Pur con un lieve distinguo condivido l’analisi dell’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, Pierfrancesco Majorino, a ragione o a torto, è avvertito come estremista da molti milanesi (anche di sinistra…), la sua candidatura potrebbe far vincere la destra. Albertini ritiene che il centrodestra avrà maggiori difficoltà contro Mario Calabresi poiché questi potrebbe intercettare il voto dei moderati, Majorino non avrebbe il voto di Azione e di Italia Viva (che a Milano rappresentano il 10% degli elettori). Il leader di Azione ha già dichiarato che sarebbe pronto a sostenere Calabresi se il campo largo rinunciasse alle primarie. Il partito non parteciperà ai gazebo ma sosterrebbe il giornalista. Io ed Albertini analizziamo non tifiamo, lo stesso Albertini pare essersi esposto per Calabresi…
Il lieve di distinguo fra l’analisi di Albertini e la mia è che Matteo Perego di Cremnago, non ha una grande esperienza amministrativa milanese, non è un “nuovo Albertini” anche se non è un Bernardo che nel 2021 definii “il peggior candidato che il centrodestra ha espresso dal dopoguerra” ed ora in molti mi danno ragione…
Condivido la tesi del compianto Indro Montanelli: “Milano nella sua storia ha sempre scelto se non il meglio il meno peggio. Il candidato sindaco ideale deve essere di media età (né troppo giovane, né troppo vecchio), deve avere vissuto in città tanti anni, conoscere i quartieri, sapere interloquire con l’intellettuale, con la vecchietta e con gli analfabeti”.
Personalmente conosco tanti analfabeti politici (e letterari) che non sanno nemmeno come si vota, non per chi si vota ma come si vota. Ormai infatti ai seggi si recano a votare e votano barrando e scrivendo preferenze, conoscendo anche il voto disgiunto, soltanto gli ultras dei vari partiti.
Nulla di personale contro Perego (uno dei pochi possibili candidati che non conosco personalmente, non ho mai votato persone che non conosco personalmente) ma non mi pare visto che da anni è stato paracadutato a Roma che abbia vissuto intensamente Milano, pronto a ricredermi se lo conoscerò e capirò che potrebbe essere un nuovo Albertini. Al momento vedo un altro possibile candidato di centrodestra in grado di impensierire maggiormente chi sarà il candidato di centrosinistra. Per essere obiettivo anche questo candidato è da tempo lontano da Milano ma ha una grandissima esperienza amministrativa sia in Comune che nazionale. (Anche in questo però non la penso come l’ottimo Albertini, che però conosce molto meglio di me questo candidato).
In merito a Majorino (che ho avuto occasione di conoscere personalmente nel 2016 quando mi candidai sindaco di Milano con una lista civica contro tutti, e quando dico tutti è tutti) e che ho poi ritrovato in altre occasioni, nulla di personale nemmeno contro Majorino. Come scrivevo sopra egli è visto, a ragione o a torto, come estremista, e la città non ha mai amato gli estremisti (di destra o di sinistra). Inoltre come dice Vincenzo De Luca: “Nel Pd con più perdi e con più fai carriera!”. In effetti Majorino viene chiamato da alcuni del Pd, non solo De Luca, porta seccia. Ha perso le primarie con Sala (il miglior sindaco di centrodestra dopo Albertini) nel 2016, ha perso le regionali nel 2023 contro Fontana, se De Luca e i piddini che lo etichettano come “porta seccia”, la destra tornerà ad esprimere il candidato sindaco di Milano dopo 16 anni.














Il libro Accadde a Milano è fuori commercio, sto curando un aggiornamento dal 2002 al 2026, sono orgoglioso di avere conosciuto personalmente tutti i sindaci di Milano da Aldo Aniasi a Beppe Sala, e di avere contribuito, nel mio piccolo a scrivere la storia di questa città. Scriverla non farla. Un ex consigliere comunale (poi trombato) ha poi cambiato 5 partiti ed è stato trombato, ora si ripresenta, si credo uno statista ahahah crede di avere fatto la storia della città ahahh Ci sono ancora i matti che si credono Napoleone. ahahah
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