Radio Alessandria International

RADIO ALESSANDRIA INTERNATIONAL

di Ruggero Righini

RADIO ALESSANDRIA INTERNATIONAL

Radio Alessandria International S 103 (la S finale della sigla sta per “stereo”) effettua trasmissioni sperimentali dal settembre del 1975. Il via ufficiale ha luogo il 21 ottobre, sui 103.500 MHz. Viene fondata da Mario Molina, Sergio Notti (direttore), Marinella Lombardi (socio di capitali), Giancarlo Rossi (responsabile tecnico). Accendere la spia dello stereo sul sintonizzatore FM  è già di per sè un’impresa. La maggior parte delle altre emittenti che trasmettono lo fanno in mono, compresa la Rai. La potenza dichiarata del trasmettitore è di 100 Watt. Essendo la modulazione di frequenza totalmente libera, con quella potenza la radio può andare praticamente ovunque ed i primi tempi qualcuno ricorda che giunge in radio una telefonata da un ascoltatore che risiede in Sicilia! La prima sede ufficiale in via Bissati in casa del Notti. La prima voce ad andare nell’etere quella de “Il Santo”. Durante le trasmissioni, però, lo speaker di turno invita gli ascoltatori a scrivere alla Casella Postale n.80 di Val Madonna, in provincia di Alessandria, dove risiede uno dei collaboratori dell’emittente. Non essendo ancora chiaro il quadro normativo, si crea un recapito postale che non è proprio l’indirizzo della sede di trasmissione (vietatissimo dire per radio l’esatta ubicazione degli studi in città). Narra una leggenda che le stesse forze dell’ordine si fossero recate più volte a Valmadonna per cercare invano gli studi di trasmissione della radio. Per i motivi sopra citati anche i conduttori utilizzano degli pseudonimi durante le trasmissioni, come una vera e propria radio pirata.

radio alessandria international 2

Tra i primi ospiti il giovanissimo Renato Zero che passa parte della notte in radio con del buon vino e presenta le sue canzoni in diretta. La Sip chiede cosa stia  succedendo, in quanto non ha mai avuto una linea telefonica così intasata di chiamate. Con l’aiuto di collaboratori volonterosi, che vanno  nei luoghi più frequentati armati di radioline portatili, per far ascoltare una delle prime radio libere esistenti in Italia, l’avventura e il divertimento hanno origine, supportati da una mente prolifica e da personaggi disposti a mettersi in gioco per un’esperienza inimmaginabile per quegli anni. Ben presto gli studi sono trasferiti in Spalto Marengo n.20, all’ultimo ed ottavo piano di un palazzone.  Non essendo ancora “in regola” con l’autorizzazione a trasmettere, viene pensato di creare un recapito postale che non è proprio l’indirizzo della sede di trasmissione, perché vietatissimo dire per radio l’esatta ubicazione degli studi in città. Narra una leggenda che le stesse Forze dell’Ordine si recano più volte a Valmadonna per cercare invano gli studi di trasmissione della radio. Per i motivi sopra citati, anche i conduttori utilizzano degli pseudonimi durante le trasmissioni, come una vera e propria radio pirata: il Santo, Bob 1 (Roberto Orsetti), Bob 2 (che poi fonderà Radio B.B.S.I.), il Cinese, Superanima, Massimo, Angelo, il Conte, Federico,  Marinella, etc…. insomma ogni conduttore ha un vero e proprio nome d’arte, che utilizza durante le proprie trasmissioni. Ma l’espediente dei nomi d’arte serve a ben poco, in quanto dopo breve tempo arrivano le prime denunce ai fondatori. Ma il destino è dalla loro parte: il 28 Luglio 1976 la sentenza n.202 della Corte Costituzionale si pronuncia a favore delle emittenti radio e stabilisce che trasmettere non è più reato, purché questo avvenga solo ed esclusivamente in ambito locale. I “pirati” sono  assistiti allora dall’Avvocato Eugenio Porta, esperto in diritto della radiodiffusione, fondatore e presidente dell’ A.n.t.i. (poi Presidente onorario dell’Aeranti-Corallo,www.aeranti.it) e la radio riprende a trasmettere.

La radio si struttura, fa il verso a Radio Milano International, e, pare, che mandi in onda anche alcune trasmissioni acquistate dall’emittente milanese. Nello staff entrano anche Roberto Bob Orsetti (Bob 1, in radio dal 1975), Marinella Lombardi, Manlio Lavezzi, Carlo Borgognone. E poi Danilo Arona, Maurizio Credidio e e il cantautore Claudio Damiani che scriverà e canterà la sigla di apertura dei programmi dell’emittente.

Dopo alcuni sponsor locali arriva pubblicità nazionale tramite l’Agenzia Manzoni, in occasione dell’alluvione del 1977 con uno stato di emergenza in tutta la provincia Radio Alessandria si mette a disposizione in maniera totale, con trasmissioni 24 ore su 24 a supporto della cittadinanza e le sarà riconosciuta la medaglia al valore della Croce Rossa.

Fra i programmi cult Supergiù, che era una sorta di Alto Gradimento declinato su temi e personaggi cittadini, legati al mondo dei ragazzi di allora ma non solo: c’erano esilaranti imitazioni di figure note in città, e personaggi inventati lì per lì, o ricorrenti.  Nel 1978 arriva in radio Loredana Bertè che  -ricorda Sergio Notti – portammo poi ad una Fiera di San Giorgio.: “Loredana monopolizzò talmente l’attenzione che ci dissero: “per favore, portatela via o in giro per la Fiera non ci va più nessuno. E uno di noi, goliardico, appese allo stand un paio di collant, spacciandoli per quelli della Bertè!), altri ospiti furono Giorgio Gaber, Enrico Simonetti, il pittore alessandrino Pietro Morando, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Antonello Venditti. E anche Francesco Guccini intervistato da Arona al Moccagatta in occasione di un suo concerto, o Angelo Branduardi, che portammo a cena. La sede intanto si era trasferita in via Righi.

Radio Alessandria International chiuderà i battenti nel 1980.

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I due volumi vengono racchiusi in cofanetto.

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