondo ancora peggiore. Ho in mente settembre 2021 la rinascita, la ripartenza” Rasia alludeva alle questioni economiche ma, glielo domanderò, forse alludeva anche alla pandemia sottovaluta ed anzi peggiorata da quasi tutti i politici (non certo da Rasia che finora non ha mai amministrato) che calpestano l’articolo 32 della Costituzione che prevede il diritto alla salute dei cittadini (che viene prima di ogni cosa). Trovo molto attuale (sempre lo è stato) il romanzo di Alessandro Manzoni I promessi sposi, oggi attualissimo nella Milano del 2020. Rasia fra l’altro, da abilissimo dicitore, ha letto il capitolo XXXIV del romanzo manzoniano (La madre di Cecilia). A Milano nel 2020 abbiamo avuto la peste, i Don Abbondio, le Perpetue, i Renzo, le Lucia, i Don Ferrante, le Donne Prassede, i Don Rodrigo, i bravi ecc. ecc. e anche gli untori. Mi auguro, ma fidandomi dei virologi non sono ottimista, che sia sconfitta a breve la pandemia.

L’angolo della scuola, la prima (ed unica) trasmissione radiofonica interamente dedicata al mondo della scuola, siamo in onda dal 1990.

LE RADIO CHE MANDANO IN ONDA L’ANGOLO DELLA SCUOLA

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