Rino Formica, il “grande vecchio” del socialismo italiano, tornano i socialisti

Rino Formica, il “grande vecchio del socialismo italiano”, 94 anni, lucido, come sempre culturalmente e politicamente preparato, fuori dalla politica da anni ma sempre acuto osservatore, dotato di una grandissima ironia ed autoironia. Bobo Craxi recentemente è stato a trovarlo.

Di Rino Formica ricordo alcune cose. Un suo litigio storico con l’allora ministro del Tesoro il democristiano Beniamino Andreatta, Formica era ministro delle Finanze, la diatriba fra i due portò alla crisi del governo Spadolini. Allora si litigava per questioni ideologiche, oggi invece i grandi partiti e le grandi coalizioni litigano solo per le poltrone (con i 5 stelle che stanno con tutti, indubbiamente il partito più bandieruola della storia politica italiana). Andreatta disse, riferendosi al Psi: “quel partito ha in mente per l’Italia una forma di nazionalsocialismo” facendo riferimento all’indirizzo socialista e nazionalista del partito, ostinatamente contrario ai processi di privatizzazione e di liberalizzazione dell’economia. Intervenne l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini (socialista) che aveva combattuto il nazionalsocialismo (che qualcuno oggi vorrebbe restaurare…) giudicando “disgustoso” l’intervento di Andreatta. Un giornalista de Il Popolo, quotidiano della Dc, definì poi Formica “un commercialista di Bari”, il grandissimo Formica replicò “Se un professore che ha studiato a Cambridge e si è specializzato in India perde le staffe e usa un linguaggio da ballatoio vuol dire che abbiamo una comare come Lord dello Scacchiere”. Le principali testate nazionali si occuparono molto del caso e unanimemente il litigio tra due dei più importanti ministri del governo verrà definito “la lite delle comari”, con intento sarcastico e spregiativo.

Di Formica ricordo le sue frasi lapidarie ma veritiere e alcuni aneddoti.

La politica è sangue e merda.”

Questa frase valeva in prima Repubblica, però con i partiti nati nella seconda Repubblica io credo che la politica sia solo merda oggi.

E ancora: “il covento è povero ma i frati sono ricchi”.

Oggi vale per quei partiti che hanno finanziamenti pubblici, poco trasparenti, e magari hanno anche debiti… Ma sono intoccabili, lo sono i grandi partiti. I partiti della prima Repubblica avevano fatto grandi cose per il Paese, erano tutti colpevoli, solo che alcuni colpevoli finirono nella gogna, altri sugli altari… I partiti nati con la seconda Repubblica hanno portato, ben prima del covid, il Paese incontro ad una crisi economica senza precedenti nella storia italiana.

“L’assemblea del Psi è l’assemblea dei nani e delle ballerine”

Ma quell’assemblea, che era soltanto un organo consultivo di partito, era composta da personalità della cultura, dello spettacolo, della ricerca, dell’economia. Ricordo che c’erano Sandra Milo, Federico Fellini, Mario Soldati, Umberto Veronesi, Umberto Eco, Vittorio Gassmann. Certo c’erano anche Silvio Berlusconi e Renato Brunetta (ecco i nani…). I nani e le ballerine, i bibitari, i viaggiatori nel mondo, coloro che dopo avere vissuto di espedienti si sono dati alla politica, nella seconda Repubblica sono finiti in Parlamento, al governo, nelle istituzioni a fare i sindaci, i parlamentari, i ministri, i consiglieri comunali e regionali…


E, questa è storica, mi raccontava Aldo Aniasi, ex sindaco di Milano, che un giorno al Circolo De Amicis presente lo stesso Formica e Bettino Craxi, quest’ultimo arrivò con un amico imprenditore, un palazzinaro milanese. L’imprenditore disse: “io vorrei candidarmi” Aniasi pensò ad un consiglio di quartiere, ma l’imprenditore chiese di fare il Ministro degli Esteri, Formica rivolto a Craxi, se ne uscì con una delle sue proverbiali battute: “non farci caso Bettino ci sono ancora i matti che si credono Napoleone”. Anche questa è attuale, ci sono infatti viaggiatori nel mondo, bibitari, nani, ballerine, intelligentoni senza titoli di studio (che parlano di scuola, urbanistica, sport, viabilità, traffico, salute, sanità, finanze tributarie, ambiente, disabilità ecc insomma tutto lo scibile umano) che spostano al massimo cinque voti, che vogliono candidarsi a Milano. ahahh

Io continuo ad intervistare candidati (candidati non meteore in attesa di candidatura, mi auguro che nessun candidato sindaco di Milano candidi meteore e voltagabbana) e mi diverto. Tutti evocano i socialisti e il partito socialista, magari dopo averlo demonizzato, oppure tutti si sentono liberali e socialisti (ma sono post fascisti e post comunisti) i veri liberali e i veri socialisti sono con i liberali e i socialisti. Poi, ma che fantasia hanno certi candidati, si sentono socialisti perchè in qualche parte d’Italia, dicono, è esistito un partito socialista anni fa, peccato che non sappiano che il socialismo e i socialisti (quelli veri) ci sono ancora…

I socialisti con i socialisti, i liberali con i liberali, i fascisti con i fascisti, i leghisti con i leghisti, i comunisti con i comunisti, i post comunisti con i post comunisti, gli anarchici con gli anarchici, gli anarchici non votano, poi ci sono gli anarchico-socialisti che potrebbero votare qualcosa che assomiglia, seppur lontanamente, al vero e vecchio partito socialista, nato nel 1892…

P.S. (Non P.S.I): Il primo socialista eletto in Parlamento fu Andrea Costa, originariamente un anarchico, che fondò il Partito Socialista di Romagna, sua compagna (nella vita e di partito) era Anna Kuliscioff, che poi fu compagna di Filippo Turati, fra i fondatori del partito socialista, il primo riformista. Filippo Turati e Anna Kuliscioff, più Filippo di Anna, aprirono un dialogo con i liberali di Giovanni Giolitti. Ma nella Kuliscioff, e secondo alcuni storici anche in Turati, pur riformisti vi era sempre una componente anarchica. Nell’agosto 1892 i delegati socialisti italiani (e anarchici) si ritrovarono a Genova, si doveva svolgere un congresso, ma il partito nacque con una scissione, se ne andarono gli anarchici, alcuni, altri restarono e diedero vita al Partito dei Lavoratori Italiani, dal 1983 Partito dei Lavoratori Italiani, e dal 1895 Partito Socialista Italiano. Da allora una lunga storia, lunga 129 anni, e non ancora finita, nonostante i tentativi, prima dei fascisti e dei nazisti, e poi dei post fascisti e post comunisti di distruggere il partito socialista. Una lunga storia fatta di scissioni e unificazioni (durate poco), due socialisti assieme riescono a fare tre correnti (ideologiche non poltronare come fanno i partiti attuali) ma questo è sinonimo di democrazia e pluralismo lasciamo agli altri i partiti padronali e dittatoriali di un uomo solo al comando. I socialisti ci sono, tornano, con i liberali, come ai vecchi tempi, e ci sono anche gli anarchico-socialisti, che forse votano o forse non votano, del resto non si sa mai con gli anarchici, i socialisti e, soprattutto, con gli anarchico-socialisti…

Tanto per non fare mancare nulla a Milano c’è anche la Lega Socialista. Venne fondata a fine ‘800 da Filippo Turati, venne poi ripresa, come provocazione, nel 1997 da Gianfranco Funari e, nel 2016, da Sosteniamo Milano e da Matteo Salvini. ahahha

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