Lilli Gruber

Dietlinde Gruber detta Lilli è nata a Bolzano il 19 aprile 1957, sudtirolese purosangue, dopo avere trascorso l’infanzia e l’adolescenza a Egna (capoluogo della Bassa Atesina) dove frequenta le scuole delle Marcelline, si laurea a Venezia e svolge il praticantato giornalistico a TeleBolzano, intanto scrive per i quotidiani L’Adige e l’Alto Adige. Dopo avere lavorato al tg di Vb33 passa alla rete tedesca Ard. A Bolzano conosce il segretario di redazione del Tg2 Vittorio Banchetti che in quella città ha famiglia, così riesce a passare a Sender Bozen, il canale della Rai in lingua tedesca, quindi passa alla redazione di Bolzano del Tgr italiano di Rai3. Quando arriva in video nell’edizione del tg regionale Lilli non ha ancora i capelli rossi girati da una parte che sarà il parrucchiere delle dive Michel ad inventare, e neppure le giacche dalle grandi spalle, con la posa di sbieco, il gomito sul tavolo e la gambe maliziosamente accavallate che ne faranno un personaggio. Il piglio aggressivo, la voce nitida che scandisce svelta andando subito al sodo della notizia, e un certo modo speciale del viso di prendere la luce, lo sguardo chiaro che quasi violenta la camera e i movimenti felini della testa, la impongono subito all’attenzione. Non è Maryline Monroe, ma è forse la prima giornalista che in video non si vergogna di essere una donna, non si cancella in nome dell’uniformità a un ruolo fino ad allora tutto maschile. Insomma, impossibile non notarla.  Nel 1986 Lilli passa al Tg2 diretto da Antonio Ghirelli che per la prima volta manda in video molte donne, Lilli e Carmen Lasorella vengono infatti subito soprannominate “le ghirelline”.  Lilli Gruber si fa subito notare per i suoi servizi di politica estera, un capo del concorrente Tg1 le propone di trasferirsi a Roma, due redattori avvisano Ghirelli che non se la fa scappare e la spara al tg di mezza sera, accanto a Roberto Amen.  E’ un avvenimento. Un modello di conduzione nuovo, più concreto, deciso e spigliato, simile per certi versi a quello di Enrico Mentana, che le fa concorrenza alla stesso orario, ma che presto si trasferirà al Tg2. Lilli Gruber si impone come conduttrice e riesce a farsi a mandare a Berlino nei giorni del crollo del muro, senza però avere l’ambita qualifica da inviato, per questa ragione lascia il Tg2 e passa al Tg1.  Nel 1990 passa al Tg1 e pubblica il suo primo libro: QUEI GIORNI A BERLINO, Lilli dapprima si occupa di politica estera (segue i viaggi del Papa e la guerra della ex Jugoslavia), poi conduce l’edizione delle 20 del Tg1. Oltre all’italiano e al tedesco, Lilli parla correttamente inglese e francese. Durante la campagna elettorale del 1994 le viene affidata la trasmissione AL VOTO, AL VOTO!  Nel 1996 conduce il settimanale Focus Tv per Pro7, cui seguirà, nel 1998 un talk-show sull’Europa per la tv tedesca pubblica Swf, realizza un’ntervista-ritratto con Sophia Loren per il programma 60 MINUTES della Cbs e collabora con LA STAMPA e IL CORRIERE DELLA SERA.    Nel luglio 2000 si sposa con il giornalista francese Jacques Charmelot, le nozze vengono celebrate nel paesino di Montagna, caratterizzato da uno splendido castello, si trova a pochissima distanza dall’abitato di Egna, dove è la casa paterna di Lilli Gruber.

Nel nuovo millennio  segue la guerra in Iraq e pubblica il libro I MIEI GIORNI A BAGHDAD (2003) e L’ALTRO ISLAM. UN VIAGGIO NELLA TERRA DEGLI SCITI (2004).   Nel 2004 lascia il Tg1 per candidarsi con il centro-sinistra alle elezioni del parlamento europeo, capolista nelle circoscrizioni nord-est e centro, risulta prima assoluta degli eletti in entrambe, raccogliendo complessivamente oltre 1 milione e 100 mila voti. Aderisce al Partito Socialista Europeo, pubblica nel frattempo altri tre libri: CHADOR NEL CUORE DIVISO DELL’IRAN (2005), AMERICA ANNO ZERO. VIAGGIO IN UNA NAZIONE IN GUERRA CON SE STESSA (2006) e FIGLIE DELL’ISLAM (2007). Nel 2007, dopo un iniziale rifiuto ad entrare nel Comitato promotore 14 ottobre del Pd, diventa membro della Commissione per l’Etica, nominata dall’Assemblea Costituente Nazionale.  Nel 2008 pubblica STREGHE, a settembre, in una lettera agli elettori, spiega la decisione di non ripresentare la propria candidatura al Parlamento europeo nelle elezioni del 2009 e annuncia che si è conclusa l’esperienza di “giornalista prestata alla politica” per ritornare a svolgere la professione. Si dimette, pertanto, da eurodeputata. “Così facendo”, ha spiegato a Pippo Baudo durante DOMENICA IN del 5 ottobre 2008: “ho rinunciato a uno stipendio di 11.800 euro lordi mensili e, dimettendomi prima della fine della legislatura, ho perso il diritto alla pensione”.

Dal settembre 2009 Lilli Gruber conduce OTTO E MEZZO su La7.

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