Stefano Rosso

STEFANO ROSSO:  IL CANTAUTORE DELLE RADIO LIBERE 

Pochissime le apparizioni televisive di Stefano Rosso: nel 1975 cinque puntate di ALLE SETTE DELLA SERA programma condotto da Gianni Morandi ed Elisabetta Viviani sulla seconda rete Rai; nel 1977 è la volta di MISTER FANTASY e di ODEON TUTTO QUANTO FA SPETTACOLO; nel 1980, infine, presenta il brano L’ITALIANO a Superclassifica Show di Maurizio Seymandi.

Stefano Rosso, nome d’arte di Stefano Rossi, nasce a Roma, il 7 dicembre 1948: esordisce nel 1969 con il fratello nel duo Romolo e Remo con lo pseudonimo L’Arca di Noè incide per la Vedette il 45 giri Io vagabondo/La bambola di piazza Cairoli, ma il brano non ottiene successo. Inizia una carriera da solista esibendosi nelle osterie e nei night romani in brani country e folk. Nel 1974 si esibisce al Folkstudio dove propone Letto 26, brano che trae ispirazione da una sua degenza in ospedale per una tonsillitectomia e che racconta la sua vita a Trastevere in via della Scala al numero civico 26, dove allora abita. Sempre nel 1974 Stefano Rosso scrive due canzoni (C’E’ UN VECCHIO AL BAR DELLA MIA CITTA’ e VALENTINA) interpretate da Claudio Baglioni nel programma televisivo RITRATTO DI UN GIOVANE QUALSIASI, brani che non saranno mai incisi da Baglioni. e Una storia disonesta, meglio conosciuta come Lo spinello, brano provocatorio che all’uscita suscita un certo clamore. La sua erre moscia, il particolare modo di cantare, ne fanno un mito. Gli album successivi sono:  E allora senti cosa fo (1975), Bioradiografie (1979), che contiene anche VALENTINA, brano scritto per  Claudio Baglioni ma mai inciso da questi su disco. Fra gli altri suoi successi ricordiamo Odio chi Bologna ’77, dedicata a Giorgiana Masi, la ragazza uccisa a Roma, vicino al Ponte Garibaldi, durante una manifestazione. Per Una storia disonesta vincerà Vota la Voce come cantante rivelazione e gli sarà assegnato il Telegatto di Tv Sorrisi e Canzoni. Nel 1980 partecipa al Festival di Sanremo con il brano L’italiano (classificatosi al decimo posto). cui seguirà l’album Incontro con Stefano Rosso(1980) che contiene anche il brano QUANDO PARTI’ NOE’, canzone scritta per uno spettacolo del gruppo di cabaret La Smorfia con Massimo Troisi. Gli album successivi si intitolano: Vado prendo l’America e poi torno (1981) e Donne (1982). I suoi testi ironici e dissacranti raccontano la realtà italiana degli anni ’70 e ’80, Stefano Rosso collabora anche con Mia Martini (per la quale scrive il brano PREGHIERA), Gianni Morandi, Ivano Fossati e Claudio Baglioni.  Nella seconda metà degli anni ’80 non riesce più ad ottenere il successo di un tempo: Stefano Rosso (1985) che contiene il brano BELLA E’ L’ETA’ in gara a Un Disco per l’Estate. nel 1987 esce il 45 giri COM’E’ DIFFICILE, cui segue l’album Femminando (1989) sono gli album della seconda metà degli anni ’80. Dopo una lunga pausa di riflessione ritorna sulla scena nel 1997 con MIRACOLO ITALIANO, un disco con tre inediti e con riletture del passato, nel 1999 esce il cd LIVE AT THE STATION registrato in una sala d’aspetto di una stazione, cui segue IL MEGLIO (che contiene i suoi successi riarrangiati, tre brani inediti e PREGHIERA, brano da lui scritto per Mia Martini).  Nel 2003 escono FINGERSTYLE GUITAR e LIVE AT THE FOLSTUDIO, cui seguono BANJOMAN (2004), LULLABY OF BIRTLAD (2006), nel 2005 Stefano Rosso ripropone Una storia disonesta con il gruppo ska Arpioni e Tonino Carotone.  Nel 2007 esce MORTACCI, nel 2008 è la volta di PICCOLO MONDO ANTICO.   Stefano Rosso è morto a Roma il 15 settembre 2008, i suoi funerali si sono svolti il 17 settembre nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere. Sulla pagina iniziale del sito personale www.stefanorosso.net viene salutato citando una strofa di una sua canzone: “e domani sereno volerò in braccio a Dio fra i papaveri e il treno perchè là è il posto mio”.  All’interno, su una pagina bera, uno spazio bianco dove lasciare un pensiero, apre le testimonianze la figlia Stefy: “Papà, grazie per tutto quello che mi ha dati dato e continuerai a darmi. Ti amo immensamente, ci vediamo, pulcino mio. Tua figlia”, seguono diversi messaggi dei fans.  Giordano Sangiorgi, organizzatore del Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza annuncia che il Mei dedicherà un premio a un giovane talento musicale in memoria dell’artista. Stefano Rosso è stato il signore delle prime radio libere, erano gli anni del movimento ’77 e Stefano Rosso, pur non essendo troppo impegnato nel sinistrense, a differenza di altri suoi colleghi proprio per questo più noti (che ebbero pertanto agevolazioni), con il suo fare disincantato ironizzava.  Per la prima volta la parola “spinello” finiva in una canzone, Stefano Rosso regalò, anche a coloro che non facevano uso di sostanze stupefacenti, patiti delle radio libere, il verso “ che bello due amici una chitarra e lo spinello, e una ragazza giusta che ci sta”, icona delle radio libere. UNA STORIA DISONESTA non era un inno alla droga, ma alla vita, infatti subito dopo aggiungeva “e una ragazza giusta che ci sta”, ciò a differenza di altri cantautori e rocker che hanno invece inneggiato alla droga.

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